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10. Corso di Alimentazione

Sommario:

· 10.1. Perchè "scuola di alimentazione"?
· 10.2. Alimentazione e medicina.
· 10.3. Dalla farmacia al supermercato.
· 10.4. Siamo ciò che mangiamo.
· 10.5. Elementi di nutrizione.
· 10.6. Il cibo ideale.
· 10.7. I germogli, cibo vivo.
· 10.8. Il cibo come strumento di persecuzione.
· 10.9. Cibi acidificanti o alcalinizzanti?
· 10.10. Lo yogurt magro (parte prima) il re dei cibi benefici.
· 10.11. Yogurt: marketing o comunicazione?
· 10.12. Antibiotici o centrifughe?
· 10.13. Succhi e spremute d'arancia.
· 10.14. Cibi e sistema immunitario.
· 10.15. Cibi per disintossicare il fegato.
· 10.16. Disintossicarsi con il digiuno, questo sconosciuto...
· 10.17. Modalità e tempi della pratica del digiuno.
· 1
0.18. Non di solo pane vive l'uomo.
· 1
0.19. Una testimonianza sul digiuno (dall'autonomima all'interdipendenza).
· 1
0.20. Mangiare guardando la televisione.
· 1
0.21. Funzionamento e disintossicazione reni e apparato urinario.
· 1
0.21bis. Cenni sulle valenze psichiche e spirituali dei reni.
· 1
0.22. Cibi per disintossicare reni e apparato urinario.
· 1
0.22bis. Cenni sulle valenze psichiche e spirituali dell'apparato urinario.
· 1
0.23. Funzionamento e disintossicazione apparato respiratorio.
· 1
0.23bis. Cenni sulle valenze psichiche e spirituali dell'appararato respiratorio.
· 1
0.24. Cibi per aiutare a guarire da influenza e raffreddore.
· 1
0.24bis. Cenni sulle valenze psichiche e spirituali di influenza e raffreddore.
· 1
0.25. Ancora sulla guarigione da bronchite.
· 1
0.26. Ancora sulla guarigione da polmonite.
· 1
0.27. Cibi per aiutare a guarire da asma.
· 10.27bis. Cenni sulle valenze psichiche e spirituali dell' asma (le allergie).
· 10.28. Altro per aiutare a guarire da enfisema polmonare.
· 1
0.29. Cibi, muco e catarro.
· 1
0.30. I Cibi marchiati "K" e le ricette segrete di aromi ...
· 10.31. Le combinazioni alimentari ed il malassorbimento.
· 10.32. La pelle, le vitamine e gli alimenti per la pelle.
· 10.33. La pelle e la pompa di calore. Esercizio e salute. Alimentazione in caso di febbre ed infiammazioni.
· 10.33bis. Cenni sulle valenze psichiche e spirituali della pelle.
· 10.33ter. Cenni sulle valenze psichiche e spirituali della pelle nei dintorni di Halloween.
· 10.34. Apparato cardio-circolatorio, dieta alimentare e stile di vita.
· 10.35. Alimentazione e colesterolo.
· 10.35bis. Cenni sulle valenze psichiche e spirituali del colesterolo.
· 10.36 Cibi per migliorare l'apparato circolatorio.
· 10.36bis. Cenni sulle valenze psichiche e spirituali del cuore. Alcune premesse... Cuore ed energia. Cuore ed azione.
· 10.36ter. Cenni sulle valenze psichiche e spirituali del cuore. Cuore e Salute globale. Amore e territorio.



- fine corso di alimentazione alla 50 puntata -



10.1 Perchè "scuola di alimentazione"?
Una ricerca condotta nel 1994 negli Stati Uniti, ha fatto registrare 50 milioni di ipertesi, 35 milioni di malati cardiaci, un milione e mezzo di infarti l’anno e 500 mila ictus l’anno,... ...essendo 800 mila di queste crisi fatali, con un milione di morti l’anno.
Temiamo che oggi anche l'Italia si stia allineando su questi dati, perchè anche da noi le malattie cardiovascolari sono diventate la prima causa di morte.
Invece....l’incidenza delle malattie delle coronarie in Giappone, nei maschi di età compresa tra i 55 e i 60 anni, è otto volte minore di ciò che avviene negli Stati Uniti, con un basso tasso di mortalità nei confronti degli occidentali. I giapponesi presentano tassi di colesterolo comprese tra i 140 e 160 mg%, i nordamericani presentano tassi tra i 240 e 260 mg%. Le malattie cardiovascolari negli Stati Uniti sono le principali responsabili di un terzo dei ricoveri, presentando un costo medico che supera i 56 miliardi di dollari l’anno.
L’infarto acuto del miocardio colpisce 100 mila persone l’anno, causando 35 mila decessi, con un aumento significativo negli ultimi 50 anni.
•Dagli anni 50 gli Stati Uniti investono grosse quantità di denaro nello sviluppo di nuove metodiche diagnostiche, medicinali e tecniche di chirurgia, con il preciso scopo di ridurre il numero dei decessi,... ...ma sono tutte misure che non contribuiscono alla prevenzione del verificarsi di tali malattie.
Sembrano piuttosto misure ispirate alla ricerca del business.
Siccome anche in Italia ormai vediamo queste tendenze ben radicate, pensiamo sia giusto fare sapere alla gente, che basta correggere l'alimentazione con pochi e facili correttivi, per formare nel nostro fisico
quell'importante terreno biologico, che permetta a quasi tutti i problemi di cui sopra una risoluzione molto soddisfaciente!

10.2. Alimentazione e medicina
Questi numeri spaventosi potrebbero essere significativamente ridotti se le persone imparassero a vivere meglio.
Le malattie delle coronarie sono il diretto risultato del moderno stile di vita adottato dalla civilizzazione occidentale industrializzata.
In genere queste malattie occadono dopo i 45 anni ... insomma l'eta' migliore dei buoni professionisti!
Colpiscono la popolazione attiva nelle diverse professionalità, persone che muoiono o che diventano semi invalide all’apice della loro competenza e produttività,... ...con delle significative conseguenze nello sviluppo tecnologico e non solo... della nostra società.
Per il sistema medico, in questa area, il corpo è visto come una semplice macchina fatta di parti rimpiazzabili e la salute è intesa come il buon funzionamento di questo meccanismo,... ...senza fare attenzione alle vere cause che soggiaciono a queste malattie.
Nella pratica convenzionale attuale, quando si presenta un’ostruzione delle arterie, si apre la strada con il catetere o si ridirige il flusso con vascolarizazzione,... ...o ancora si cambia l’organo danneggiato con un altro in condizioni migliori, o addirittura con uno artificiale.
Questa moderna epidemia segue il suo decorso e nel contempo la medicina ufficiale basa il suo intervento nel trattamento dei segnali e sintomi – come l’ipertensione arteriosa o i livelli alterati di colesterolo -- quasi esclusivamente a base di medicinali che attuano l'assunzione del reale controllo delle funzioni corporee Il corpo viene cos' portato a funzionare soltanto con aiuto esterno. Oltre a ciò, questi medicinali possono produrre sgradevoli effetti collaterali, molte volte irreversibili.
La medicina occidentale tende a vedere gli organi del corpo come entità distinte, considerando le malattie come condizioni specifiche che colpiscono uno o due organi o, al massimo, un sistema, quasi ignorando l’interazione con gli altri sistemi,... ...così come gli aspetti emotivi e spirituali coinvolti nella genesi di questi squilibri.
La buona alimentazione punta a ripristinare e mantenere la salute, lasciando che il corpo lavori a seconda delle leggi della natura, ossia correggendo gli squilibri nutrizionali e biochimici che disturbano il funzionamento del cuore e l’accumulo delle placche nelle pareti arteriose, evitando la chimica di sintesi ed i suoi effetti collaterali, e cercando l’equilibrio funzionale di tutto l’organismo. In questa sede ci occuperemo solo di quanto attiene all'alimentazione, non mancando però di evidenziare quanto notiamo giornalmente in molte persone che incontriamo: al cambio dell'alimentazione seguono molto spesso cambiamenti significativi anche in molte altre attività della loro vita. Egualmente, significative evoluzioni nel sistema di condurre la loro vita portano presto anche ad un notevole cambiamento della loro alimentazione.

10.3. Dalla farmacia al supermercato
IN OGNI PAESE DEL MONDO E COSI' ANCHE NEI PAESI OCCIDENTALI, IL SETTORE ECONOMICO DI MAGGIORE FATTURATO E' DA SEMPRE QUELLO ALIMENTARE (oggi in occidente il volume d'affari vale circa il 20% del PIL ).
In questi tempi abbiamo registrato in America un altro fatto storico: per la prima volta nella storia dell'uomo, la spesa per il settore farmaceutico/medico/ospedaliero supera quella del settore alimentare ...
Questa tendenza è in atto anche per i principali paesi europei.

In soli 12 anni l'obiettivo "20% del pil" è divenuto realtà!

Pensiamo alle recenti leggi in materia sanitaria, alle recenti leggi sull'inserimento dei prodotti farmaceutici nei supermercati, alle azioni di marketing sui vaccini ( ricordo le recenti epidemie avicole - il caso la Roche/tamiflu/Rumsfeld -, l' esplosione dei fatturati sanitari dopo mucca pazza e dopo l'11 settembre 2001. Poco prima di tale data la Bayer per esempio era in gravissima crisi, mentre ora invece va benissimo. ( "... La Repubblica scrive che “alla tedesca Bayer una settimana di allarme antrace ha già fruttato mille miliardi di vendite extra”... ma fondamentali sono state anche le nuove normative liberticide introdotte a seguito dell’evento, soprattutto in materia sanitaria).
Insomma dal 1994 a oggi la spesa sanitaria pro capite era destinata a raddoppiare fino ad arrivare a questa pietra miliare di questa nuova era dell'alimentazione:Il big event, lo spartiacque epocale.
Ci riferiamo a quanto è stato finalizzato in questi giorni del 2007, e cioè l'acquisizione di Nestlè da Novartis della divisione alimenti clinici per 2,5 miliardi di dollari.
Non solo, nell' aprile 2007 Nestlè ha acquisito anche la Gerber sempre da Novartis per 5.5 miliardi di dollari.Con l'acquisizione della Gerber, la Nestlé Nutrition diventa leader mondiale del settore alimenti per bambini. Conquista in particolare il primo posto di uno dei più importanti mercati degli alimenti per bebé al mondo, quello degli Stati Uniti .
Una nota della società a margine dell'evento recita che ... "il gruppo Nestlé è presente in Italia dal 1875, quando è stata registrata a Milano l’etichetta “Farina Lattea Nestlé, alimento completo per i bambini lattanti” ( * vedi nota in fondo al capitolo). Oggi opera con diverse società: Nestlé Italiana, Sanpellegrino, Nestlé Purina Petcare, Nespresso, Nestlé Waters Direct e Alcon. Il Gruppo Nestlé, leader mondiale nel food & beverage, con sede in più di 130 Paesi e con una gamma di oltre 10.000 prodotti, buoni ed equilibrati, frutto della tradizione e della più avanzata ricerca nutrizionale al mondo. Le dimensioni e la responsabilità di mercati così ampi e diversi fra loro si traducono nell’impegno a sviluppare, e garantire, un corretto approccio alla nutrizione ed ad un corretto stile di vita, che non può prescindere da un’equilibrata alimentazione ed idratazione"....
Il valore simbolico di questo affare è agghiacciante: i cibi per gli intolleranti, per coloro che sono sottoposti a chemio-terapia, etc. diventeranno cibi di massa.
Da una società specializzata nel "canale farmacie", ora la commercializzazione passa ad una società specializzata nel "canale supermercati". Dalla farmacia al supermercato, dunque.Questo almeno sembra avere deciso colui che è a capo di un gruppo di società, che controlla oggi l' 80% del mercato alimentare mondiale.

* nota su Nestlè: tutti pensano che il primario interesse di queste grosse società per i bambini sia dovuto solo al fatto di dover abituare l'uomo fin da piccolo agli aromi da loro proposti... e quindi di catturarsi così il consumatore fin da quando è in fascia. In realtà per chi è abituato a leggere tra le righe, non sfugge l'alto contenuto spirituale che sta alla base di ogni comportamento umano, vitale o non vitale. Ci riferiamo qui alll'insegnamento evangelico, a cui ogni forza di questo mondo, anche e soprattutto le più intelligenti (indipendentemente dal loro fine), non fanno eccezione:

Marco 9:42
«E chiunque avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino e fosse gettato in mare».

Matteo 18:10
«Guardatevi dal disprezzare uno di questi piccoli; perché vi dico che gli angeli loro, nei cieli, vedono continuamente la faccia del Padre mio che è nei cieli».

Matteo 10:42
«E chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è un mio discepolo, io vi dico in verità che non perderà affatto il suo premio».


10.4. Siamo ciò che mangiamo
Prioritario è identificare la realtà del nostro rapporto con cibi e bevande.
Questo rapporto nasce da due considerazioni.
La prima è che oltre a ciò che pensiamo, siamo anche ciò che mangiamo.
Noi siamo cibo metabolizzato e come non è indifferente la natura del materiale impiegato in una costruzione, così la natura dei cibi e delle bevande influisce su ciò che siamo.
Questo oltre che sotto un profilo materiale, vale anche dal punto di vista spirituale.
Gli alimenti si trasformano in energia vitale o distruttiva a seconda della loro composizione.
Ciò ci dovrebbe rendere molto attenti, quando ci mettiamo a tavola.
La seconda considerazione parte dalla constatazione di come funziona il senso del gusto.
I cibi, cedendo la loro sostanza vitale alla mucosa sublinguale, ci spiegano come e perché contengono gusti particolari, in base alle diversità studiate da madre natura. L’arte della cucina consiste poi nella capacità di sapere rielaborare e combinare questi sapori della natura.
Il nostro stile di assunzione dei cibi dunque è molto legato alla nostra capacità di utilizzare il nostro senso del gusto ( così come il nostro stile di vita è molto legato alla nostre capacità di utilizzare i nostri sensi.).
Per esempio finchè un cibo emana sapore, ciò significa che c’è ancora energia vitale da estrarre.
I cibi che forniscono molta energia, sono quelli il cui sapore dura più a lungo.
Quando si mangia, i cibi andrebbero trattenuti in bocca e masticati fino a renderli insipidi.
A questo punto, una volta assorbita l’energia sottile di cui sono portatori, vengono inghiottiti ed il sistema digestivo può assimilarli come materiale di costruzione del corpo.
La masticazione dunque ha un’importanza che va ben oltre la classica considerazione di facilitazione della digestione nello stomaco e nell’intestino.
Se noi non mastichiamo un alimento fino a quando non abbiamo estratto totalmente il gusto, il suo nutrimento può si ricostruire il nostro corpo fisico, ma non rifare il pieno alle nostre batterie energetiche!
l nostro rapporto col cibo allora è un test che rivela la nostra personalità ed un banco d prova di vera maturità sotto ogni profilo.
Che dire ancora quando ci affidiamo e tolleriamo con la massima facilità alimenti truccati da una miriade di additivi?
Ma il gusto degli additivi si dissolve subito o dura a lungo?
Provate.
Allora il cibo non cede nessuna sostanza vitale?
E’ veramente tutto finto come nei cibi, così nel nostro corpo, che rispecchia la vita spirituale?
Ancora quali effetti energetici ci derivano da parte di chi e da come si producono e si distribuiscono i cibi, ma anche da chi e da come si preparano, si cucinano e si servono?
Produrre cibi in un certo modo, permette di esercitare un controllo, che va oltre il piano puramente fisico ?
Una cosa è certa: imparare a mangiare bene aiuta a riprendere in mano il proprio destino.
Chi ha imparato a prendere in mano il proprio destino, sa anche mangiare bene.

10.5. Elementi di nutrizione.
Non intendiamo dilungarci sulle nozioni più elementari della nutrizione. Concetti come i “LARN” (Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana), “densità nutritiva”, “valore energetico” oltre alla descrizione dei componenti elementari dei nostri cibi quali proteine, carboidrati, grassi e colesterolo, fibra alimentare, sali minerali e vitamine sono ben descritti in parecchi siti e libri. Tra i tanti segnaliamo Gedeone (maestro di nutrizione) dove potete agevolmente controllare in caso di necessità i VALORI NUTRITIVI DEI PRINCIPALI ALIMENTI e soprattutto utilizzare gratuitamente un ottimo e semplice programma per valutare, personalizzandole, le vostre razioni alimentari (alla voce "VALUTAZIONE DI UNA RAZIONE ALIMENTARE"). Molto interessante per orientarsi tra i vari cibi sempre in tema di distribuzione delle vitamine e dei principali nutrienti anche il sito di scienza vegetariana alla voce TABELLE NUTRIZIONALI.

Associando il nostro corpo all’immagine di un motore, ci sembra utile evidenziare questa tabella sul CONSUMO ENERGETICO GIORNALIERO MEDIO. Riprenderemo più avanti questi dati quando parleremo delle malattie dovute dell’eccesso alimentare o del valore terapeutico dei vari tipi di digiuno.
Osserviamo quali dovrebbero essere i consumi giornalieri medi espressi in kilocalorie, distribuiti in modo ottimale tra i vari elementi nutrienti, data di ogni gruppo la resa media in kilocalorie per ogni grammo consumato di elemento base.

TABELLA CONSUMO ENERGETICO GIORNALIERO MEDIO (consigliato per un adulto di peso standard)

MISCELA ENERGETICA RESA Kcal/GRAMMO Kcal TOTALI
CARBOIDRATI 55%(benzina pulita) 4 1300
GRASSI 25%
(riserve)
9 600
PROTEINE 20%
( pezzi di ricambio)
4 600
. TOTALE 2500
. . .


In questa seconda tabella indichiamo alcuni esempi sulle principali modalità di consumo della calorie assunte durante le nostre attività vitali. I dati naturalmente variano notevolmente a seconda dell’armonia o delle disarmonie in cui siamo immersi, quando compiamo le nostre azioni quotidiane.

TABELLA DISPENDIO ENERGETICO (adulto di peso standard)

TIPO ATTIVITA' CONSUMO
Kcal PER ORA
stare seduti, al computer, mangiare DA 30 A 100 Kacl
BATTERE A MACCHINA 35 Kcal
GUARDARE LA TV 30 Kcal
GUIDARE L'AUTO 40 Kcal
LAVORO SCRIVANIA 50Kcal
LAVARE I PIATTI 45 Kcal
STIRARE 50 Kcal
DORMIRE 30Kcal
preparare da mangiare, spolverare, rassettare la cucina,camminare piano DA 100 A 160 Kcal
Fare giardinaggio, camminare a passo normale, fare il bagno DA 170 A 240 Kcal
lavori pesanti, camminare veloce DA 250 A 350 Kcal
sport ( nuoto, bici, calcio) OLTRE 350 KCAL
PESCARE 60Kcal
GIOCARE A GOLF 150Kcal
BALLO 180 KCAL
FARE L'AMORE 200Kcal
SALTARE 210 Kcal
SALIRE LE SCALE 200Kcal
PATTINARE 300Kcal
GIOCARE A PALLANUOTO 350 Kcal
CANOTAGGIO 360Kcal
SCIARE 440 Kcal

Quanto espresso in queste tabelle ci consente di sottolineare un principio fondamentale da utilizzare, quando ci addentriamo in questa serie di “dati meccanicistici”, perché il nostro corpo funziona in modo molto più complesso in ordine a processi psichici e spirituali, che possono anche stravolgere i dati indicati nelle tabelle.
Che senso ha affermare che il consumo per la digestione ammonta a circa il 10% delle kilocalorie totali da noi utilizzate, prescindendo dal tipo di cibo ingerito?
Se ingeriamo un cibo sano, non acidificante, privo di additivi chimici di sintesi, che risparmia a fegato o reni pesanti processi di intossicazione, in una situazione di serenità e giusto rilassamento, in presenza di corrette combinazioni con altri cibi, determineremo sicuramente un consumo di chilocalorie molto inferiore.
All' aldilà delle problematiche legate all'eccesso di alimentazione, ci sembra di poter concludere per esempio che 100 grammi di cibo sano consumato in condizioni ottimali al netto dei consumi calorici per renderlo disponibile, possa rendere molto di più in termini energetici rispetto ad una razione doppia dello stesso cibo mancante delle caratteristiche suddette. (quindi meglio 100 gr di un cibo sano locale e naturale , sebbene caro, piuttosto che 200 gr di un cibo industriale poco costoso e poco sano!).
Durante la 2ª Grande Guerra i tedeschi hanno avuto una dieta alimentare limitata a 900 calorie al dì.
Malgrado le disgrazie della guerra e della terribile sofferenza delle persone, nei grandi ospedali tedeschi quasi non sono stati registrati casi di morte dovuti a  malattie cardiache (oggi la maggiore causa di mortalità, ben di più delle morti causate dalla guerra..).  
Nel Parco Nazionale del Serengueti, in Kenia, paese dell’Africa dell’est, è stato trovato un grande deposito di resti di alimenti lasciati da molti turisti occidentali. In quel luogo ci sono tante scimmie in sovrappeso.
Due fattori si sono messi insieme in questo caso: l’alto consumo degli alimenti raffinati ed il facile accesso a questi alimenti (esattamente la stessa situazione in cui si vengono a trovare oggi la maggior parte dei cittadini occidentali...).
Molti studi epidemiologici hanno dimostrato un evidente rapporto tra le malattie cardiache, i fattori ambientali e le abitudini di vita.
Tra queste risaltano l’alimentazione troppo elaborata, la vita sedentaria ed anche lo stress emotivo, oltre al tabagismo.
E’ molto chiaro il rapporto tra le malattie dell’apparato circolatorio e la dieta alimentare dell’uomo moderno, soprattutto per quanto riguarda l’abuso dei grassi e dei carboidrati, ...principalmente quelli raffinati, con un notevole aumento del colesterolo nel siero.

10.6. Il cibo ideale.

“Fa che il cibo sia la tua medicina” diceva Ippocrate - 460-370 a.C., padre della medicina, sui cui principi ancora oggi ogni medico giura durante il rito della laurea.
Infatti un cibo deve essere:

1. Facilmente digeribile
2. Nutriente, quindi integrale
3. Preventivo contro le malattie
4. Terapeutico
5. Senza vincoli religiosi
6. Etico
7. Vario
8. Vivo
9. Locale
10. Equilibrato e correttamente combinato.

 

Se risponde a questi requisiti potremmo dichiarare un cibo
Vero, Buono e Giusto,
che sono i tre principali requisiti richiesti dalla gente.
Questi requisiti sono emersi da una vasta indagine effettuata recentemente su un campione demografico molto esteso, tra l’altro in diverse aree geografiche del globo, forse il più vasto mai analizzato finora.
Un cibo sarà vero se è naturale, cioè non truccato con additivi in tutte le fasi del processo produttivo (sui campi o nelle stalle, nei luoghi di trasformazione e produzione, nelle fasi di confezionamento e distribuzione).
La capacità di fare cose buone dipende oltre che dalla natura, dall’uomo.
La passione, quindi l’amore, le conoscenze e la sapienza, quindi l’intelligenza e la saggezza nella capacità di organizzare persone e mezzi.
I frutti ne solo una naturale conseguenza.
L'albero buono si riconosce dal frutto eccellente. Se i frutti sono buoni, vuol dire che si è lavorato bene e che c’è vita!
Un cibo può essere giusto se esprime prezzi giusti: lavorare in un certo modo ha a che fare con la giustizia.
Consumare meno e consumare meglio, aiuta a vincere il consumismo, il superfluo e gli sprechi. Aiuta anche a non scaricare i costi occulti degli inquinamenti e delle malattie da alimentazione scorretta sui costi della nostra comunità e sulle generazioni future.
Un certo modo di consumare spinge sempre di più la ricchezza in mano a pochi, i soliti noti. Con i nostri comportamenti ed i nostri consumi possiamo creare redistribuzione della ricchezza e produrre giustizia.
Quanto all’effetto terapeutico del cibo, è noto che esistono molti medici che come da tradizione millenarie, trattano le malattie esclusivamente con il cibo e le erbe medicinali. Il trattamento con l'alimentazione naturale può richiedere un certo tempo per riportare l’equilibrio perduto. Soprattutto quando si cambia alimentazione può accadere un periodo iniziale di malessere. Se questo dovesse verificarsi è un segno positivo, che denota un risveglio di funzioni vitali prima sopite: il corpo comincia a reagire e a disintossicarsi, ma i momenti iniziali presuppongono qualche sacrificio, prima di trovare nuovi equilibri.
Un’altro errore da evitare, quando si decide di curarsi con l’alimentazione è quello di sospendere bruscamente l’uso dei medicinali allopatici senza la dovuta guida del medico.
Questa possibile sospensione dovrebbe avvenire gradatamente e in forma controllata.
Diversi componenti della dieta alimentare come la fibra solubile, l’aglio, la cipolla, la mela, le carote, le leguminose ed alcuni tipi di pesce...
... oltre agli esercizi adeguati, come le passeggiate, l’esposizione equilibrata al sole, il nuoto, lo yoga o altri tipi di meditazione propri della nostra tradizione e cultura, hanno il potere di ridurre i livelli pericolosi di grassi dannosi circolanti nel sangue e possono prevenire o invertire la tendenza agli incidenti vascolari e non solo.
In realtà la cosa più importante da fare è quella di eliminare dalla nostra dieta i cibi truccati e/o i cibi raffinati: lo zucchero raffinato, il sale raffinato e le farine raffinate con i loro derivati.
Vanno sostituiti con zucchero, sale e farine integrali con i loro derivati, tutti cibi che corrispondono alle otto caratteristiche sopra descritte.
Ma i cibi dalle virtù terapeutiche più stupefacenti, che abbia mai incontrato sono i germogli, lo yogurt magro e la centrifuga di ortofrutta fresca.
Saranno proprio questi cibi i protagonisti dei prossimi capitoli.


10.7. I germogli, cibo vivo.

Energeticamente deve proprio succedere qualcosa di particolare. Ho infatti osservato che se lascio dei semi in prossimità di un formicaio, gli insetti se ne impossesseranno dopo pochi minuti. Se invece metto germogli dello stesso seme, questi vengono rispettati e non toccati...
Il germoglio è già portatore di vita e chimicamente è cambiato qualcosa in esso.
Avviene una metamorfosi, in modo simile alla trasformazione del bruco in farfalla.
Una stessa superficie di terra per la coltivazione, che è necessaria per nutrire 1 solo carnivoro, può nutrire 7 vegetariani. Ebbene se quella stessa terra fosse coltivata a germogli potrebbe nutrire ben 25 persone!

Quando si parla di germogli ci si riferisce ai semi germogliati di quasi tutti i vegetali (cereali, ortaggi, legumi) Non si devono produrre germogli di solanacee perché conterrebbero alcuni fattori antinutrizionali tossici che diminuiscono con crescere della pianta fino ad annullarsi o quasi nella pianta adulta. (pomodoro, melanzana, peperone).

Per trasformare un seme in germoglio servono solo :
- acqua
- temperatura adeguata (20-22°C)
- ossigeno



Quando il seme entra in contatto contemporaneamente con questi “attivatori” (acqua – temperatura - ossigeno), al suo interno iniziano delle complesse reazioni bio-chimiche che portano alla formazione di una nuova pianta del tutto identica a quella di origine della quale il seme conserva anche per tempi lunghissimi tutte le informazioni genetiche.
Purtroppo qualsiasi vegetale, nel momento in cui viene raccolto, separato quindi dal suo substrato, inizia a morire perdendo più o meno velocemente i nutrienti fondamentali di cui è composto; diminuisce quindi il suo potere nutritivo.
Per questo siamo sempre alla ricerca di frutta e verdura il più fresca possibile.
Il germoglio non è assolutamente da considerarsi un prodotto fresco; bensì VIVO.



Le caratteristiche nutritive dei germogli.

Come abbiamo appena detto l’acqua è la scintilla della vita della nuova pianta, che prende nutrimento e vigore dal seme stesso moltiplicando di molte volte i contenuti dei nutrienti presenti nel seme. Durante il processo di germinazione, i macronutrienti contenuti nel seme vengono demoliti in parti più piccole.
Grazie agli enzimi attivati durante la germinazione le sostanze nutritive all'interno del seme sono predigerite, quindi le proteine sono scisse in amminoacidi e i lipidi in glicerolo e acidi grassi. I semi e i gemogli hanno un contenuto energetico molto elevato dovuto alla grande quantità di carboidrati che servono appunto alla germinazione.

Distinguiamo tra i NUTRIENTI dei GERMOGLI quelli MICRO da quelli MACRO:
MACRO
a) Le Proteine, trasformate in amminoacidi.
b) I Grassi, trasformati in acidi grassi e glicerolo.
c) I Carboidrati, trasformati in zuccheri semplici.
MICRO
d) Le Vitamine.
e) I Sali minerali.
f) Gli Enzimi.
g) Gli antiossidanti.

a) Gli aminoacidi.
Anche le proteine subiscono una demolizione grazie agli enzimi attivati durante la germinazione; le proteine si scindono nei loro componenti di base, gli amminoacidi essenziali anch'essi per il nostro organismo
Come abbiamo detto sono i mattoni che compongono le proteine; in natura ne sono presenti a centinaia, ma solo una ventina di essi vengono coinvolti nella sintesi proteica. E’ estremamente importante che tutti e venti siano presenti contemporaneamente, ma nove di essi (otto per gli adulti) non sono in grado di essere sintetizzati dal ns. organismo e devono essere introdotti con la dieta, fenilalanina – istidina – isoleucina – leucina – lisina – metionina – treonina – triptofano – valina .
Questi sono i nove amminoacidi definiti come essenziali ( AAE ) in quanto devono essere introdotti con la dieta.
I germogli ne sono particolarmente ricchi.

b) I lipidi.
I lipidi sono detti anche grassi, dal greco lypos, grasso; sono molecole organiche presenti in natura, e vengono classificate sulla base delle loro proprietà comuni di solubilità: sono insolubili in acqua mentre sono solubili in solventi organici come l‘etere o l‘acetone. I lipidi hanno una densità significativamente minore di quella dell'acqua quindi galleggiano. Dal punto di vista strutturale, sono costituiti prevalentemente da atomi di carbonio, idrogeno e ossigeno uniti tra loro con legami con scarsa polarità.
Nei lipidi di origine animale (burro, strutto e sego) una molecola di glicerolo è legata principalmente con acidi grassi saturi il che rende il grasso normalmente solido a temperatura ambiente. Nei lipidi vegetali invece la molecola di glicerolo è per lo più legata ad acidi grassi insaturi e polinsaturi, sono generalmente liquidi a temperatura ambiente e sono detti oli.
I grassi nei germogli subiscono la stessa sorte delle proteine e sono scissi nei loro componenti di base: gli acidi grassi e il glicerolo
I germogli contengono bassi quantitativi di grassi, ma quelli presenti sono ovviamente di origine vegetale e insaturi. I grassi fanno parte della membrana cellulare, è quindi indispensabile assumerli con la dieta. Non esistono grassi che facciano ingrassare meno di altri. Tutti forniscono 9 cal./gr. Sia quelli di origine animale che quelli vegetali anche se idrogenati.

c) I carboidrati.
Sono formati da atomi di Carbonio -Idrogeno – Ossigeno ( CH2O )n. Possiamo distinguerli in semplici e complessi.
SEMPLICI ? Mono e Di-saccaridi (glucosio e fruttosio, lattosio maltosio e saccarosio)
COMPLESSI ? amidi e cellulosa
Formano le riserve energetiche del nostro corpo depositandosi come glicogeno.
I carboidrati presenti soprattutto sotto forma di amidi nei semi, per l'accrescimento dei germogli vengono trasformati in zuccheri semplici molto assimilabili velocemente dal corpo umano.

d) I micronutrienti: le vitamine.
LE VITAMINE : normalmente si dividono in due importanti gruppi.
LIPOSOLUBILI – A, E, D, K
DROSOLUBILI – C, gruppo B
Possiamo aggiungere anche un terzo gruppo: quello delle vitamine con capacità ANTIOSSIDANTE ? E, A, C.
I germogli ne sono particolarmente ricchi.
Le vitamine durante il processo della germinazione aumentano fino al 100% rispetto al seme e fino al 1400% rispetto alla pianta adulta.
E’ stato scoperto che i germogli non solo hanno più del doppio di vitamine rispetto ai semi non germogliati, ma generano vitamine (C e B12) che sono quasi assenti dal seme. 150 grammi di semi di leguminose germogliati (lenticchie, fagioli, soia, ceci,...) bastano per fornire il fabbisogno giornaliero di vitamina B12.

e) I minerali.

Nei nostri tessuti sono presenti dei macroelementi, (calcio, fosforo, potassio, sodio, cloro, magnesio) così chiamati in quanto presenti in quantità relativamente elevata dell’ordine del grammo, e dei microelementi quali: ferro, zinco, rame, manganese, iodio, cromo, selenio, molibdeno, cobalto, ecc., presenti nell’ordine di milligrammi o in quantità ancora inferiori.
I macro ed i microelementi entrano nella costituzione delle cellule e dei tessuti dell’organismo, non vengono sintetizzati ma si assumono solo dagli alimenti e dalle bevande.
Nei germogli troviamo quantitativi molto elevati di tutti i minerali necessari al nostro organismo essendo tutti molto ricchi in calcio, magnesio; hanno valori di fosforo anche più elevati del pesce. Ad esempio lo zinco contenuto nei germogli di alfalfa e’ del 260% superiore a quello contenuto negli stessi semi, passa da 68 a 180 ppm. A causa delle reazioni enzimatiche avvenute durante la germinazione, i minerali sono chelati agli amminoacidi e questo fa sì che la loro biodisponibilità sia elevatissima.
Grazie a ciò i sali minerali e gli oligoelementi divengono più facilmente assimilabili.
La quantità di proteine e quindi di amminoacidi si incrementa notevolmente, gli acidi nucleici che contengono il patrimonio genetico di ogni essere vivente aumentano sensibilmente; questo spiega perché i germogli hanno capacità riparative e ristrutturanti. Molte varietà di germogli contengono sostanze anticancerogene che agiscono selettivamente sulle cellule cancerogene (risultato da studi ed esperimenti di laboratorio negli USA).
Infine, per esempio i fagioli germogliati e mangiati crudi sono alcalinizzanti, mentre da cotti sono acidificanti (ne spiegheremo presto il significato).
Per la salute i germogli sono energia vitale pura!

f) Gli enzimi.
Sono la parte più importante e delicata dei nutrienti contenuti nei germogli. Il nostro organismo è in grado di sintetizzarli, ma con un considerevole dispendio di energie. Se si introducono col cibo il nostro organismo non deve utilizzare quelli endogeni per permettere la trasformazione del cibo in elementi di semplice digestione senza sottrarli alla rigenerazione delle nostre cellule. Sono termolabili, quindi e’ importantissimo che i germogli vengano ingeriti crudi.

g) Gli antiossidanti.

Sono un gruppo di sostanze di cui fanno parte anche alcune vitamine, che sono estremamente importanti alla nostra salute. Alcuni antiossidanti come il sulforafano contenuto in dosi massicce nei germogli di criciferae sono stati riconosciuti anche come efficaci prodotti naturali antitumorali. E’ risaputo comunque che per combattere i radicali liberi che portano ad un invecchiamento precoce a causa della loro attività ossidante le cellule del nostro corpo, è indispensabile l’assunzione giornaliera di almeno 5 porzioni tra frutta e verdura possibilmente di colore diverso, in quanto ogni colore identifica un preciso gruppo di antiossidante contenuti.



Come si possono preparare ?

CRUDI – per mantenere integro il contenuto enzimatico.
Migliorano l’estetica del piatto
Arricchiscono di sapore qualunque preparazione.
Stimolano la digestione di tutti gli altri cibi.
Guarnizioni per aperitivi, primi piatti, secondi piatti, insalate complete e completamento di insalate, dolci, sono i piatti in cui l’estro del cuoco fa esaltare i magnifici sapori e colori dei germogli.
I germogli possono essere usati per accompagnare o condire insalate, risotti, minestre, per fare da contorno o come “snack” da mangiucchiare fuori pasto o prima di un pasto. Hanno generalmente un sapore leggermente amaro, dovuto alla elevata concentrazione di vitamine.
Sono tantissime le varietà di germogli che possiamo consumare quotidianamente, oltre a quelli di soya (chiamati anche "adzuki verdi"), che sono i più conosciuti, esistono almeno altri quaranta tipi di germogli integrabili nella dieta umana. Tra i principali:
Germogli di Alfalfa: ricchissimo di vitamine ed amminoacidi essenziali.
Germogli di Cavolo rosso: sapore di cavolo, leggermente piccante; ha colore violetto
Germogli di Cavolo broccolo: un sapore di cavolo leggermente più accentuato, meno piccante.
Germogli di Porro: colore verde chiaro, robusto sapore di porro.
Germogli di Ravanello Sango: sapore di ravanello decisamente piccante; sapore molto intenso; colore rosso scuro.
Germogli di Ravanello Daikon: la variante verde della varietà rossa.
Germogli di Bietola rossa : sapore neutro, ma a causa del colore rosso violetto è un germoglio che si presta a guarnizioni.
Germogli di Finocchio : sapore e profumo di finocchio.
Germogli di Pisello : dal sapore estremamente delicato.

Alcune preparazioni:
Mix Antiossidante: germogli di alfalfa, senape e ravanelli (daikon, sango, nero), che offrono insieme un sapore delicato con punte piccati.
Mix Omega-3: germogli di lino, colza, crescione, ravanello sango e trifoglio; è un mix ricco in Omega-3 che aiuta a mantenere pulite le arterie e basso il colesterolo.

PLUS
Innovativo per l’ITALIA
Colore, forma.
Sapore.
In abbinamento con qualsiasi piatto.
Ben 12 varietà disponibili per tutto l’anno.
Costo – bassissima incidenza, non soggetto a variazioni climatiche.
Piace anche ai bimbi.
Multietnico.
Senza controindicazioni mediche.
VIVO.
Ricercato dagli Chef.

MINUS
Self life max 15 gg.
Non si deve interrompere assolutamente la catena del freddo. Non ancora molto conosciuto.


10.8. Il cibo come strumento di persecuzione.

Negli ultimi trent’anni sono state compiute numerose scoperte sui meccanismi di funzionamento del cervello umano e della nostra psiche.
Una di queste interessa particolarmente l’argomento di questa puntata.
La stragrande maggioranza delle persone ( quasi il 70% ) ritiene nella memoria l’83% di quello che vede, l’11% di quello che ode, il 3% di quello che odora, il 2% di quello che tocca e solo l’1% di quello che gusta.
Questa è una ragione del trionfo dei packagings e dei coloranti a scapito della qualità reale, insomma del prevalere della forma sulla sostanza.
Ma è proprio a causa di queste caratteristiche della nostra psiche, che si è potuto addivenire a questa assurda situazione per cui oggi alla gente sembra piacere ciò che invece (nel suo più profondo) odia. Ma pochi ne sono consapevoli.
Si è utilizzato il cibo per porre in atto un processo che in pochi anni ci ha portati gradualmente ad accettare un modo di pensare assurdo quanto diabolico.
"Mi piace ciò che amo" o “Amo ciò che mi piace" ?
Per distinguere tra le due situazioni, dobbiamo sforzarci di ricercare attraverso lo sviluppo della conoscenza e l’umile ascolto del nostro corpo, dell’esperienza, quindi della realtà che ci circonda. Così potremo tornare prima o poi a rimetterci in contatto con i nostri archetipi, per sentirci in armonia con l’universo tutto.
Questo è l’amore. Sappiamo che si tratta di amore, perché ci procura felicità piena e ci aiuta ad imparare a distinguere anche nei cibi, ciò che è vitale da ciò che è mortale.
Noi percepiamo bene ciò che amiamo, impariamo dunque a cercare risposta dalla voce profonda del nostro essere! Chi persevererà in questa opera di conoscenza, passa attraverso l’ educazione dei propri sensi, incomincerà a provare piacere per ciò che ama, anziché abbandonarsi ad amare ciò che sembra piacergli.
Spesso gli stimoli esteriori che subiamo, sono portatori di piaceri momentanei, quanto illusori e caduchi, piuttosto conseguenti a comodità abitudinarie e pigrizia.
Non facciamoci assorbire il nostro essere da parte del mondo esterno.
La chiave sta nel cambiamento.
E' necessario cambiare senza indugio il modo in cui oggi ci alimentiamo.
Si può vivere in modo differente e reale; ciò di cui ci alimentiamo ne è l'espressione.
Cerchiamo di arrivare a farci piacere ciò che amiamo dunque, anche se all’inizio ci costa qualche sacrificio.
Diffidiamo delle comodità. Secondo le scienze che hanno studiato i meccanismi del nostro cervello, esistono solo 6 motivazioni d’acquisto, tutte sapientemente sfruttate dal marketing e dalle pubblicità. Si tratta delle uniche 6 vie possibili per controllare le nostre menti.
La comodità è la motivazione d’acquisto più utilizzata in questi tempi.
Secondo noi si tratta di uno strumento di persecuzione.
La comodità spesso toglie il gusto dell’attesa, della pazienza, della preparazione, della fatica e quindi il gusto del godimento del frutto di tutte queste energie date. Soprattutto toglie il gusto di fare le cose della vita secondo il proprio particolare e personalissimo stile, “a modo mio” insomma.
La comodità ha fatto scomparire dal mondo la categoria dell’uomo agricoltore.
La comodità sta facendo scomparire la biodiversità.
La comodità addormenta.

Ecco perché dare cibi uguali a tutti oggi è la peggiore persecuzione che si possa perpetrare al genere umano.
Ecco perché si sono utilizzati i cibi per fare questo, perché di questo misfatto resta solo l’1% di traccia nella nostra memoria.
Ecco perché si è potuto truccare il gusto dei cibi, sempre perché di questo misfatto resta solo l’1% di traccia nella nostra memoria.
Se si riesce alimentare tutte le persone allo stesso modo, sarà molto più facile alimentare la loro psiche ed il loro spirito allo stesso modo… non “a modo mio”.
Questo vale anche per tutti gli altri tipi di cibi, che andremo a descrivere in seguito, così come quando parleremo dei cibi integrali.

A me sembra che Gesù abbia sempre altrettanto sapientemente evitato le vie più comode…
Questa motivazione potrebbe tornarci utile, se un giorno potessimo trovarci nella situazione di dovere scegliere tra una centrifuga di ortofrutta fresca ed un antibiotico…
Abbiamo inserito questa riflessione proprio prima di passare alla descrizione delle virtù della centrifuga di ortofrutta fresca, e dello yogurt magro, altrettanto stupefacenti di quelle dei germogli.
Soffermiamoci brevemente su un aspetto notevole, che contraddistingue questo tipo di cibi.
Si tratta del fatto, che questi cibi sono quelli che suscitano i maggiori contrasti, subito dopo che si cominciano ad utilizzare, soprattutto perché sono scomodi, in tutti i sensi.
Ad un grande entusiasmo iniziale, segue spesso l'abbandono totale dopo breve tempo, a meno che non si riesca a vincere la forza dell’abitudine.
Non ci riferiamo solo all'effetto di quel malessere, tipico di quando si inizia una cura efficace. Nei primi tempi di disinquinamento, aspettiamoci dei sacrifici, giusto sintomo dell'avvio di questa grandiosa opera di pulizia, che va ad intaccare e scardinare gli equilibri esistenti e le compensazioni attuate dal nostro corpo, per sopravvivere alle precedenti situazioni di disagio (trattasi di un termine eufemistico per non dire la verità e cioè che si tratta di una "situazione catastrofica e devastante ") in cui il nostro fisico versava in precedenza ...
Ci riferiamo soprattutto a quella serie di contrasti e resistenze di tipo pratico e familiare, che inevitabilmente questi cibi, si portano seco.
Il problema è che questi tipi di cibi sono molto legati alle attività tradizionali ed ancestrali dell'uomo e quindi rappresentano uno schiaffo in faccia a tutto quello che sa di ... " comodità"!
I germogli infatti richiedono di avere in casa un germogliatoio (anche se ormai si cominciano a trovare relativamente facilmente già pronti negozi) e quindi chiedono di dedicarci del tempo. ...PROPRIO QUEL TEMPO CHE IN TUTTI I MODI CI HANNO CONVINTI DI AVERCI ORMAI DEFINITIVAMENTE RUBATO !
Lo stesso dicasi per lo yogurt, che necessita di abilità ed attenzione per produrselo da sè. (vedremo in seguito perchè sia nefasta la campagna di marketing su tutti quei prodotti alternativi sostitutivi allo yogurt, che vediamo quotidianamente in televisione).
Per quanto riguarda germogli e yogurt magro bio siamo riusciti a creare dei canali di commercializzazione di prodotti già pronti molto validi.
Ma nel caso delle centrifughe, bisogna per forza organizzarsi in proprio; non c'è alcuna altra possibilità alternativa, almeno fino a quando non convinceremo i bar a servire queste centrifughe al posto degli altri “beverage”…
... Ma cosa farà allora “The Coca Cola Company”?
Niente.
Ha già fatto tutto.
Sono sicuri che non ci sarà più spazio per le centrifughe: sono troppo scomode.


10.9. Cibi alcalinizzanti o acidificanti?

Molti conoscono gli effetti benefici dello yogurt sulla fauna e sulla flora batterica del nostro intestino. Questo vale sia per lo yogurt naturale sia per quello naturale che magro ed è legato al numero dei fermenti presenti nell’alimento, normalmente in quantità maggiore e più vitali nello yogurt fresco e di qualità (mentre questi muoiono velocemente a temperature sottozero, come nel gelato per esempio).
Pochi invece sanno che lo yogurt fresco e magro è I'unica forma di proteina animale che nutre senza produrre acidi. Questo però vale solo per lo yogurt magro.
Prima di entrare nel merito di questo prodigioso alimento è necessario allora introdurre la conoscenza della distinzione tra cibi acidificanti e cibi alcalinizzanti.
La maggior parte delle malattie è il risultato dei tentativi del corpo di eliminare materiali estranei all'organismo, tossine accumulate durante la nostra esistenza - o molte volte lungo alcune generazioni - che ostruiscono importantissimi canali di circolazione ed eliminazione dell'organismo.
Alcune tossine possono avere un'origine esterna, per esempio dal crescente inquinamento generato dalla chimica di sintesi, sia dall'aria che respiriamo, sia dall'acqua che beviamo e, soprattutto, dagli alimenti ingeriti. Nel caso degli alimenti, le tossine possono provenire dai numerosi additivi chimici utilizzati per il "trucco" e la "conservazione", e dei pericolosi pesticidi usati in forma irresponsabile nella produzione per il nostro consumo.
Possono inoltre provenire dall'abuso dei medicinali, costantemente immagazzinati nel nostro corpo, dopo anni di assunzione indiscriminata, spesso quotidianamente e diverse volte al giorno, soprattutto nelle malattie croniche, ma anche in modo molto intenso nel trattamento delle crisi acute.
L'esagerata utilizzazione di queste sostanze artificiali, estranee alla natura umana, sovraccarica gli importantissimi meccanismi di difesa e di depurazione dell'organismo, portando come conseguenza l'indebolimento dell'azione di questi sistemi, dovuto all'eccesso di sollecitazione e all'aumento della nostra predisposizione organica ai diversi tipi di malattie.
Un'altra importante fonte di tossine organiche si incontra nel nostro proprio organismo, come risultato del processo metabolico, di scomposizione degli alimenti lungo l'apparato digerente. La putrefazione intestinale di determinati tipi di alimenti può portare ad una intensa formazione di tossine acide.
I fluidi organici sovraccarichi di tossine diventano più spessi e circolano con difficoltà sempre maggiore, impedendo così il naturale processo di depurazione, principalmente quando i meccanismi normali di eliminazione del corpo sono ostruiti. Il non adeguato funzionamento di questi sistemi di eliminazione può contribuire in forma decisa all'accumulo di tossine acide, che irritano, infiammano e distruggono molti tessuti dell'organismo.
I liquidi organici circolanti nel corpo umano rappresentano, per tutte le cellule dell'individuo, lo stesso che la terra per la coltivazione delle piante. Tutte le piante hanno bisogno di un suolo sano, ricco di nutrienti minerali ed organici, per crescere in modo armonico e libero dalle diverse piaghe o malattie. La stessa situazione avviene anche con l'uomo. Le differenti cellule ed organi che formano il corpo umano non potranno funzionare in modo corretto e adeguato se non saranno loro forniti i nutrienti necessari per uno sviluppo sano ed equilibrato.
L'eccesso degli acidi nell'organismo umano possiede un'azione aggressiva, abrasiva e corrosiva sui tessuti organici. Il sovraccarico o accumulo degli acidi negli individui può provenire dall'eredità familiare, o come risultato del processo metabolico di determinati alimenti ingeriti, o ancora da un non adeguato funzionamento dei sistemi di eliminazione del corpo umano.
Il sangue e tutti i tessuti che costituiscono l'organismo umano sono formati da elementi che compongono l'alimentazione. Questi alimenti possono essere formatori di acidi, o acidificanti, o possono essere neutralizzatori di acidi, o alcalinizzanti.
La miglior forma di sapere se il "terreno" è acido
è attraverso l'osservazione dei disturbi o malattie sviluppati dall'organismo umano, la ricerca della storia familiare delle malattie causate da un eccesso di acidi e, soprattutto, osservando le possibili reazioni dell'organismo quando si consumano alimenti acidificanti.
La presenza di elementi acidi nell'organismo può essere considerata normale finchè non oltrepassa la capacità del corpo di utilizzare e neutralizzare tali sostanze. La condizione acida dell'organismo può indebolire l'attività del sistema immunitario e può promuovere infezioni ripetute e persistenti negli organi più danneggiati dall'accumulo di queste sostanze acide.
Una persona con predisposizione all'acidificazione potrà condurre una vita perfettamente normale e con una buona salute soltanto se cercherà di adattare il consumo di alimenti acidificanti alla sua capacità o tolleranza personale. Conoscere tutti i fattori che favoriscono la formazione di un "terreno" acido è una necessità vitale per il benessere di questi individui.
E' anche importantissimo distinguere tra alimenti acidi e alimenti acidificanti o produttori di acidi. Gli alimenti acidificanti, malgrado l'apparenza neutrale o alcalina, possono generare la liberazione di una grande quantità di acidi nel processo di trasformazione metabolica nell'organismo umano.
Alcuni alimenti che sono acidi all'origine, come per esempio la frutta acida, soltanto possono generare acidi nel corpo quando vengono miscelati nel tubo digerente, soprattutto nello stomaco, con i carboidrati (amido e dolci). La miscela di frutta acida con i carboidrati genera nell'organismo l'acido ossalico. Invece l'uso isolato di questi alimenti acidi può avere effetto alcalinizzante. La frutta acida deve essere utilizzata con molta cura, in virtù della possibilità di promuovere intensa eliminazione cutanea, il che può essere molto sgradevole.
Tutti i tipi di latticini e derivati sono grandi formatori di acidi. Soprattutto il "formaggio fuso" e i formaggi gialli, ma anche i formaggi freschi e bianchi, in modo speciale i formaggi stagionati o fermentati, la panna, il burro e anche il latte stesso. Il caglio è anche acidificante. Lo yogurt fresco e magro è un'eccezione, essendo I'unica forma di proteina animale che nutre senza produrre acidi.
Le leguminose secche come i fagioli, i piselli, le lenticchie, i ceci e soprattutto la soia e i suoi derivati - tanto la soia in grano, quanto il latte di soia, o ancora la proteina ristrutturata della soia, chiamata "carne di soia"-, sono anche acidificanti: Il formaggio di soia o tofu può essere usato al di fuori di una crisi acuta. Le leguminose fresche come i fagioli freschi, i piselli freschi o surgelati, le fave e i germogli non sono formatori di acidi.
La cioccolata e i suoi derivati sono ricchi di acido stearico. Le bibite alcoliche aumentano indirettamente l'acido urico e non devono essere consumate durante una crisi di infezione.
Alcune verdure e ortaggi come gli spinaci, la bietola, i rapanelli, le melanzane, e la barbabietola, crudi o cotti, sono anch'essi formatori di acidi. Tutti questi alimenti sono controindicati durante una crisi infiammatoria.

Tabella cibi alcalinizzanti ed acidificanti.

ACIDIFICANTI ALCALINIZZANTI
carni e derivati
(bianche o rosse)
Verdura: principalmente cruda nei centrifugati o nelle insalate
Viscere o interiore di animali Frutta dolce: principalmente cruda e non frullata
Leguminose secche: fagioli,piselli,lenticchie,ceci,soja etc. Frutta acida (lontana dai carboidrati)
Latticini: formaggi,
formaggifusi,latte,burro,caglio,panna.
Yogurt magro fresco(possibilmente biologico)
Cioccolata e derivati Miele
Arachidi e derivati Fibre solubili ed insolubili
Noci e derivati Melassa di canna da zucchero
Bibite alcoliche .
Spinaci,indivia,rapanelli,melanzane,
rape rosse .
.
Frutta acida mescolata con carboidrati ( per esempio: torte o zucchero con frutta fresca acida, gelato con macedonia di frutta acida) . .
Grassi in genere . .
Cereali: mais,avena,grano etc. . .
uova e derivati .

vedi tabella cibi acidificanti e alcalinizzanti

"Quando una persona veramente desidera la salute, è necessario domandarLe, prima, se è disposta a sopprimere le cause della sua malattia. Soltanto allora è possibile aiutarla". Ippocrate, 460 a.C.

Nell'organismo umano, i sistemi di eliminazione e tutti i suoi principali organi - fegato, reni, pelle e polmoni - agiscono continuamente cercando di mantenere un' ambiente ideale, neutralizzando ed eliminando tutto l'eccesso di acidi accumulato nei differenti tessuti organici, evitando in questo modo l'aggravamento e principalmente la cronicizzazione delle malattie.
Esiste, in natura, un incalcolabile numero di germi o microbi. Alcuni vivono negli organismi vivi senza danneggiarli e, molte volte, partecipano e agevolano i normali processi metabolici. Tuttavia, molti di questi microrganismi possono presentare un'azione molto patogena per gli animali, soprattutto per gli esseri umani. Si sviluppano in un terreno acido, risultato di materia organica in decomposizione, e/o accumulati attraverso l'eredità familiare.
Gli esseri umani hanno la capacità ed il privilegio di potere stimolare la resistenza organica contro l'azione dannosa di questi agenti perniciosi, promuovendo la necessaria alcalinizzazione dei tessuti, attraverso l'uso adeguato ed equilibrato degli alimenti e dei diversi tipi di piante medicinali, stimolando l'azione dell'energia vitale o medico interno, che non è altro che lo sforzo curativo e spontaneo della natura.
L'evoluzione delle malattie infettive in acute o croniche dipende dalla virulenza dei germi, ma soprattutto dalla capacità di resistere dell'organismo ospite ed è soggetta all'adeguato e competente funzionamento del sistema immunitario, che potrà essere indebolito o stimolato dal nostro stile di vita.
E' necessaria una costante ingestione di alimenti con attività alcalinizzante, fornitori delle indispensabili basi alcaline, capaci di neutralizzare l'aggressione acida ai tessuti. I principali meccanismi di eliminazione dei residui acidi del corpo umano sono l'apparato digerente, urinario e respiratorio, oltre alla pelle e le mucose.
Gli acidi eliminati dalla pelle, con il sudore, possono produrre nei quadri clinici acuti, forte irritazione sotto forma di orticaria. Negli stadi cronici di alcune malattie, tale eliminazione tramite la pelle può provocare desquamazioni, screpolature o anche ferite nel tessuto epiteliale, soprattutto nelle aree di maggior sudorazione.
E' importantissimo cercare una rapida alcalinizzazione dell'organismo, come inizieremo a vedere dalla prossima puntata.


10.10. Lo yogurt magro (parte prima) il re dei cibi benefici.

Yogurt è un termine la cui origine è asiatica probabilmente prodotto per la prima volta nei Balcani. Si devono a Ilya Metchnikoff, biologo russo allievo di Pasteur, i primi studi sugli effetti benefici dello yogurt sulla salute degli esseri umani. Agli inizi del diciannovesimo secolo egli notò come le popolazioni bulgare fossero particolarmente longeve e attribuì tale fatto al notevole consumo di yogurt che, nella sua interpretazione, contrastava le infezioni batteriche grazie al suo benefico effetto sulla flora intestinale (i microrganismi che stanno nel nostro stomaco e che ci permettono di assimilare gli alimenti).
Si tratta di latte fermentato con l'inoculo di colture selezionate di Streptococcus thermophilus e di Lactobacillus bulgaricus. Possiamo dire che lo yogurt è un alimento "vivente", perché contiene miliardi di microrganismi viventi che sono benefici specie per le donne incinte. L'acido lattico che contengono permette l'azione degli enzimi digestivi ed è in grado, per esempio, di inibire la produzione di sostanze putrefattive.
Lo yogurt intero è sicuramente un alimento completo perché contiene proteine, carboidrati, grassi. Lo yogurt, oltre a possedere evidenti effetti benefici sulla flora intestinale e conseguentemente sull'assimilazione di molte sostanze (vitamine prima di tutto), è sicuramente un elemento da inserire in un regime dietetico sano perché ha notevoli vantaggi. Innanzi tutto può essere usato anche da chi presenta intolleranza al lattosio, lo zucchero del latte. Molte persone lamentano infatti disturbi intestinali se la dose giornaliera assunta di latte supera un livello significativo (a volte basta anche un bicchiere). Nella preparazione dello yogurt, per effetto della fermentazione, il lattosio è scisso in altri due zuccheri, il glucosio e il galattosio, che non provocano gli stessi spiacevoli effetti dello zucchero di partenza. Ciò è particolarmente importante perché gli intolleranti al lattosio difficilmente, dovendo rinunciare al latte, riescono a introdurre una dose significativa di calcio nella dieta quotidiana. Con lo yogurt questo deficit di calcio può essere colmato. Infatti gli altri alimenti ricchi di calcio, i formaggi, sono molto più calorici dello yogurt e necessariamente devono essere limitati nella dieta. Inoltre i formaggi sono acidificanti per l’organismo e quindi incompatibili con una dieta disinfiammatoria. Consumato magro e quindi con una bassa quantità di grassi lo yogurt vanta una importante azione alcalinizzante per l’organismo.
La fermentazione del latte che avviene prima di essere ingerito, come è il caso dell’alimento yogurt, equivale ad un prodotto “pre-digerito”, evitando così il tipico processo di formazione degli acidi a cui sono sottoposti tutti gli alimenti di origine animale.
Lo yogurt fresco e magro è un'eccezione, essendo I'única forma di proteina animale che nutre senza produrre acidi. Un modo ottimale di consumare lo yogurt è a merenda oltre che a colazione.
A colazione l’ideale è consumarlo miscelato alla frutta, principalmente papaya (da sostituire con pesca, fico o prugna), e dolcificato possibilmente soltanto con melassa di canna da zucchero ( in alternativa con miele o zucchero di canna grezzo.
Non utilizzare assolutamente lo zucchero raffinato ( il saccarosio o zucchero bianco). La frutta acida dev'essere usata soltanto se non ci sono affezioni della pelle e comunque non miscelata con i derivati dello zucchero o dolci, neanche con miele e melassa di canna. Ottimo con la frutta secca e i semi di cereali, soprattutto semi di girasole, ma anche semi di lino, magari macinati al momento con un piccolo molino a pietra casalingo.
Attenzione a non dolcificare né lo yogurt né il succo, se lo si assume con un succo di arancia o quando talvolta fa bene assumerlo con un po’ di succo di limone.

vedi tabella frutta acida - frutta dolce

FRUTTA ACIDA FRUTTA DOLCE
Ananas Banana
Prugna fresca Cachi
Mela verde Anguria ( da consumare da sola )
Limone Pera
Uva verde Mela rossa
Arancia Uva rossa
Fragola Melone ( da consumare da solo -monofagico )
Ribes Avocado
Kiwi Papaya
Mandarino Cocco verde
Maracuja (passion fruit) Pesca
Mango Lima
Guava, Acerola  

 

RICETTA IDEALE PER LA PRIMA COLAZIONE: CREMA BUDWIG (ristruttura energeticamente, non ingrassa anzi sgonfia)

Si prende una tazza capiente:
1 cucchiaio da tavola di olio di lino ( o di oliva se proprio non piace quello di lino).
100/125 gr di yogurt magro biologico, si sbatte il tutto fino a formare una crema omogenea.
Si aggiunge il succo di mezzo limone ( o in alternativa 1 cucchiaio da tavola di miele o ancor meglio di melassa di canna da zucchero), una banana piccola e ben matura, schiacciata, 1 cucchiaio da tavola di macinato ( possibilmente fatto con macinino a pietra ) che comprenda alternando a giorni semi di lino, girasole, sesamo, frutta secca ( a scelta ... ad esempio le mandorle ), avena, orzo perlato, riso integrale, grano saraceno, miglio. Si mischia il tutto per formare una crema, aggiungere un frutto di stagione, tagliato e mescolato insieme.
Da ricordare inoltre che lo yogurt può essere usato nella preparazione di ricette culinarie in sostituzione del burro (per esempio nelle torte) o nel condimento di insalate (in sostituzione dell'olio) per ottenere piatti in versione light.

YOGURT ALLA LIBANESE
Mescolare:
- 2 tazze di yogurt,
- 1 cetriolo tagliato sottile,
- mezza cipolla rossa tagliata molto sottile,
- uno spicchio di aglio tritato fine fine,
- 4 o 5 cucchiai di menta fresca tritata e altrettanto di prezzemolo fresco tritato,
- 1 cucchiaino di comino,
- sale e pepe a piacimento,
- 2 cucchiai di olio di oliva extravergine.
Usare da contorno a carne o pesce, o come condimento per la pasta

Meglio "Bio"?
Gli alimenti bio contengono le primarie sostanze, di cui necessita l'organismo (vitamine, sali minerali etc.) da 10 a 100 volte in più rispetto ai normali alimenti di tipo convenzionale. Queste sostanze primarie sono fondamentali per il funzionamento di alcuni nostri apparati vitali.
Gli allevamenti Bio garantiscono un maggior rispetto e cura degli animali e dell’ambiente.
Mangiare Bio comunque è oggi il migliore sistema per mettersi al riparo da:
- ormoni di sintesi, somministrati agli animali per massimizzare la resa muscolare
- additivi di sintesi utilizzati in agricoltura per produrre e conservare i mangimi
- medicinali e antibiotici utilizzati dagli allevatori, che per evitare morie e perdite varie preferiscono tenere gli animali sempre sotto terapia antibiotica. I pesticidi stanno alle piante , come gli antibiotici stanno all'uomo. Lo yogurt è il prodotto, che più ci mette al riparo dagli effetti devastanti di ambedue le categorie
- ogm perché se è vero che le colture geneticamente modificate non sono premesse in Europa, è purtroppo invece vero che sono ammessi nei mangimi animali. A dir la verità dal 2008, l’anno internazionale della patata, sarà autorizzata la prima coltivazione transgenica in Europa. La multinazionale tedesca Basf ha annunciato che la patata transgenica Amflora è stata modificata perché possa produrre esclusivamente una forma di amido per uso industriale e non alimentare ( anche se In passato ha proposto una patata transgenica come veicolo di vaccini tra cui quello contro l’epatite B.): l’amilopectina . Questo consente un risparmio energetico e di costi perché non serve separarla dall'amilosio. - addensanti . L'addensante è un trucco per rendere lo yogurt più denso o cremoso e per guadagnare di più. Abbiamo fatto una veloce indagine nei supermercati qui vicino e abbiamo scoperto che gli unici che non dichiarano addensanti sono Granarolo e Yomo (stesso produttore). Immagino che a Zurigo, dove ha sede la Unipektin, produttrice e distributrice europea di alcuni ingredienti alimentari, in questi ultimi quattro mesi, non se la passino troppo bene. Molti saranno in fibrillazione per la vicenda della gomma di guar contaminata da diossina. Dopo aver letto l’articolo apparso su “Il Salvagente“, potrete capire meglio il grosso problema sottostante...
La Danone in Romania prepara i soliti yogurt alla frutta. Ma la frutta non e’ frutta fresca, bensi’ un ‘preparato di frutta’ importato dalla Rep. Cecca. La gomma di guar della Unipektin viene aggiunta a questo ‘preparato di frutta’ affinchè non perda acqua ed assuma un aspetto sgradevole. Le solite trovate dell’industria alimentare - fatte in Rep. Cecca e servite dalla Danone in Romania. Qui si vede quanto e’ lunga la filiera di produzione quando si tratta di aziende globalizzate; …India-Svizzera-Rep.Cecca-Romania! Il nostro consiglio e’ di smettere di dare ai bambini yogurt alla frutta comprato dal supermercato. Se volete uno yogurt alla frutta fatevelo da soli, comprate dello yogurt bianco, della frutta fresca e avete risolto il problema. In più supererete di gran lunga la percentuale di frutta che si trova nei vasetti già preparati(12%, 15%) ed avrete meno calorie se non aggiungete dello zucchero.

Meglio fresco (= appena prodotto)?
lo yogurt va consumato sempre il prima possibile. Il numero di fermenti lattici vivi diminuisce con il passare del tempo, specie quando si supera la temperatura di 4°C.

Meglio locale?
Perché è più facile che sia fresco.
Perché è più facile controllare come viene prodotto.
Perché i produttori locali non possono fare marketing ( cioè dire bugie) con gente del luogo, ma sono obbligati a fare comunicazione ( dire cose autentiche ).
Perché molte variabili ambientali le più impensabili, incidono in modo diverso sui prodotti della terra ( per esempio la luce lunare oltre l'agricoltura, influenza in modo le maree, la buona riuscita del vino, la nascita dei bambini, la crescita dei capelli e delle unghie e anche noi…) a seconda della stagione, della latitudine, della natura e composizione del terreno ( collinare pianura, etc.), dei cicli lunari (l'agricoltura tradizionale ha quasi sempre rispettato le fasi lunari per l'epoca delle semine, dei trapianti, delle potature, ecc..).
L'alimentazione è come il linguaggio: si può dire comunemente alimentazione materna così come si dice lingua materna. Dunque siamo in presenza di codici culturali inconsci e quindi molto profondi e difficili da modificare da un giorno all'altro. L'alimentazione, inoltre, è molto di più della soddisfazione di un bisogno fisiologico, è una forma di comunicazione che ci lega all'ambiente nel quale viviamo. (criterio d'identità, simbolo di gruppo, atto ostentatorio, scambio sociale, costume, tradizione, superstizione, ecc). Nello scegliere il cibo vi è pertanto una complessità di relazioni tra aspetti visibili ed invisibili per i quali noi subiamo influssi importanti e che ci portano ad avere maggiore affinità ed assonanaza con i prodotti e le bevande provenienti dai terreni in cui siamo nati.
E' vero che risulta irritante, ai più, che l'attività dell'alimentarsi, in apparenza solo fisiologica e materiale, possa invece essere anche un atto profondamente impregnato di aspetti simbolici, energetici e spirituali che non andrebbero studiati separatamente dagli altri.
L'attivazione delle difese corporee ed il rafforzamento del sistema di autocura che la natura ci ha fornito hanno un punto di partenza, un nocciolo duro molto importante, che precede in assoluto tutti gli altri: alimentazione e stile di vita!

Meglio prodotto in casa?
Per chi vuole produrselo da sé , basta acquistare una yogurtiera e acquistare i fermenti in farmacia ( troppo cari però ...). Molti usano i batteri presenti nello yogurt che si acquista al supermercato. All’inizio può essere una sfida: vediamo se nel barattolo i ceppi sono ancora vivi e vegeti, e la cosa funziona, quando la qualità è buona e lo Yogurt è fresco di produzione recente! Si accende la yogurtiera la sera e il mattino dopo lo yogurt è pronto, più o meno denso a seconda del latte aggiunto. Se vi interessa un sistema fai-da-te senza yogurtiera curiosate qui.



10.11. Yogurt: marketing o comunicazione?

COLESTEROLO: NUOVA TERAPIA A BASE DI YOGURT

Non più solo pillole contro gonfiori, stipsi, mal di pancia, disordini intestinali e colesterolemia, ma anche ciò che l’Unione Europea ha etichettato come "novel foods" nel dicembre 2004. La commissione Europea ha pubblicato infatti il regolamento sui prodotti contenenti fitosteroli e derivati (fitostanoli, esteri dei fitosteroli e dei fitostanoli), particolare categoria di prodotti detti anche “funzionali”, dove lo yogurt è protagonista, con aggiunta di fitosteroli, prebiotici o probiotici. Da quel momento in Europa si è verificato un aumento esponenziale del consumo di questi prodotti. A seguito di una martellante invasione pubblicitaria sono arrivati i vari Danacol, Pro-Activ, Equicol, Colsano, Naturcol: non sembrano nomi di farmaci?
Stiamo parlando dei minidrink, i derivati del latte, con o senza aggiunta di frutta e altri ingredienti naturali. All’interno di tale macrocategoria di prodotti, un ruolo di spicco viene attribuito dalla letteratura scientifica ( nota1) a quelli che contengono alcuni lattobacilli e bifidobatteri, particolarmente utili anche per migliorare la funzionalità dell’ecosistema intestinale che dichiarano di svolgere un ruolo protettivo nell’organismo umano, contribuendo ad alleviare i disagi o a contrastare le patologie.
In cosa si differenziano dagli yogurt tradizionali o da bere, anch’essi presenti nel banco frigo? Questo genere di alimenti ha controindicazioni? Possono essere nocivi? Qual è il confine che distingue l’alimento funzionale dal farmaco? Sarà vero, quanto dichiarato dai produttori e dalla letteratura scientifica ufficiale (in verità alquanto scarna di dati significativi)?

Gli esteri dei fitosteroli esercitano in effetti un ruolo ( seppur minimo) inibitore dell’assorbimento del colesterolo: Il termine steroli identifica un gruppo molecole chimiche, all’interno del quale ci sono quelli di origine animale (primo il colesterolo) e quelli di origine vegetali: i cosiddetti Fitosteroli (sigmasterolo, campersetrolo ect). La struttura di base dei due è molto simile. L’azione principale (ma non unica) dei fitosteroli è quella di competere con il colesterolo nella fase di assimilazione. Supponiamo di avere una serratura e due chiavi simili. Se una chiave occupa la serratura, l’altra non può inserirsi. Quindi se durante un pasto vengono ingerite sia il colesterolo (alimenti che ne contengono) sia i fitosteroli, questi ultimi competono con il colesterolo per legarsi alle molecole adibite all’assimilazione, riducendo la quantità di colesterolo assimilato e di conseguenza il colesterolo nel sangue. L’effetto complessivo di riduzione del colesterolo e principalmente di quello cattivo, è legato alle cinetiche successive all’interno del ciclo metabolico e alla fine è minimo ( la riduzione sembra essere nell’ordine del 10%, ma è ancora da valutare con precisione in un campione statistico significativo. L’azione non si ferma qui, ma questa è la principale. C’è da dire in aggiunta che in teoria i fitosteroli vengono poi rilasciati dalle molecole a cui si erano legati e sempre in teoria non dovrebbero entrare quindi nel circolo metabolico.
Quando nei futuri capitoli, parleremo specificamente di colesterolo, vedremo invece che è grazie ad un’alimentazione corretta che si può sanare tranquillamente questo problema, senza bisogno di affidarsi ad alimenti tecnologici, poco genuini e di cui non si conoscono ancora tutti gli effetti.

Prima di entrare nel merito di questo delicato argomento occorre fare una premessa e cioè distinguere l’attività di marketing da quella della comunicazione.
La comunicazione infatti può chiamarsi con questo nome solo quando è autentica (cioè se trova verifica nella realtà del prodotto e delle sue caratteristiche) altrimenti è mistificante (nel caso contrario). Oggi purtroppo i i professionisti della comunicazione tendono a usarla prevalentemente in maniera mistificante, per far sì che il messaggio che ne esce sia utile ai propri scopi (in genere di due tipi: il maggior profitto o il maggior potere, dipende dai committenti dei professionisti).
Quando negli affari il rapporto è di tipo impersonale (pubblicità nei mass media, rapporti con grande aziende e in generale con soggetti di grandi dimensioni) si può fare solo “marketing”. Quando il rapporto è di tipo personale si fa “comunicazione”.
Non è un mistero che tra gli addetti ai lavori del commercio all’ingrosso e della produzione di beni alimentari, si usi proprio questo gergo e cioè quando si vende della merce ad un supermercato si fa “marketing”, mentre quando si dialoga con clienti di piccola dimensione (a misura d’uomo), si fa “comunicazione”. Si tratta perlopiù di uomini della tua comunità, che hanno rapporti con la tua famiglia e con cui ti incontrerai anche domani o posdomani, comunque con regolari rapporti nel tempo e con i quali non puoi perdere la faccia.
Collocare nella grande distribuzione (GD) un prodotto buono, prodotto con amore e sincerità nella logica e nella ricerca della Qualità e non della Quantità, significa ucciderlo, sovrastato dai significati che la GD per se stessa imporrà al prodotto stesso.

La GD ha bisogno di Qualità, perché il Consumatore la vuole, e ha bisogno della Grande Quantità, perché questo (le economie di scala) resta il principio strutturale della sua esistenza. Ha bisogno cioè di una contraddizione. Come la risolve? In due modi:

1) Alleandosi in termini di complicità esplicita con la Grande Industria, che ha bisogno delle stesse cose, attraverso le operazioni di maquillage che determinano il proliferare, sulle confezioni dei prodotti industriali e standardizzati, di termini come Genuino, Biologico, Tradizionale, Tipico, Ecologico, nonché di sigle DOC DOP eccetera.

2) Utilizzando a rotazione produttori di prodotti buoni sul serio, utili idioti della situazione in assoluta buona fede, e come tali di fronte a un duplice destino:
a) la fuga definitiva dalla GD, quando sperimenteranno che strutturalmente la GD (se vorrà continuare a lavorarci) sarà obbligata a chiedergli maggiori quantità, un prezzo più basso e pagamenti più dilazionati e abbassamenti del livello di qualità vera della produzione;
b) la rovina, quando di fronte alle stesse richieste cederanno adeguandosi alle richieste della GD ( il servizio diventa così asservimento... !!).

Stante questa premessa avrete già capito che quando un prodotto entra in pubblicità televisiva e con forza nei banchi dei supermercati, appartiene in buona parte alla categoria del marketing cioè della mistificazione.
Questo vale anche per questi alimenti funzionali, oggi così di moda, probiotici (letteralmente "favorevoli alla vita") e prebiotici compresi. In fondo le popolazioni bulgare accennate all’inizio non vivevano a lungo senza alcun bisogno di prebiotici e probiotici? I nostri nonni non li avrebbero mai usati, perché non genuini…
Si potrebbe obiettare che la qualità dei prodotti di allora non ha nulla a che fare con quella di adesso, così decaduta a causa degli inquinamenti. A questa obiezione si può facilmente rispondere che oggi esistono batteri benefici ben più potenti di quelli utilizzati dalle principali società produttrici di yogurt e che le quantità di questi batteri devono essere presenti in quantità ben superiori a quelle attualmente utilizzate dalle industrie, proprio per supplire alle carenze dovute agli effetti dell'inquinamento moderno.


La prima ragione che dimostra che ci troviamo di fronte ad una ennesima mistificazione del sistema sopra indicato, è che il colesterolo in eccesso nel sangue dipende solo in minima parte dal contenuto di colesterolo dei cibi che ingeriamo.
Infatti il colesterolo cattivo ce lo produciamo noi ( viene prodotto dal fegato, mentre i fitosteroli contenuti in questi prodotti agiscono a livello intestinale). Sul colesterolo che produciamo noi, questi prodotti non hanno alcun effetto. E’ importante piuttosto avere un fegato in ottime condizioni e quindi imparare ad alimentarsi bene, ma questo sarà oggetto dei futuri capitoli.

Per esempio una causa importante dell'eccesso di colesterolo è lo squilibrio che si registra nella curva insulimico-glicemica a seguito di scorrette combinazioni alimentari, che vedremo al capitolo 31.

Ma torniamo ai nostri fitosteroli: dove si trovano in natura i fitosteroli?
Gli steroli vegetali (o fitosteroli) sono sostanze presenti in piccole quantità nell’olio extravergine d’oliva, nella verdura, nella frutta, nei cereali, negli oli vegetali (di mais, arachidi, soia raffinato e oliva raffinato), nei legumi (piselli, fagioli), nella frutta secca (arachidi, mandorle , noci) e … nel legname. Tutto è iniziato più di dieci anni fa in Finlandia quando si è riusciti a ricavare questi composti dai sottoprodotti di lavorazione del legno e si è messo a punto un processo per produrre margarina. ( ricordiamo però che anche da noi negli anni sessanta la margarina – ovvero il famigerato grasso idrogenato, che nuoce gravemente alla salute – veniva presentata con un’immagine salutistica). In dieci anni il numero di prodotti alimentari contenenti fitosteroli e derivati è cresciuto notevolmente. Dalla Finlandia la produzione di margarina con fitosteroli si è spostata anche in altri stati e negli USA. Attualmente nella produzione sono coinvolte principalmente le multinazionali Unilever e la Johnson e Johnson che hanno realizzato un nuovo business e hanno dato una veste piu’ salutare al surrogato del burro.
Un’altra caratteristica non certo vitale di questi prodotti è che anche se si tratta di prodotti naturali, si tratta comunque di prodotti da lavorazioni e raffinazioni industriali complesse ed elaborati (per esempio da 2500 tonnellate di oli vegetali si ottiene 1 tonnellata di fitosteroli). La naturalità e quindi di fatto la genuinità, alla fine del processo decade completamente. Anche perché in questi alimenti funzionali, osserviamo che a questi prodotti sono spesso addizionati oligosaccaridi anche di sintesi: i prebiotici.
Inoltre sono prodotti gestiti in situazione di oligopolio da poche aziende. Non ho mai conosciuto un piccolo produttore della nostra terra, in grado di produrre fermenti probiotici e prebiotici diversi dai fermenti classici che tutti conosciamo (Streptococcus thermophilus e di Lactobacillus bulgaricus).
La Nestlé, invece, per esempio è proprietaria del Lactobacillus acidophilus A1, la Valio è proprietaria del Lactobacillus GG . Il Bifidus ActiRegularis nome commerciale del Bifidobacterium animalis DN – 173 010 è della Danone.

Sembra che tutti questi fermenti messi a punto da queste multinazionali siano indispensabili e di qualità particolarmente elevata, ma non è così. E’ come per la questione delle fibre prebiotiche come inulina e fruttani, anch’essi aggiunti agli yogurt da alcune grandi marche. Vengono presentati come indispensabili per il nostro benessere intestinale e al tempo stesso come se fossero introvabili.
Invece non sono contenute solo nell’aglio, come magari si potrebbe credere guardando la pubblicità di Alixir regularis. Qualche dato e magari potremmo fare altri confronti ed equivalenze. Nei vegetali (cipolle, aglio, asparagi, cicoria, topinambur, porri, carciofi) i livelli sono compresi tra 1.2-17.4 g/100 g. Nella frutta come pesche, meloni e banane i livelli sono compresi tra 0.21-0.46 g/100 g.

Infine diamo un’occhiata alle controindicazioni, perché come tutte le sostanze che “agiscono” nel corpo umano, anche i fitosteroli non ne mancano. Non è un caso che, per la commercializzazione dei prodotti arricchiti con fitosteroli, l’Unione Europea abbia stilato un regolamento che impone alle aziende di informare i consumatori su alcuni aspetti. Aspetti che sono però finiti scritti in corpo minuscolo in fondo alla pagina pubblicitaria. Quello che invece andrebbe chiarito, è, per iniziare, che la commercializzazione di questi alimenti non è rivolta a tutti, bensì “alle persone che intendono ridurre i livelli di colesterolo nel sangue”. Gli stessi dossier scientifici relativi a questi prodotti - e che ne hanno permesso l’autorizzazione al commercio in Europa - segnalano che i pazienti che seguono una cura per ridurre il colesterolo devono consumare il prodotto soltanto sotto controllo medico. Non ultimo, una assunzione elevata (vale a dire più di 3 grammi al giorno) provoca una riduzione del betacarotene nel plasma che risulta controindicata per le persone con carenze di vitamina A, in particolare nelle donne durante la gravidanza, l’allattamento e ai bambini". Pertanto occorre dare al consumatore tutte le informazioni al riguardo, con adeguate indicazioni perché l’assunzione di questi prodotti sia associata a una dieta ricca di frutta e verdura.

Altra caratteristica dello yogurt come dei probiotici è l’efficacia e l’effetto protettivo pubblicizzato dipende dalla vitalità e dal numero dei fermenti, che sono sensibili alla temperatura e condizioni di mantenimento, al tipo e dimensione della confezione ed al tempo trascorso dal momento della produzione al momento del consumo. Sull’aspetto della vitalità dei microrganismi e su come essa viene preservata durante la filiera alimentare, che è sicuramente un punto critico importante, non esiste al contrario molta letteratura. Sarebbe importante verificare se la vitalità dei microrganismi selezionati si mantiene una volta uscite le confezioni dalla azienda e arrivate sul banco frigo, una informazione importante per il consumatore. Noi abbiamo fatto qualche verifica a livello empirico e non abbiamo trovato alcun probiotico ancora vitale, quindi efficace.
Probabilmente bisognerebbe introdurli nello yogurt al momento del consumo, questo è sicuramente il miglior sistema per essere certi dia assumerne in numero sufficiente ed abbastanza vitali da garantire il loro effetto !

Quello che conta comunque, è che i consumatori sappiano che non esistono cibi ‘miracolosi’ e che non ci si può affidare esclusivamente a un drink o a un latticino per regolare la propria colesterolemia.
Come ultima osservazione in questa sede torniamo sul fatto che il colesterolo viene sintetizzato soprattutto dal nostro fegato” e per svolgere un ruolo importante: è infatti un componente delle membrane cellulari; è uno dei lipidi principali del cervello; è un precursore degli ormoni steroidei. Un suo aumento nel sangue è considerato fattore di rischio, ma occorrerebbe valutare con attenzione diversi indici (colesterolo associato alle LDL – il colesterolo cattivo- e alle HDL, il colesterolo buono) e non soffermarsi al solo colesterolo totale.
Lo stile di vita, l’attività fisica sono importanti e possono esercitare un effetto altrettanto positivo sulla colesterolemia, questo va sempre ricordato, come l’importanza di una alimentazione ricca di prodotti vegetali.

ALCUNI PREBIOTICI: LE “NUOVE” FIBRE VEGETALI

Cosa hanno in comune il latte Fibresse della Parmalat, lo yogurt Fibrya della Yomo e i biscotti Fibrattiva Saiwa? Hanno ingredienti particolari, gli oligo-fruttosi, termine sconosciuto nelle filiere alimentari e nelle etichette fino a qualche decina di anni fa. Ci offrono l’occasione per parlare di inulina e di oligo-fruttosi. Cosa sono? Quali hanno un effetto prebiotico?

I FOS (frutto-oligosaccaridi) sono una famiglia numerosa ed eterogenea di composti chimici costituiti da un monosaccaride: il fruttosio. Sono contenuti in natura in molti vegetali come ortaggi (es.cicoria), tuberi (es.Topinambur) e anche nel miele. Tra i FOS è inclusa anche l’inulina,un polimero del fruttosio. E’ contenuta nella cicoria da cui viene estratta, nell’aglio, cipolle, asparagi, cicoria, porri, carciofi, nella frutta come pesche, meloni e banane, ma può essere anche sintetizzata chimicamente.

Alcuni studi clinici hanno dimostrato che l’assunzione di inulina facilita lo sviluppo e la crescita di microrganismi specifici: i bifidobatteri presenti nella flora intestinale. Questo aumento sembra svolgere un ruolo importante per la salute umana. Ne deriva che all’inulina e ai FOS è attribuito un ruolo come prebiotici. Il termine prebiotico è stato coniato solo dieci anni fa per definire infatti “ composti che non vengono digeriti ma influenzano positivamente e selettivamente la crescita e l’attività di alcuni batteri presenti nella flora intestinale.” I prebiotici sempre più spesso sono associati ai microorganismi probiotici e ne è nata anche una definizione nuova, quella degli “alimenti simbiotici” che indicano prodotti in cui sono presenti entrambi (es. yogurt e prodotti del settore caseario).

Ma torniamo all’inulina e ai FOS. In Europa la produzione industriale di inulina è concentrata nelle mani di un numero ristretto di produttori nord-europei (Sensus, Orafti e Cosucra). Ognuno di loro ha immesso sul mercato diversi prodotti che prendono il nome di fibruline™, fibrulose™, frutafin™, frutalose™,Beneo™, tutti sono a base di oligofruttosi. Se diamo uno sguardo ai siti web delle tre aziende. Tutti vi sorridono e si mettono in risalto gli effetti fisiologici e l’azione positiva sul benessere intestinale. E’ importante sottolineare comunque che l’attenzione rivolta dall’industria a questi composti chimici ha numerosi interessi commerciali oltre che salutistici. Sulla base delle loro proprietà molecolari e funzionali si può prevedere un notevole incremento nelle prospettive di impiego futuro nell’industria alimentare, in particolare nei prodotti light. I FOS a basso peso molecolare trovano utilizzo anche come dolcificanti, quindi anche al bar tra gli ingredienti di alcune bustine di dolcificanti. Alcuni FOS e la stessa inulina, contribuiscono alla qualità organolettica e danno cremosità ai latti fermentati.

Ruolo delle fibre vegetali nell’alimentazione umana.
Una alimentazione ricca di alimenti vegetali (frutta, verdure, cereali non raffinati e legumi), esercita numerosi ruoli preventivi contro l’insorgenza di patologie dismetaboliche come evidenziato in numerosi studi epidemiologici. Si è concordi nel ritenere che l’effetto protettivo si da attribuire alla peculiare composizione chimica di questi alimenti che contengono oltre a vitamine e sali minerali anche fitonutrienti e le fibre vegetali. Il primo studioso a individuare un ruolo dei prodotti vegetali fu il medico Dennis Burkitt nel 1950.

Le fibre vegetali oggi: cosa è cambiato nella nomenclatura?
Attualmente con questo termine, non si indicano solamente i componenti di natura polisaccaridica presenti nei vegetali, ma anche carboidrati “non digeribili” e la lignina. La definizione “non digeribile” include ora molte sostanze che in passato non erano considerate fibre, ne sono esempi l’amido resistente (resistant starch) e oligosaccaridi che non vengono digeriti dagli enzimi intestinali come riassunto nella tabella. Riteniamo interessante questo esempio per mostrare come si evolvono le definizioni legali dei cibi… roba da fare rivoltare nella tomba i famosi medici di famiglia di un tempo che fu …. Quanti medici nutrizionisti sono oggi a conoscenza che prescrivendo delle fibre al paziente, questo potrebbe assumere Oligosaccaridi di sintesi chimica o frazioni di amido modificato?

EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI FIBRA ALIMENTARE

Anni 70 Materiale della parete secondaria delle cellule vegetali
Anni 80 Polisaccaridi non amidacei (cellulosa, emecellulose, pectine, gomme,mucillagini)
Anni 90 Oligosaccaridi e amino-zuccheri non digeribili naturalmente presenti negli alimenti. Oligosaccaridi di sintesi chimica. Frazioni di amido resistenti alla digestione ( resistant starch)

Per la legislazione europea i prebiotici sono inclusi tra le fibre vegetali e questo permette l’uso di claims riferiti alla presenza di fibre nelle confezioni di numerosi prodotti arricchiti come il latte, negli yogurt e nei minidrinks. Attualmente con questo termine, non si indicano solamente i componenti di natura polisaccaridica presenti nei vegetali, ma anche carboidrati “non digeribili” e la lignina. La definizione “non digeribile” include ora molte sostanze che in passato non erano considerate fibre, ne sono esempi l’amido resistente (resistant starch) e oligosaccaridi che non vengono digeriti dagli enzimi intestinali

Grazie a questa nuova definizione di “dietary fiber”, recepita anche dalla Comunità europea, è consentito che il messaggio “Con fibre” possa essere riportato anche sulle confezioni di alimenti di origine animale e del settore caseario a cui sono stati addizionati l’inulina, oligofruttosi o altri composti che possono essere anche di sintesi.

Le principali multinazionali hanno brevettato così i processi che portano all’isolamento di sostanze diverse e simil-fibre da matrici alimentari diverse. Sono nate così Fibersure®, Litesse®, Citrucell®, Fibercon® e Benefiber®. Negli ultimi anni sono stati immessi sul mercato numerosi prodotti alimentari che contengono questi ingredienti come snacks, biscotti, bevande, latti fermentati e perfino il latte.

…. Francamente tutte cose da cui è meglio tenersi alla larga…

Ma siamo convinti di dover affidare a questi prodotti il nostro apporto di fibre vegetali? Alcuni autori, ipotizzano che questa nuova definizione del termine fibre possa essere considerata fuorviante nei confronti dei consumatori poiché può contribuire ad un falso senso di sicurezza nutrizionale, e si allontana dal concetto che siano le diete ricche di alimenti vegetali, fonti naturali di questi composti, a esercitare un effetto benefico sulla salute. Inoltre non esistono evidenze scientifiche che i carboidrati non digeribili esercitino un effetto positivo sulla salute. Grandi quantità di fibre che vengono fermentate possono addirittura esercitare un effetto dannoso. A questo si aggiungono i dati contrastanti ottenuti utilizzando supplementi di fibre. In conclusione anche in Italia abbiamo un numero crescente di prodotti sulla cui confezione sono riportati messaggi ambigui e poco chiari per i consumatori. I prodotti arricchiti o supplementati in fibre,come quelli arricchiti in vitamine e sali minerali presentano messaggi salutistici e inducono i consumatori a credere, erroneamente, che certi alimenti possiedano proprietà benefiche e si differenzino rispetto ad altri della stessa categoria commerciale. Questi messaggi alla cui base, non sempre ci sono fondamenta scientifiche, convincenti, possono contribuire ad un falso senso di sicurezza nutrizionale e non invitano a scelte consapevoli da parte dei consumatori.

* nota1: Anche in Italia un gruppo di ricercatori – coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) - ha pubblicato sul Giornale della Arteriosclerosi e sul British Journal of Nutrition i risultati di uno studio sugli effetti benefici di uno yogurt arricchito con fitosteroli nella riduzione del colesterolo. 30 pazienti di età compresa tra i 33 e i 69 anni e con valori di colesterolo tra i 240 e i 299 mg/dL, raggiunti dopo un regime alimentare basato sui principi della dieta mediterranea. I risultati di questa sperimentazione, condotta per 6 mesi, hanno dimostrato l’efficacia di questo yogurt in tutti i casi esaminati, con riduzione del livello di colesterolo-LDL (quello cioè responsabile dello sviluppo della placca arteriosclerotica) del 10%". L’assunzione di fitosteroli attraverso lo yogurt risulterebbe ben tollerata, non provocherebbe effetti collaterali, quali alterazione delle transaminasi o delle vitamine. Il campione è comunque molto limitato e non è stato controllato che la diminuzione del colesterolo (peraltro minima) sia dovuta ad altri fattori concomitanti.


10.12. Antibiotici o centrifughe?

Concludiamo il trio degli alimenti più efficaci per il riequilibrio salutare del corpo con i succhi di frutta e meglio ancora le centrifughe di ortofrutta fresca.
L'evoluzione delle malattie infettive in acute o croniche dipende dalla virulenza dei germi, ma soprattutto dalla capacità di resistere dell'organismo ospite ed è soggetta all'adeguato e competente funzionamento del sistema immunitario, che potrà essere indebolito o stimolato dal nostro stile di vita. Delle relazioni tra cibo e sistema immunitario ci occuperemo in modo approfondito nella prossima puntata.
Già abbiamo detto che è necessaria una costante ingestione di alimenti con attività alcalinizzante, fornitori delle indispensabili basi alcaline, capaci di neutralizzare l'agressione acida ai tessuti. I principali meccanismi di eliminazione dei residui acidi del corpo umano sono l'apparato digerente, urinario e respiratorio, oltre alla pelle e le mucose.
E' importantissimo cercare una rapida alcalinizzazione dell'organismo, attraverso una dieta composta unicamente da alimenti crudi, per un periodo minimo dai tre agli otto giorni, essendo intanto ideale un periodo di quindici giorni di alimentazione esclusivamente cruda. In questo processo si deve utilizzare un succo preferibilmente centrifugato o, se necessario, grattuggiato e spremuto, preparato con carote e foglie di crescione, prezzemolo e rucola, cicoria o tarassaco (i cosiddetti "pissacani", che si trovano abbondanti sui nostri campi e sugli argini erbosi), insalata verde ( il "verde" vuol dire molte vitamine !!). Importante Il centrifugato di verdure dev'essere preparato e consumato immediatamente, giacchè perde la qualità nutritiva e medicinale dopo dieci minuti.
E' ottima abitudine aggiungere una mela rossa o una pera nel centrifugato, per renderlo molto piacevole al palato.
E' importante usare solo la centrifuga e non il frullatore, che ossida tutte le vitamine!!!
L'uso della centrifuga adeguato dev'essere di tre volte al giorno e, nei casi gravi, l'ideale è consumare tale centrifugato ogni due ore. Bisogna anche consumare molte insalate di verdura cruda, con germogli e condita con limone e prezzemolo, senza qualsiasi tipo di olio. Non si dovrebbero usare gli spinaci, l'indivia, i rapanelli nelle insalate. Nella dieta di alimenti crudi si deve consumare la frutta dolce e fresca, naturalmente oppure sotto forma di succhi o centrifugati.
La frutta acida dev'essere usata soltanto se non ci sono affezioni della pelle e comunque non miscelata con i derivati dello zucchero o dolci, neanche con miele e melassa di canna.
Dev'essere usato lo yogurt fresco e magro, miscelato alla frutta, principalmente papaya (da sostituire con pesca, fico o prugna), e dolcificato soltanto con melassa di canna da zucchero, ma di questo abbiamo già abbondantemente poarlato nelle ultime due puntate.
Oltre allo yogurt si deve consumare, con frequenza, melassa di canna o miele, per non perdere peso e non avvertire un senso di debolezza.
Ma torniamo alla nostra centrifuga: meglio se la frutta e verdura sono biologiche ( che contengono fino a 100 volte più vitamine e sali minerali ), ma in caso non siano disponibili vanno bene anche quelle da agricoltura convenzionale.
L'acqua della centrifuga da verdure e frutta bio disseta in modo notevole e un bichiere di quest'acqua è una risorsa inimitabile per l'organismo! Potremmo quasi paragonare i suoi effetti, per certi versi a quelli di un'acqua di luce...
Penso sia utile ricordare un caso veridicatosi recentemente in un ospedale qui vicino, dove è stata ricoverata una signora affetta da crisi infiammatoria acuta, .... oltre ad essere allergica ai medicinali.
Ha potuto essere curata e guarire a tempo di record proprio grazie alla centrifuga sopra descritta, tanto che anche gli altri pazienti della stanza hanno preteso la stessa cura!
Anche questi pazienti sono tutti stati dimessi a tempo di record ( forse anche per non permettere di diffondere il tipo di cura a tutto il reparto....).
Ciò dimostra che anche alcuni medici convenzionali conoscono gli effetti della centrifuga, anche se non certo comoda come i medicinali ( ma certo anche senza le tante controindicazioni... ).
Comprendo che l'industria farmaceutica non possa permettere questi sistemi di cura negli ospedali, ma cosa potrebbero fare i medici, se si trovassero di fronte ad una forte richiesta di questo tipo di cura da parte dei pazienti?
Tutti possono comprendere quanto sia importante fare la propria parte, senza continuare a lamentarsi di quello che fanno gli altri o che gli altri vogliono, che tu faccia... Ricordo quando da piccolo mi arrabbiavo di fronte all'incoerenza degli adulti. Oggi ho capito che l'unica cosa che conta è quello che faccio io e che in tutto l'universo c'è solo un cosa che ho il potere di cambiare: ME STESSO! Ed è bello vedere che l'universo s i può cambiare soprattutto attraverso queste piccole cose.
Nella puntata "8. Il cibo come strumento di persecuzione" abbiamo spiegato quanto sia difficile usare la centriguga, scomoda per i continui lavaggi ed le necessarie notevoli disponibilità di ortofrutta in casa; bisogna organizzarsi con frighi, buona volontà, determinazione, amore e buon tempo... Abbiamo visto quanto sia importante cominciare a farsi piacere ciò che amiamo veramente. Ho visto corpi di persone cambiare totalmente, grazie alla centrifuga! Guarigioni prodigiose e gente che non si ammala più... ... e comunque il tempo e le risorse spese oggi, risparmiano il tempo e le risorse (con l'onere di notevoli interessi) da spendere più avanti, in ospedali, limitazioni e/o terapie varie...
Un cenno lo meritano infine anche i succhi di frutta.

Il succo d'arancia fa bene? Cosa c'è dietro un succo d'arancia?
Una buona e sana spremuta a colazione, fa sempre bene?
L'importante è che non sia associata a carboidrati (amido e dolci). Alcuni alimenti, e il succo d'arancia è tra questi, nonostante siano acidi all'origine, hanno effetto alcalinizzante per l'organismo, come per esempio anche la frutta acida.
Invece possono generare acidi nel corpo, quando vengono miscelati nel tubo digerente, soprattutto nello stomaco, con i i carboidrati. La miscela di frutta acida con i carboidrati genera nell'organismo l' acido ossalico.
L'ideale quindi è di bere a colazione una centrifuga a base di frutta dolce, mentre conviene bere la spremuta l'arancia da sola, non associata a carboidrati, a metà mattinata.
Gli americani, nonostante siano grandi consumatori di succo di frutta infatti, ne sanno qualcosa visti i loro proverbiali squilibri salutari ( obesità, malattie cardiovascolari...). Oltreoceano i consumatori di succo d'arancia devono essere proprio degli intenditori. Negli Stati Uniti Tropicana, il principale produttore mondiale ( 20, i litri di succo d'arancia che un americano consuma in media ogni anno), offre ai suoi clienti non meno di 13 diversi tipi di succo d'arancia fresco.
Solo i veri conoscitori, probabilmente, sono in grado di spiegare che differenza passa tra i seguenti prodotti: Original (originale), Homestyle (con un po' di polpa), Calcium + Vitamin D (con calcio e vitamina D), Grovestand (con molta polpa), Grovestand calcium (con molta polpa e calcio), Light 'n healthy calcium (con calcio e pochi zuccheri), Light 'n healthy with pulp (con polpa e pochi zuccheri), Fiber (con fibre), Low acid (ad acidità ridotta), Healthy heart (con vitamine e minerali), Healthy kids (per i più piccoli, fortificato con calcio e vitamine) e Immunity defense (con antiossidanti).Che gli americani siano pignoli non è una sorpresa. Per loro una colazione senza un bicchiere di spremuta d'agrumi è una violazione dei diritti umani. Il succo d'arancia è così importante che dal 1966 fa parte, insieme a cacao, caffè, cotone e zucchero, del gruppo dei beni coloniali e tropicali quotati in borsa e contrattati sul mercato dei future e delle opzioni di New York.
Le fluttuazioni del prezzo dell'oj, come viene indicato in borsa, sono riportate sulle pagine dei bollettini finanziari statunitensi con grande zelo e puntualità, così come l'andamento dei prezzi delle azioni delle principali società quotate in borsa.
Negli anni quaranta la preoccupazione per gli effetti delle forti precipitazioni e delle gelate sui raccolti della Florida spinse gli Stati Uniti a cercare all'estero un paese rifornitore. Grazie ai forti investimenti statunitensi, nel giro di pochi decenni il Brasile, partito quasi da zero, ha surclassato gli Stati Uniti fino a diventare il principale produttore mondiale di succo d'arancia. Brasile e Florida producono oggi quasi la metà delle arance raccolte nel mondo, e il 95 per cento del loro raccolto è trasformato in succo.Gli americani consumano la metà del succo d'arancia prodotto nel mondo, per una media di 20 litri a testa l'anno. Ma questo prodotto, ricco di vitamina C e con molte proprietà benefiche, solleva anche una serie di questioni per i consumatori. Il succo d'arancia confezionato è il risultato di un processo di coltivazione e trasformazione altamente industrializzato.
Gli aranceti hanno bisogno di 6.000-9.000 metri cubi d'acqua per ettaro all'anno, anche usando moderni sistemi di irrigazione a goccia. Secondo uno studio tedesco del 1991 per ottenere un bicchiere di succo d'arancia (di quelli provenienti dal Brasile) si consumano 22 bicchieri d'acqua per i processi di trasformazione e mille per irrigare il frutteto. La spremitura e la trasformazione richiedono molta energia: per produrre 10 bicchieri di succo si consuma un bicchiere di petrolio greggio. Se il succo è del tipo pastorizzato, concentrato, congelato, trasportato e poi reidratato nel paese di destinazione (cioè del tipo quotato in borsa e scambiato sul mercato internazionale, in pratica equivalente ai tre quarti del succo d'arancia venduto nel mondo), il consumo di acqua ed energia è ancora più alto.
E poi ci sono i pesticidi. Secondo il Wwf la coltivazione delle arance richiede un uso di pesticidi più massiccio rispetto ad altri tipi di frutta. Nel 1999 il Working party on pesticide residues (un ente britannico che si occupa di rilevare i residui di pesticidi negli alimenti) ha informato il governo di Londra di aver trovato residui di pesticidi in tutti i 66 campioni di arance presi in esame; le arance provenivano da vari paesi, tra cui Israele, Spagna, Marocco e Sudafrica.
Anche se gran parte dei residui erano presenti solo sulla scorza (una buona ragione per comprare marmellata d'arance biologica), non bisogna dimenticare che il succo d'arancia contiene anche oli estratti dalla buccia. Inoltre tutti gli scarti di produzione (albedo, semi e scorza) sono trasformati in mangimi per animali d'allevamento ed entrano perciò nella nostra catena alimentare.
C'è poi la questione del lavoro minorile. Lo sfruttamento dei minori nelle aziende brasiliane e messicane è stato denunciato da tempo, come pure l'impiego illegale degli immigrati nelle coltivazioni della Florida. Un'indagine condotta nel 2003 da un quotidiano della Florida ha rivelato che i clandestini impiegati illegalmente guadagnavano 3,5 centesimi per meno di 2 litri di succo d'arancia prodotto e normalmente venduto sul mercato statunitense a 3,39 dollari.
Ora nei supermercati si trova un succo d'arancia equo e solidale prodotto a Cuba (JP Juice e Fruit Passion), che però è in gran parte "ricavato da succo concentrato". La soluzione migliore sarebbe farsi la spremuta di arance equosolidali in casa. Oppure optare per alternative che consumano meno energia, come il succo di mela, preferibilmente biologico, prodotto con frutta coltivata dalle nostre parti.

Produzione arance (1999-2000), Fao






10.13. Succhi e spremute d'arancia.

Attenzione perchè le arance non trattate non sono biologiche: semplicemente non sono trattate in superficie con la cera (E904, E914), ma questo non significa che non siano state trattate con fitofarmaci che rimangono sulla buccia, che quindi va lavata accuratamente con un solvente in grado di eliminare i composti liposolubili (come l'alcol).
Aldilà della scritta che si legge sull'etichetta "cera d'acqua"... ma che robaccia è E904 e E914?
Gironzolando su Internet ho visto che l'E904 è gommalacca ed l'E914 è cera polietilenica ossidata!
Insomma, in poche parole lucidano le arance con la cera e la gommalacca!!!
E noi grattugiamo la scorze degli agrumi dentro le nostre torte.
Si tratta della gommalacca (Shellac), una resina organica secreta da un piccolo insetto, la Tachardia lacca della famiglia della Cocciniglie, alla quale é imparentata, per intendersi, la famiglia dei comuni afidi. La gommalacca è un polimero naturale ed ha una composizione chimica simile a quella di molti polimeri sintetici.
L’ insetto da cui si ottiene, vive su una varietà di piante indigene del subcontinente indiano e regioni limitrofe. Per proteggersi, l’insetto produce una sostanza resinosa con la quale si crea una specie di scudo, di colore rosso violaceo scuro, chiamata lac, parola di origine sanscrita che significa centomila (lakh). Lo scudo o placca è il materiale grezzo da cui si ricava la gommalacca; è chiamato sticklac per indicare che contiene, oltre alla resina, anche rimasugli vegetali e dell’insetto stesso. In origine la raccolta e lavorazione della gommalacca non era per la resina, bensì per la sostanza colorante che dà alla resina il suo caratteristico colore. Quando il chimico inglese Perkins sintetizzò l’ anilina, il primo colorante artificiale della storia, il commercio della lacca rossa, diminuì. La perdita di valore della tintura ebbe un impatto minimo sulla produzione della gommalacca e proseguirono gli altri impieghi È stata usata dalla metà del XIX secolo per produrre piccoli oggetti come cornici, scatole, articoli da toeletta, goielleria, calamai ed anche protesi dentarie. La gommalacca dà un rivestimento di una durevolezza particolare. È usata per rifinire mobilia e proprio in relazione a questi impierghi, si comprende come la maggior parte di siti Internet riguardino questi ruoli della gommalacca che è stata usata anche nella produzione dei dischi grammofonici fino al 1950 circa.
Aranci, limoni e mele vengono sottoposti a lucidatura con la gommalcca in molti stati, per impedirne il deperimento dopo la raccolta, proteggere dall’umidità e prolungare la vita di scaffale oltre a rendere piu’ accattivanti i frutti. Ma non è finita, la gommalacca è usata anche nell’industria dolciaria come agente di rivestimento sui chicchi del caffè o sulla superficie di alcune cioccolate. La Ritter ne è un esempio.

Tra i paesi produttori principali della gommalacca vi è l'India.
Una curiosità, si stima che servano 100.000 insetti per ottenere 333g di gommalacca.

Da cosa dipende il colore della spremuta d’arancia?
Dai fitonutrienti (carotenoidi, flavonoidi, antociani), sono loro a impartire il colore che tende dall’aranciato al rosso. In alcune varietà di arance, gli antociani sono contenuti in quantità maggiore (es.Moro, Tarocco, Sanguinella) e allora il colore rosso è piu’ intenso.. Ma quando la percentuale di succo è molto bassa, come impartire il colore rosso ad una bibita o a un nettare? Si utilizzano i coloranti.
Negli ultimi anni i nostri supermercati sono stati invasi da succhi di frutta di aziende tedesche e soprattutto austriache, fatto questo alquanto curioso , visto che l’Austria per motivi geografici, non è un paese produttore di questi frutti. Guardiamo per esempio tre succhi della Rauch: "arancia rossa", il tipo "agrumi" o "arancio ". Il prezzo è lo stesso, il volume anche (2l), ma il contenuto cambia eccome! Nei primi due c’è una percentuale piu’ bassa di succo (25%) e si ricorre quindi ai coloranti (carmoisina o Rosso allura), nel terzo invece i coloranti sono assenti e la frutta è al 50%.
Vi starete chiedendo la provenienza degli agrumi: magari dal SUD Europa? No, ve lo dicono loro dal sito aziendale, le arance derivano dalla Florida e dal Brasile che producono oggi quasi la metà delle arance raccolte nel mondo, e il 95 % del loro raccolto è trasformato in succo.
Ed in Italia come siamo messi ?
Oltre il 60% del mercato italiano di succhi, nettari e bevande a base di frutta, inclusi i succhi d’arancia, è controllato da quattro aziende. Al primo posto c’è Conserve Italia che opera sul mercato con i marchi Valfrutta, Derby e Yoga, oltre a produrre per le private label della GDO. Segue il gruppo La Doria che ha assorbito la Confruit, portandosi, in tal modo al 12% del totale mercato. Poi c’è il gruppo Parmalat, che opera sul mercato soprattutto con la linea Santal. Al quarto posto si colloca il gruppo Zuegg. In Italia la Rauch austriaca è cresciuta nella GDO con i brik da due litri e sulla stessa scia c’è Pfanner, mentre il terzo produttore austriaco (Pago) prevale nel canale bar.
A proposito della Pfanner va ricordata la vicenda del tetrapak (il contenitore che cedeva il pericoloso inchiostro ITX ai succhi) che ha subito in Croazia il sequestro di circa 33.000 confezioni, mentre in Italia nessuno ha potuto sequestrare nulla, nonostante che l’Agenzia della provincia di Trento Appa, abbia trovato l'ITX oltre che in Pfanner anche nei succhi Santal e in un vino, smentendo l'agenzia nazionale EFSA, secondo la quale sarebbe stato tutto ok.
Grazie ad una coincidenza fortuita, l’Appa trentina ha potuto svolgere un lavoro d’analisi di respiro più ampio rispetto alle sue "cugine" del resto d’Italia. Nell’incontro del 30 novembre tra Ministero della Salute e Regioni, nel quale è stato (tardivamente) varato un piano di controllo nazionale dell’Itx che ha attribuito a ciascuna agenzia regionale una determinata categoria di prodotti da analizzare, la Provincia di Trento non era rappresentata. Ciò ha permesso all’Agenzia trentina di muoversi più liberamente, a 360 gradi, con i risultati già descritti.
Torniamo ai succhi d’arancio, tra le aziende c’è anche Del Monte Italia. Nel mercato è entrato da diverso tempo anche il gruppo Coca Cola con il marchio Minute Maid.
In alcuni prodotti delle varie aziende citate, la foto dell’arancia rossa di solito c’è ben in evidenza sulla confezione, ma quanto succo c’è effettivamente?
Nella maggior parte dei casi, troviamo il 25% del succo, prevale quindi l’acqua, poi dolcificanti come glucosio o fruttosio, acidificanti,aromi e coloranti di tipi diversi. Il Rosso allura (E129), di cui parleremo subito, è quasi ovunque. In alternativa si usa la carmoisina. Tutti comunque sono coloranti azoici, di cui parleremo subito.
Occhio dunque alle etichette,anche quando chiedete un succo al bar!
Il Rosso Allura non è l’unico colorante che impartisce un colore rosso a bibite e alimenti. Appartiene alla classe di coloranti azoici, altri sono l’Azorubina (E122), il rosso Amaranto (E123), il Ponceau (E124) il Rosso 2G (E128), l’Eritrosina (E127). Sono ammessi dall’Unione Europea, pur riconoscendo che tali additivi possono scatenare reazioni allergiche in alcuni individui. Secondo la Svezia, che ha chiesto una deroga alla comunità Europea, il consumatore dovrebbe sapere che questo "rosso allura" può essere assunto per non oltre 7 mg per kg di peso corporeo al giorno, che esso potrebbe essere non sopportato in persone intolleranti ai salicilati, che è un liberatore di istamine, e quindi potrebbe intensificare i sintomi asmatici, che nei bambini, in combinazione con i benzoati causa anche iperacidità, che se è presente ad alte concentrazioni, uno dei prodotti derivanti dalla sua degradazione, può causare il cancro alla vescica negli animali... ed intanto, mentre le nostre arance Sicilane cadono per terra, i consumatori bevono queste spregevoli bevande vendute per "salutari"!!
Ma questo prodotto, ricco di vitamina C e con molte proprietà benefiche, solleva anche una serie di questioni per i consumatori. Il succo d’arancia confezionato è il risultato di un processo di coltivazione e trasformazione altamente industrializzato. Il succo ottenuto nei paesi in cui sono coltivate le arance, è sottoposto a concentrazione e trasportato successivamente in Europa negli stabilimenti dove verrà ricostituito con aggiunta di acqua e altri ingredienti.
Interessante è la pubblicità dell’aranciata San Pellegrino, dove si mette in risalto la provenienza delle arance siciliane e il sito si presenta anche in dialetto siculo. Aranci maturati cu lu sole e Nun ave né culuranti né conservanti e che bisogno c’è cu chiu de 150 controlli a giornu? Come al solito non troviamo traccia degli ingredienti, ma sullo scaffale possiamo curiosare. Ecco l’etichetta della Aranciata tipologia La Rossa:Ingredienti: acqua, succo d’arancia 12%, sciroppo di glucosio-fruttosio, zucchero e anidride carbonica, acidificanti: acido citrico, aromi, aromi, conservanti: sodio benzoato, antiossidanti Acido L-ascorbico, Coloranti E110, E122. Ma come? non c’era scritto, che non hanno bisogno di coloranti e conservanti? Per la rossa, non sembra così. Quando si dice essere coerenti…

Infine sentite della bromelina contenuta nell’ananas, in particolare nel gambo d’ananas, dalle pagine di Repubblica si è recentemente parlato del frutto tropicale definito “il dolce che supera la prova costume”. La giornalista ci ricorda che:”faremmo bene a mangiarlo il gambo perché è proprio lì che si annida la maggior quantità di bromelina, proteina che ha capacità di inibire fenomeni infiammatori coadiuvare la diuresi e la digestione grazie alla sua azione proteolica.” Anche dalle pagine di Nutrizione del Gambero Rosso si esaltano il frutto e la bromelina: L’ananas ha dei pregi per la presenza di una sostanza, la bromelina, attualmente molto studiata per le possibili azioni antitrombotiche e antiinfiammatorie e, come altri composti presenti in frutta e verdura, per un potenziale effetto antitumorale. Anche nell'etichetta del succo Skipper della Zuegg si evidenzia la presenza del gambo d’ananas e pertanto il prodotto viene presentato utile per il suo ruolo regolatore del metabolismo dei grassi e non solo. Ma ragioniamo insieme:
a)La bromelina è contenuta nell’Ananas. Vero.
b)La bromelina e’ una proteina che svolge attività enzimatica.Vero.
c)Le proteine sono scisse durante la digestione, si formano gli aminoacidi che vengono assorbiti nell’intestino. Vero.
d)Nell’intestino adulto non vengono assorbite proteine.Vero.
Anche immaginando una particolare resistenza della bromelina all’attacco degli enzimi digestivi, dovremmo chiederci se l’enzima viene assorbito intatto nell’intestino e successivamente immesso nel sangue. Mi seguite? E ora dobbiamo immaginare che arrivi in qualsiasi altro tessuto e/o organo dove potrebbe svolgere le sue decantate funzioni.Dove sono le pubblicazioni scientifiche che dimostrano tutti questi effetti?
Ancora convinti dell’azione della bromelina e del gambo d’ananas?

Infine la Santal, che in passato la spremuta d’arancia Santal (quella nel banco frigo) era 100% spremuta d’arancio. Ora controllate la % di succo prima di acquistarla...ieri era al 30%, non so se la cambieranno ancora....Tra le ultime aziende di cui si è occupato l’Antitrust c’è proprio la Parmalat. Il comitato di controllo dello IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitario) e l’Antitrust, hanno emesso dei provvedimenti di ingiunzione e condanna per quanto riguarda la pubblicità dei succhi Santal. Nel primo caso non sono stati forniti documenti idonei a sostenere i claim pubblicitari e i benefici effetti sulla salute: “5 mix che rinforzano la frutta con i principi della frutta e moltiplicano l’effetto salute”. e “verde per la vista, rosso per la pelle, blu per la circolazione, giallo per le difese naturali“, che associavano alle cinque bevande di colore diverso precise e determinate azioni a favore dell’organismo.
Per quanto riguarda gli additivi nella frutta fresca, nelle arance, nei limoni e nelle banane é consentito l’impiego di fungicidi, come ad esempio il difenile, che, evaporando, vengono applicati direttamente oppure penetrano nella buccia attraverso la carta appositamente impregnata in cui vengono avvolti i frutti. Nel periodi estivi le arance arrivano da lontano e quindi vengono trattate con prodotti chimici per evitare che deperiscano durante il lungo trasporto. Tra i prodotti piú pericolosi che possono concentrarsi negli alimenti vi sono i metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio): in prossimitá delle aree industriali o di strade molto trafficate é giustificato presumere valori piú alti di residui. Secondo la rivista „Altroconsumo“ (marzo 1992) la percentuale di pesticidi residui rilevata nella frutta e nella verdura proveniente da coltivazioni convenzionali sarebbe decisamente allarmante. La legge italiana del 18.07.1990 che prescrive le quantitá massime consentite di pesticidi residui non trova tuttavia applicazione ed é quindi priva di qualsiasi efficacia. E´quanto ha rilevato un’indagine compiuta da Greenpeace nei 22 principali mercati ortofrutticoli italiani. La generalizzata mancata applicazione del decreto mette seriamente in pericolo la salute del consumatore.

(Per maggiori dettagli ed aggiornamenti vedi su http://trashfood.com/).


10.14 Cibi e sistema immunitario

Rabbrividisco vedendo il ritmo sempre più incalzante  di spot pubblicitari di prodotti prebiotici,che mostrano mamme sorridenti che somministranoai propri bambini certi prodotti ... (a proposito è di questi giorni la class action contro Danone negli Usa,  denunciata in California per inganno dei consumatori, in riferimento alle campagne pubblicitarie degli yogurt Activia e Actimel. Anche in America quindi si contesta la fondatezza scientifica dei benefici intestinali dei due yogurt!)

Pensiamo che a questo punto dobbiate assolutamente sorbirvi una breve descrizione su come funziona il sistema immunitario (l'impostazione è assolutamente quella classica, così come definita dalla scienza medica ufficiale!)  e poi prenderemo in considerazione i cibi, che hanno dimostrato - nei secoli (ma anche in diversi recenti studi universitari) - reale efficacia.Vedrete che si tratta di cibi facilmente reperibili, i cui costi sono qualche decina di volte inferiori a quelli dei prodotti proposti dagli spot televisivi, oltre che sicuramente più efficaci.Quanto ai bambini, vi rimando alla parte 3 di questo corso (dalla farmacia  al supermercato) , in cui ho avuto modo di approfondire alcune delle motivazioni recondite che legano l'utilizzo dei bambini all' azione di persuasione...

A livello fisico, esiste dentro di ognuno di noi un immenso esercito formato da molti milioni di soldati, ordinati e pronti a combattere per una causa unica e dominante che è proteggere, ripristinare e mantenere l'integrità del corpo umano, lottando contro le diverse e pericolose minacce alla nostra esistenza, siano esse tossine, bruciature, lesioni oppure infezioni e cellule cancerogene. Le numerose ricerche condotte da molte università e prestigiosi centri di ricerca hanno evidenziato che il funzionamento ottimale del sistema immunitario dipende dal nostro comportamento. L'essere sconfitto dai diversi tipi di malattie o l'avere successo dipende sostanzialmente da come viviamo, cioè, dalle nostre abitudini di vita. Molti fattori alimentari, piante medicinali e lo stile di vita possono essere determinanti per quanto riguarda l'azione del Sistema Immunitario, stimolando la produzione e la potenza delle cellule immunitarie, aumentando molto la loro capacità di lotta. Alcune sostanze e nutrienti presenti negli alimenti, e determinate forme comportamentali possono non soltanto prevenire ma anche promuovere la guarigione da molte malattie. Ogni giorno compaiono nuove e spaventose minacce alla salute umana: virus sempre più pericolosi e potenti, che velocemente si mutano, e batteri sempre più resistenti ai trattamenti prima efficaci.L'aumento dell'inquinamento atmosferico ed il conseguente accumulo di tossine negli alimenti, che cresce in modo geometrico, sono i principali responsabili dell'incidenza di malattie degenerative. Esiste dentro il corpo di ognuno di noi il più creativo e straordinario insieme terapeutico mai ideato. Il più complesso e misterioso di tutti i sistemi corporei, l'affascinante Sistema Immunitario. L'aspetto più fantastico di questa realtà è che il pieno funzionamento e l'efficacia di questo favoloso sistema sono nelle nostre mani. Possiamo manipolarlo attraverso un corretto e salutare stile di vita, malgradole predisposizioni genetiche. Essenzialmente, predisposizione non vuol dire determinazione. Dobbiamo essere consapevoli dei molteplici meccanismi che reggono l'adeguato funzionamento delSistema Immunitario, assumendo la responsabilità di prendere cura correttamente della salute, adottando uno stile di vita che possa rafforzare l'azione di questo sistema di difesa corporea, il che comporta una nuova maniera di vedere e pensare la vita quotidiana per la maggior parte delle persone. Nel secolo scorso, soprattutto negli ultimi decenni, ha preso forma nella società l'idea dominante di fare sempre ricorso alle risorse esterne, farmacologiche o chirurgiche, nel trattamento delle malattie. Le evidenze attuali hanno dimostrato la necessità di una reale trasformazione di questo paradigma, che ci porti a comprendere ed assumere la responsabilità di ognuno di noi nei confronti del corretto funzionamento del nostro organismo. Dopo la comparsa dell'AIDS, di altri virus come quello dell'epatite C e dei trapianti di organi, è cresciuto l'interesse negli studi e ricerche sul Sistema Immunitario umano, risvegliando la coscienza di tutti verso i poteri autocurativi del corpo. Trattasi di un sistema dotato di un'intelligenza, con la capacità di "pensare" da sè. E' una comunità formata da un vasto contingente di cellule speciali, con delle mansioni molto specifiche e con un ammirevole potere di coordinamento, oltre a fattori chimici specifici che proteggono e mantengono l'equilibrio quotidiano di tutto l'organismo. Il Sistema Immunitario abbina due differenti tipi di immunità: innata e acquisita. Portiamo con noi l'immunità innata dalla nascita. L'immunità acquisita si sviluppa durante la vita. L'immunità acquisita può essere passíva (infezione naturale), attiva specifica (vaccini e sieri) o attiva non specifica (stimoli naturali). Un'altra distinzione del Sistema Immunitario è tra l'Immunità Cellulare, importante sistema mediato da cellule, e l'Immunità Umorale, mediata da fattori chimici specializzati. Tali forme di attuazione provocano la risposta immunitaria attraverso gruppi di cellule e proteine combinate con l'obiettivo principale di sconfiggere gli agenti causali di malattie infettive e cellule cancerogene­. Il Sistema Immunitario possiede la precisa capacità di distinguere tra tutto ciò che è proprio all'organismo da ciò che non lo è, che viene chiamato antigene. Il riconoscimento degli antigeni fa scattare, immediatamente, una completa risposta immunitaria, sotto forma di una potente e distruttiva forza di attacco ai probabili invasori del corpo umano. I complementi, che sono le proteine circolanti, sono il più importante fattore umano innato del Sistema Immunitario. Hanno il potere di attivare e catalizzare reazioni chimiche quando incontrano organismi invasori, mettendo allerta l'attività immunitaria. Sono fissati dalle cellule immunitarie che si legano all'organismo invasore, siano essi oncociti o cellule portatrici di virus, perforando la membrana esterna e causando la morte di quegli agenti nocivi. I complementi sono essenziali per l'attivazione della totalità del Sistema Immunitario, in speciale modo l'immunità cellulare. La prima linea di difesa del sistema di immunità cellulare, i leucociti o cellule bianche del sangue, si suddividono in granulociti e leucociti non contenenti granulazioni. I granulociti circolano nella totalità della corrente sanguigna e penetrano tutti i tessuti. Al primo segno di contusione o infezione, inglobano e distruggono gli organismi invasori. La maggior parte è prodotta dal midollo osseo - circa otto milioni al minuto - vive daalcune ore a tre giorni. Sono tre i tipi di granulociti: neutro fili, eosinofili e basofili. Ineutro fili attuano nelle infezioni, cercando un'area determinata del corpo e mantenendo il processo infettivo circoscritto. Gli eosinofili e i basofili agiscono specialmente nelle infestazioni da parassiti e reazioni allergiche. I leucociti non contenenti granulazioni sono le più importanti cellule del SistemaImmunitario. Sono i linfociti T, i linfociti B e le cellule NK (natural killers). Gli ammirevoli linfociti T, o cellule CD4 o cellule ausiliarie, operano come i veri comandanti di questo esercito di difesa, organizzando ed integrando i vari componenti del Sistema Immunitario. L'inizio dell'attività delle cellule CD4 avviene a partire dall'allerta della presenza dell'agente invasore o antigeno, che dipende dai leucociti specializzati, chiamati macrofagi. Tale importante insieme di cellule del sistema di difesa si trova in determinate regioni come il fegato, i reni, i polmoni e la pelle, ma può anche circolare nel sangue e nei tessuti. Queste cellule, in presenza di un agente invasore, lanciano dei potenti fattori chimici specifici, come il fattore di necrosi tumorale, altamente tossici contro tutti i tipi di virus, batteri e cellule maligne. Questa è la tappa più importante di tutta la risposta immunitaria, poiché gli efficaci linfociti T chiamano in causa di immediato la partecipazione delle cellule killer o NK, ed attivano i linfociti B, produttori di anticorpi. Per entrare in azione, le cellule CD4 hanno bisogno di un ricettore specifico per il tipo di antigene presentato. Tali ricettori, unici o particolari, si sviluppano nel Timo, che si trova davanti al cuore. Da lì si muovono in tutto il corpo e sono in grado di riconoscere l'antigene dove esso sarà presente. Una volta che l'antigene è riconosciuto da una cellula CD4, tutto il sistema immunitario entra in azione.Milioni e milioni di cellule del Sistema Immunitario assumono di immediato i loro compiti in modo molto articolato, attaccando ed uccidendo implacabilmente virus, batteri e cellule cancerogene o qualsiasi altra forma di agenti invasori. Le cellule CD4 producono un gruppo di sostanze chimiche potenti, conosciute collettivamente come citochine, come la famiglia delle interleuchine da 1 a 17, I' interferone e il fattore di necrosi tumorale, che mettono in atto le attività immunitarie, stimolando l'azione delle cellule citotossiche: linfociti T, macrofagi e cellule NK. Le interleuchine prodotte dai linfociti T, o cellule CD4, e dai macrofagi, stimolano i macrolinfociti, o cellule B, a produrre di forma massiccia degli anticorpi o antidoti chimici specifici, che hanno il poteredi distruggere gli agenti patogeni. Tali agenti, chiamati anche immunog/obuline o ancora IgA, IgD, IgE, IgG e IgM, inglobano l'organismo invasore, attraendo così i macrofagi e i granulociti, affinché avvenga la fagocitosi. L' interferone prodotto dai linfociti T stimola l'attacco delle cellule NK all'antigene specifico. Possiamo indebolire e deprimere l'agilità del nostro sistema di difesa ogni qualvolta che richiediamo un'attività molto oltre a quella originariamente programmata, causando un serio esaurimento della sua capacità di attuazione. Dall'altro canto, possiamo anche ripristinare la sua necessaria competenza difensiva. La realtà è che è nelle nostre mani il potere di stimolare e rafforzare l'efficacia dei Sistema Immunitario.Chiaramente questa possibilità di rafforzare non è certo solamente quella a livello fisico.Ci sono sistemi ben più potenti, ma in questa sede limitiamoci a questi. Differenti ricerche scientifiche dimostrano che possiamo manipolare l'azione del Sistema Immunitario, aumentando di molto la produzione delle diverse cellule immunitarie, così come la loro potenza, sia attraverso l'attività terapeutica di certe piante medicinali oppure tramite una dieta ricca di nutrienti essenziali e composta da alimenti funzionali. L' importanza dei nutrienti negli alimenti  L' elevato consumo di frutta e verdura fresche, principali fonti di vitamine e sali minerali e altre sostanze anticancerogene, è molto efficace per la normalizzazione e per lo stimolo della funzione del Sistema Immunitario. Aumenta la produzione delle cellule immunitarie ed intensifica la nostra capacità di protezione contro tutti i tipi di cancro e malattie infettive.L'essenziale betacarotene, precursore della vitamina A, che si trova soprattutto nella verdura di colore arancione, verde e gialla, può rafforzare molto il Sistema Immunitario davanti agli agenti aggressori, poiché ha la capacità di aumentare la produzione delle cellule immunitarie protettrici, come le cellule CD4 e NK, e stimola anche la produzione da parte dei macrofagi dell'importante fattore di necrosi tumorale. Il consumo regolare del betacarotene aumenta la produzione delle cellule T, l'azione delle cellule natural killers e l'attività degli anticorpi. Potenzia l'attività dell'interferone e la fagocitosi dei monociti. Il betacarotene incrementa la lotta al cancro e anche a tutti i tipi di infezione. Svolge una forte azione antivirale e contribuisce ad invertire l'involuzione del timo. Il licopene è un importante pigmento che dà il colore rosso alla frutta, come i pomodori e l'anguria. E' un tipo di betacarotene che può essere da due a cinque volte più potente nella lotta ad alcuni tipi di cancro. Una ricerca condotta in Germania ha dimostrato che l'assorbimento del licopene è maggiore quando si mangiano i pomodori cotti e minore se questi vengono mangiati crudi. La straordinaria, essenziale e potente vitamina C, con i suoi molteplici e complessi effetti su molte delle attività biologiche è di vitale importanza ai diversi meccanismi del Sistema Immunitario. Aumenta il vigore della risposta immunitaria ai virus, batteri e cellule cancerogene, oltre a bloccare l'azione di virus minacciosi, capaci di promuovere la trasformazione da cellule sane a cellule cancerogene. La vitamina C può essere incontrata in grande quantità nei vegetali a foglia verde e soprattutto crudi, poichè si perde col calore.  La mancata ingestione di vitamina C può essere più pericolosa alla salute nella genesi di malattie degenerative che il consumo eccessivo di grassi. Ci riferiamo alla vitamina C naturale. L'uso esagerato di vitamina C sintetica, può causare gravi problemi. L' aglio stimola l'attività immunitaria, attraverso l'alicina, che è un importante agente nella lotta a virus,batteri e cancro. E' un modificante della nostra risposta immunitaria, è aumenta la produzione e la potenza delle cellule natural killers. Lo yogurt, antico agente impiegato nella lotta a differenti tipi di malattie, è molto studiato come un eccellente perfezionatore delle funzioni del Sistema Immunitario. Aumenta specialmente la produzione dell'interferone per via dei linfociti T o cellule CD4, stimola l'attività delle cellule NK e la produzione degli anticorpi per via dei linfociti B. Il consumo di due tazze di yogurt al giorno aumenta di 5 volte l'interferone circolante. Dai tempi antichi molti popoli dell'Asia, specialmente della Cina, Corea e Giappone, usano diversi tipi di funghi, grazie al loro potere di cura, in special modo la loro azione di attivazione e rafforzamento delle varie funzioni del Sistema Immunitario, inibendo lo sviluppo o eliminando cellule maligne, senza provocare gli sgradevoli effetti collaterali della chemioterapia di sintesi. Ricerche condotte da alcune università giapponesi da più di quarant'anni, e più di recente da alcuni istituti di ricerca della Russia, degli Stati Uniti e del Canada, distaccano i funghi Shiitake, Reishi, Maitake e I' Agaricus (i nostri funghi prataioli) , scoperto in Brasile, come modificanti della risposta immunitaria. Questi funghi sono ammirati come i"4 re dei funghi". Il fungo Shiitake amplifica l'azione immunitaria, poiché stimola i linfociti T ad aumentare la produzionedelle interleuchine, glicoproteine che contrastano la genesi dei tumori, espandendo in special modo l'attività citotossica. Agiscono come un fattore di attivazione dei linfociti NK che attaccano direttamente la cellula cancerogena, aumentando molto la resistenza organica alla disseminazione delle cellule maligne. Il fungo Agaricus Blazei Murril, conosciuto come Fungo del Sole, scoperto nel 1965 a Piedade, a 200 km della capitale dello stato di San Paolo, possiede una forte capacità di sviluppare le molteplici funzioni del Sistema Immunitario. Aumenta soprattutto la produzione dei macrofagi, delle cellule NK, dei linfociti T, dei linfociti B, prevenendo in questo modo la genesi del cancro. Esperimenti condotti con delle cavie 'alla Facoltà di Medicina dell'Università di Tokio, hanno paragonato l'uso di estratti di Agaricus Blazei  e di Shiitake nel contrastare il cancro. Con un dosaggio quotidiano di 10 mg, il primo ha presentato 90,0% di totale guarigione e 99,4% di indice di inibizione, in quanto l'estratto del fungo Shiitake, con un dosaggio di 30 mg al dì ha presentato 54,5% di guarigione e 80,7% di inibizione. Gli esperimenti dimostrano che i funghi impediscono lo sviluppo, la disseminazione e la ricomparsa delle cellule cancerogene. Lo stile di vita contemporaneo sovraccarica troppo il Sistema Immunitario, deprimendo l'azione delle cellule immunitarie. Fattori alimentari come l'esagerazione dei grassi e degli alimenti industrialmente raffinati, l'utilizzo esagerato della chimica di sintesi, sia nell'abusiva prescrizione di medicinali, nel pericoloso "trucco" degli alimenti e nell'uso insensato dei pesticidi, sono i principali agenti causali di questa preoccupante situazione.  Oltre a tutto ciò, il consumo di alcolici e droghe distruttive, ufficialmente permesse ed anche stimolate, come l'alcol ed il tabacco, e l'uso folle delle droghe ipocritamente vietate come l'ecstasy, la cocaina, l'eroina,il crack, l'hascish e la marijuana, tutte queste con forte azione di immunodepressione, aggravano tale quadro. La spaventosa irresponsabilità che si osserva nell'intensa utilizzazione degli ormoni di sintesi o di sostanze chimiche con attività ormonale nel corpo umano, negli alimenti e soprattutto come medicinali, alla ricerca esclusiva di "grossi profitti economici", da parte delle potenti industrie e dai loro rappresentanti "scienziati", sono anche determinanti nel sovraccarico e nel conseguente fallimento dello straordinario Sistema Immunitario. La mancata consapevolezza nell'utilizzo della radioattività, soprattutto come risorsa medica propedeutica, o anche in altri settori dell'attività umana, può provocare un'azione di immunosoppressione. Alcune ricerche hanno ugualmente dimostrato che gli incidenti che hanno come effetto il versamento di petrolio nei mari e nei fiumi, oltre ai malinconici disastri ecologici, comportano gravissime conseguenze al Sistema Immunitario umano. Come vedete ancora una volta ciascuno di noi, con il proprio cambiamento, può fare molto peril benessere di tutti!... altro che Actimel!

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Rispondiamo ad una interessante domanda di un nostro lettore:

Volevo chiedervi un chiarimento in riferimento ad una affermazione che avete fatto in questa 14° puntata:
"L'uso esagerato di vitamina C sintetica, può causare gravi problemi".

Io, insieme con i miei genitori (69 e 74 anni) prendiamo dai 10 ai 15 grammi al giorno di Vit C (sintetica) al giorno, oltre ad un complesso di vitamine e aminoacidi preparata da me sulle indicazioni ricavate dagli studi di Linus Pauling e da Mathias Rath  che hanno fondato la medicina ortomolecolare. Per altre info in merito, vedi il sito dell'associazione AERREPICI. Una ventina di altre persone di mia conoscenza, prendono quantità tra i 3 ed i 15 grammi al giorno di vit C sintetica.

Non sto qui ad elencare i benefici che io personalmente e le persone che conosco hanno trovato nell'assunzione di mega dosi di vit C e di altre vitamine (sintetiche anche quelle...), perchè l'elenco sarebbe lunghissimo, ma vorrei chiedervi da quali fonti avete tratto la conclusione che tali tipologie di vitamine possono causare gravi danni se assunte in dosi esagerate (15 grammi o più al giorno, secondo voi, è una dose esagerata?).

Solo a titolo informativo, è provato scientificamente che l'organismo umano e quello dei primati superiori (scimpanzè e gorilla) NON sono in grado di sintetizzare la vit C , mentre TUTTI gli altri organismi animali e vegetali sono in grado di farlo a seconda delle loro specifiche necessità (quantità pari a 10 - 15 grammi al giorno di vit C, sono sintetizzati dal fegato delle capre, in funzione del livello di stress a cui sono sottoposte, tutti i semi di tutte le piante NON contengono vit C, ma appena iniziano a germogliare, iniziano a produrre elevate quantità di vit C, necessaria ai processi vitali di crescita della pianta).

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Caro lettore,

Ringraziamo per la vostra osservazione. Conosciamo il lavoro di Pauling, morto peraltro di cancro, sebbene alla veneranda età di 95 anni. Con questo non vogliamo dire nulla contro i suoi lavori, che riteniamo molto interessanti. Come si sta delineando dal contenuto di questo corso di alimentazione, una malattia può certamente dipendere anche da qualcosa che mangiamo, così come la guarigione... Normalmente intervengono cause molto pù profonde sia a livello psichico che spirituale. Di solito ciò che avviene al livello fisico rappresenta la compensazione di un qualcosa non risolto a livello psichico, a sua volta compensazione di un'opportunità non ancora risolta a livello spirituale. In questo caso Pauling ci consente piuttosto di puntualizzare un altro interessante concetto: l'uomo è l'unico mammifero che non riesce normalmente a vivere un'età pari a otto volte la propria "età della crescita". Vogliamo dire che l'uomo dovrebbe vivere normalmente 128 anni circa (8x18)! Quindi c'è qualcosa che ancora non funziona nella nostra vita e forse non abbiamo ancora appreso a vivere secondo natura... così come evidentemente le forti dosi di vitamina C, non costituiscono la "soluzione delle soluzioni"!

Quanto alla vitamina C, noi pensiamo che sia una sostanza fantastica, tanto che vi dedicheremo un'intera puntata. Ci riferiamo però a quella naturale, non a quella sintetica, anche se in mancanza di quella naturale, piuttosto che niente va bene anche la seconda (vedremo poi in che termini). Quanto alla definizione della dose non ha senso definire delle quantità ottimali, perchè queste sono assolutamente soggettive. Oltre che dal momento, dalla frequenza di assunzione, dal sesso, dall'età, della razza, dal peso e da molte altre variabili, dipende soprattutto dalla composizione del corpo e dal nostro personale sistema metabolico. Ancora più complessa è la questione riguardante la sintetica. La regola generale è che il nostro corpo tende a riconoscere come estranea ogni sostanza che non è naturale e quindi cercherà di eliminarla. E' pur vero che esistono dei meccanismi in parte dovuti anche al caso, (in questa sede non è il caso di dilungarsi oltre su questioni chimiche che riguardano il numero degli elettroni e delle frequenze elettromagnetiche) per cui la vitamina potrebbe anche essere metabolizzata in una certa percentuale come se fosse riconosciuta comunque come naturale dal nostro corpo. Potremmo anche dire in modo approssimativo, che la vitamina sintetica potrebbe essere per metà utilizzata e per l'altra metà eliminata. Si capirà come sia impossible a questo punto definire una dose ottimale, quando si parli di vitamina C sintetica. E la metà non sintetizzata potrebbe forse essere in qualche misura tossica. Ci sembra di ricordare che in uno studio si osservava alte dosi di vitamina C non assimilata nelle urine di persone che assumono elevati quantitativi di vitamina C sintetica.

Come sempre l'importante è conoscere se stessi: un sintomo di troppa assunzione potrebbe essere quello della diarrea.
L'affermazione da noi pubblicata è del Dr. Hoisel, un medico che conosciamo bene, espressa sulla base esperenziale di un alto numero di casi trattati nella sua clinica. L'attività di cura del Dr. Hoisel si basa soprattutto sull'azione di depurazione e disintossicazione del nostro organismo ad opera dei quattro sistemi deputati (sistema epatobiliare, urinario, respiratorio e della pelle). E' ovvio che in caso di malattie che interessano soprattutto questi organi, vedi per esempio il caso dell’insufficienza renale, l'uso esagerato di vitamina C sintetica, può causare gravi problemi. VISTO CHE UN' IMPORTANTE SISTEMA DI DEPURAZIONE E' GIA' INTASATO, NON CONVIENE INGERIRE ALTE QUANTITA' DI VITAMINA SINTETICA, DESTINATA AD ESSERE DIRETTAMENTE IN GRAN PARTE ELIMINATA E QUINDI CAUSA DI ULTERIORE SOVRACCARICO!

Anche la vistamina C naturale, viene comunque eliminata dal nosro corpo, per la quantità eccedente le necessità del momento. Conviene infatti assumerla in piccole dosi, molte volte al giorno per potere renderne disponibile una maggiore quantità ed assicurarci così i suoi preziosi effetti!

Allo stesso modo, Simoncini, con forte dosi di bicarbonato di sodio giunge a risultati stupefacenti, ma non per tutte le patologie. Sarebbe quindi utile approfondire la questione di assunzione di Vit.C in funzione dei suoi effetti in stati patologici in acidosi oppure alcalinosi.


 

10.15 Cibi per disintossicare il fegato.

Studi attuali si psiconeuroimmunologia dimostrano il solido legame tra l'interazione mente/corpo e l'attività del sistema immunitario. Davanti ad uno stress cronico, il corpo produce svariate sostanze neurochimiche: i neurormoni naturali come il cortisone, l'adrenalina e la noroadrenalina, prodotti dalle ghiandole surrenali (altri studi hanno dimostrato come le ghiandole surrenali siano influenzate a loro volta dalla ghiandola pineale e come questa sia equilibrata da un certo tipo di attività spirituale).
Quando questi neurormoni naturali sono presenti in eccesso nel circolo sanguigno, possono provocare un intenso effetto di immunossppressione. Riducono gravemente la moltiplicazione dei linfociti e l'attività delle cellule killer o NK, diminuendo drasticamente la produzione di citochine, come l'interferone e le interleuchine. Interferiscono nel rapporto tra le cellule CD4/CD8, attraverso l'aumento delle cellule CD8, immunossoppressive.

La paura, la rabbia, la disperazione, la frustrazione, la delusione, la depressione, la malinconia,
l'uso di droghe e farmaci psicostimolanti aumentano la produzione dei neurormoni, conosciuti come ormoni dellì'ira o dello stress, inibendo l'attività dei leucociti ed indebolendo la risposta immunitaria, oltre a ridurre la produzione della serotonina, l'ormone antistress.

L'allegria, il buon umore, la speranza, la fiducia, la calma, l'armonia, la pace e l'amore, oltre ad una alimentazione salutare ed adeguata, ricca di elementi essenziali e funzionali, il riposo e gli esercizi fisici appropriati, gli stimolanti bagni di sole, possono aumentare notevolmente la serotonina, l'ormone antidepressivo prodotto nell'ipotalamo dall'ipofisi, nel sistema nervoso centrale.

Un'autentica attitudine positiva, ferma, sicura, equilibrata, fiduciosa e determinata, aumenta la produzione di endorfine, che oltre a portare sollievo negli sgradevoli dolori fisici,  producono una forte sensazione di benessere, aumentando la produzione e la potenza delle  cellule bianche del sangue, moltiplicando l'efficienza dell'attività dei linfociti, stimolando di molto le difese organiche, fondamentali per l'equlibrio della gestione di virus, batteri e della gestione delle cellule cancerogene.

Non è nostra intenzione descrivere gli effetti degli ormoni xenostrogeni usati in agricoltura/allevamenti  oppure nelle produzioni industriali e tantomeno dei cibi raffinati e dei cibi industriali in genere sul nostro organismo  ( un libro che illustra molto bene questi effetti sarebbe
" Save-your-life diet " di David Reuben, votato come uno dei migliori 100 libri al mondo in molti cataloghi internazionali, ma  sembra non reperibile in italia...) in quanto intendiamo parlare esclusivamente di quei cibi che madre natura ci ha dato per far fronte in modo adeguato a qualsiasi attacco il nostro organismo dovesse subire dall'esterno!
Quantomeno questi cibi ci danno il tempo di resistere finchè non ci rendiamo conto, che gli unici attacchi di cui dobbiamo occuparci sono quelli dall'interno di noi stessi!

La nostra salute dipende da tre importanti fattori: l'eredità o condizionamento genetico, che è una predisposizione, non una determinazione (siamo liberi di tagliare i cordoni ombelicali che ci legano al nostro "passato" quando vogliamo!); la qualità delle nostre abitudini di vita, soprattutto le abitudini alimentari, e dalla nostra capacità di eliminazione delle tossine attraverso l'apparato digerente, urinario, respiratorio e attraverso la pelle. Questi sono infatti i 4 sistemi di disintossicazione del corpo, che madre natura ci ha fornito.

Inizieremo pertanto ad occuparci ora del sistema di disontissicazione attravero il nostro apparato digerente.
L'apparato digerente effettua l'importantissima funzione di "umanizzazione" di tutti gli alimenti ingeriti attraverso il processo della digestione. I diversi organi che svolgono questa funzione compongono l'Apparato Digerente. Tale sistema non è soltanto il responsabile dall'assimilazione dei nutrienti necessari al funzionamento organico, ma è anche il principale meccanismo di eliminazione e detossinazione dell'organismo.

Le cellule, le unità di base del corpo umano, formano i tessuti degli organi, che a loro volta formano gli apparati o i sistemi. L'adeguato e salutare funzionamento di ciascun organo che compone ogni sistema dipende in modo incondizionato dalla correta funzione dell'organo o degli organi precedenti.
Il tubo digerente umano possiede dagli 8 agli 11 metri di lunghezza, inizia nella bocca e finisce nell'ano. La sua finalità di base è ottenere i necessari nutrienti dalla dieta alimentare per fare funzionare in modo adeguato l'organismo, in special modo il Sistema Immunitario.
Disturbi e squilibri nel processo della digestione possono compromettere tutto l'organismo. Una digestione corretta ed adeguata è requisito imprescindibile per una buona salute. Il cattivo assorbimento dei nutrienti da parte dell'Apparato Digerente può portare a dei pericolosi deficit nutrizionali che possono contribuire allo sviluppo di diversi tipi di malattie ed anche ad una precaria attuazione del Sistema Immunitario.

APPARATO DIGERENTE
Per comprendere bene il processo e la funzione disintossicante (specie in ordine alla prossima puntata dove descriveremo alcuni tipi di digiuno e  i loro stupefacenti effetti) è necessario un breve riepologo e descrizione  degli organi interessati:

TUBO DIGESTIVO
1. BOCCA - Denti, lingua.
2. FARINGE
3. ESOFAGO
4. STOMACO - Cardias, fondo, corpo ed antro.
5. INTESTINO TENUE - Duodeno, digiuno, ileo.
6. INTESTINO CRASSO - Cieco, colon, retto.
7. ANO

GHIANDOLE ANNESSE
I. GHIANDOLE SALIVARI
2. PANCREAS
3. FEGATO
4. VESCICA BILIARE

BOCCA
L'adeguata masticazione dà inizio e agevola il processo della digestione. Le ghiandole salivari, che sono le prime ghiandole annesse, producono da uno a un litro e mezzo di saliva al giorno. La funzione di base della secrezione salivare è quella di iniziare la digestione, umidificando la massa alimentare.
DENTI
Sono trentadue unità nell'individuo adulto. La loro principale funzione è dividere o sfibrare, triturare e schiacciare i componenti del bolo alimentare. I denti sono stati creati per durare tutta la vita. Sono stati trovati dei teschi di persone che hanno raggiunto un'età molto avanzata e questi presentavano l'arcata dentaria integra. Le popolazioni indigene non presentano la carie.
STOMACO
Nello stomaco gli alimenti possono rimanere fino a tre ore sotto l'azione dei succhi gastrici.
L'iperacidità dello stomaco è dovuta soprattutto alla comparsa dell'acido ossalico, che si produce principalmente a partire dalla miscela dei carboldrati (amido o dolci) con tutti i tipi di frutta acida.
Nello stomaco, la massa alimentare è liquefatta e, in questa condizione, è trasportata all'intestino tenue.
INTESTINO TENUE
Questo importante pezzo del tubo digerente può raggiungere fino a 6 metri di lunghezza. La maggior parte dell'assorbimento dei nutrienti ingeriti attraverso l'alimentazione avviene nell'intestino tenue.

INTESTINO CRASSO
Con un metro e mezzo di lunghezza, tale parte del tubo digerente ha il compito principale di assorbire l'acqua e i prodotti finali della digestione. Serve inoltre per immagazzinare i detriti risultanti del processo digestivo che devono essere correttamente eliminati ( se non vengono eliminati tornano in circolo nel sangue provocando non pochi problemi...).
Il progetto strutturale dell'intestino crasso si basa nel tipo di materia prima che dovrebbe essere processata in esso. Cambiamenti nella qualità di questa materia, per esempio la raffinazione degli alimenti, possono alterare in forma significativa l'adeguato funzionamento di quest'organo e possono causare diverse malattie localizzate, oltre a contribuire alla generazione di alcune malattie sistemiche. La partecipazione delle fibre solubili ed insolubili (che si assumono con gli alimenti integrali) gioca un ruolo di fondamentale importanza nella formazione appropriata delle feci. La mancanza di queste fibre nella dieta tipica del mondo industrializzato occidentale genera un movimento intestinale lento o pigro, causando un'eliminazione non adeguata e favorendo, di conseguenza, la sgradevole costipazione intestinale o stitichezza che provoca, a sua volta, un accumulo di tossine nocive al corpo. La dieta raffinata cambia la flora batterica intestinale, che puo iniziare un attacco agli àcidi biliari, trasformandoli molte volte in sostanze­ cancerogene.

Ricerca di Burkitt dal 1972:

africani

vivendo in Inghilterra con dieta raffinata

transito intestinale di 48 ore con 173 grammi di feci

vivendo in grandi città africane con dieta mista 45 ore con 165 grammi di feci
vivendo in area rurale con dieta integrale 33 ore con 275 grammi di feci

inglesi

dieta completamente raffinata transito intestinale di 76 ore con 110 grammi di feci
dieta mista 41 ore con 175 grammi di feci
   

GHIANDOLE ANNESSE
PANCREAS
Questa ghiandola produce da uno e mezzo a due litri di succo pancreatico, secrezione alcalina composta di acqua, bicarbonato, cloniri, sodio, potassio, magnesio, fosfati ed enzimi. Gli enzimi pancreatici digestivi agiscono nell'intestino tenue per digerire le proteine, carboidrati e grassi. Se la produzione di questi enzimi è in deficit, la digestione avviene in modo incompiuto, restringendo l'assorbimento dei nutrienti. Tali enzimi promuovono la normale fermentazione, evitando la nociva putrefazione intestinale, che non è altro che la decomposizione delle proteine sotto l'azione dei batteri, generando a sua volta residui acidi tossici.
FEGATO
Nella Mesopotamia Classica, il fegato era considerato la sorgente della vita. Nella mitologia dell'antica Grecia, Prometeo è stato incatenato ad una roccia e condannato da Zeus ad avere il fegato mangiato tutti i giorni da un'aquila. In virtù della capacità di rigenerazione di tale organo, il castigo si è trasformato in un eterno martirio. Nella lingua inglese esiste l'espressione lily-livered che può essere tradotta come "fegato impallidito", il cui significato è codardia.
Struttura molto complessa e sorprendente, il fegato è la ghiandola più grande del nostro corpo. Passa dal fegato circa un litro e mezzo di sangue al minuto. Il fegato è una centrale responsabile di molte funzioni vitali dell'organismo umano.
Questa possente e versatile struttura organica è intimamente connessa a molti processi essenziali del corpo. Il fegato effettua più di 500 processi chimici di grande complessità, essendo responsabile di circa i 20% di tutta l'attività metabolica umana, con una notevole attuazione nella digestione e nella detossinazione organica. E' il fegato a trasformare l'alimento in energia ( ricordiamolo quando vedremo i processi relativi alla pratica del digiuno!) .
Il fegato è uno degli organi più importanti di tutto il sistema di difesa umano. Protegge contro le agressioni esterne o interne, intercetta, neutralizza ed elimina dal corpo umano le sostanze chimiche e velenose che inquinano l'aria, l'acqua e gli alimenti e la chimica di sintesi introdotta nell'organismo attraverso gli additivi alimentari, i pesticidi ed inoltre dall'abuso di medicinali che, in eccesso, possono portare ad un esaurimento della funzionalità del sistema epatobiliare, danneggiando la performance di quest'organo depuratore.
Il fegato ha una diretta influenza sul Sistema Immunitario. Da esso dipende la qualità del sangue per nutrire e rafforzare il corpo. Quando il fegato si ammala, tutte le cellule del sangue possono essere compromesse.
La baseessenziale per raggiungere l'equilibrio dell'organismo è l'adeguato funzionamento del sistema epatobiliare. La salute e la vitalità del fegato sono la salute e la vitalità dell'individuo. Secondo la terapeutica o clinica naturale è di fondamentale importanza il funzionamento corretto e sano del fegato e della vescica biliare. Possiamo sopravvivere senza la cistifellea, o ancora senza lo stomaco, ma il danneggiamento dellafunzione epatica porta a delle conseguenze molto gravi 
Il fegato è anche la principale vittima del rovinoso stile di vita dell'uomo contemporaneo. Il non adeguato funzionamento del fegato è in rapporto con quasi tutte le malattie. Curare in modo adeguato il fegato è la migliore strada per una buona salute.
VESCICA BILIARE
Questo piccolo organo, situato immediatamente sotto il fegato, ha come principali funzioni immagazzinare e concentrare la bile prodotta dalle cellule del fegato e inoltre regolare il suo flusso verso l'intestino. La vescica biliare può concentrare da cinque a dieci volte la bile prodotta dal fegato.
Lo squilibrio dell'organismo popolarmente conosciuto come "cistifellea pigra" è in verità la colediscinesia, o discinesia biliare, disfunzione organica molto frequente in quasi tutte le malattie dell'uomo occidentale civilizzato. Tale disturbo funzionale può essere presente molto prima che si percepiscano delle alterazioni patologiche organiche o delle irregolarità nelle prove del sangue che riguardono la funzionalità epatica. La diagnosi di questa disfunzione dell'organismo non viene dai test di laboratorio ma dall'esame clinico. Questa si effettua attraverso l'identificazione dei diversi segnali e sintomi, in base unicamente alla storia clinica personale e familiare.

La sintomatologia della colediscinesia o"vescica pigra" è molto diversificata:
  - Cefalee o mal di testa frequenti, principalmente emicranie, soprattutto sotto forma di mal di testa seguito di nausee, a volte vomito, fotofobia, fonofobia e scotomi. Alcune volte la lamentela può essere soltanto legata al peso, alla pressione o a delle fitte alla testa.
 - Dispepsia o cattiva digestione, principalmente legata a degli alimenti grassi - soprattutto fritti -, sensazione di pienezza gastrica anche dopo l'ingestione di poco cibo.
- Nausea, voglia di vomitare e a volte, vomito, con o senza mal di testa.
- Gusto amaro o sensazione di cattivo gusto nella bocca, principalmente al risveglio o dopo avere
mangiato o bevuto qualcosa.
- Alitosi o alito cattivo, principalmente a digiuno o quando si va oltre l'ora di mangiare (un  rimedio efficace contro l'odore di cipolla e l'odore di aglio, che abbiamo già visto essere molto utile per rafforzare il sistema immunitario e che vedremo essere molto utile per abbassare la pressione arteriosa, sono i chiodi di garofano ( basta tenerne uno in bocca o berne un infuso).
- Bocca asciutta  o voglia di bere acqua, principalmente alla sera o al risveglio.
Possono presentarsi delle afte nella mucosa della bocca.
- Inappetenza o perdita di appetito, all'inizio soltanto al risveglio, presentando di seguito stadi più avanzati di squilibrio organico lungo la giornata.
- Flatulenza, alcune volte seguita da distensione addominale (a parte i cibi che formano gas, tipo le verdure cotte o le minestre/zuppe di legumi e verdure in genere consumate dopo 24 ore dalla cottura).
- Sonnolenza durante il giorno, soprattutto dopo il pranzo (questo è spesso l'ultimo sintomo a sparire dopo un trattamento curativo naturale e solo dopo il secondo mese di trattamento).
- Insonnia durante la notte, sia come difficoltà ad addormentarsi,         sia        come    difficoltà a riaddormentarsi dopo essersi svegliati.
- Stanchezza, prostrazione, fatica o mancanza di volontà durante la giornata o dopo dei piccoli sforzi.
- Sensazione di stanchezza al risveglio in mattinata, con l'impressione di sentirsi più stanco che prima di andare a dormire.
- Irritabilità, impazienza, tensione nervosa o umore cattivo, soprattutto al risveglio (sintomi descritti come "carattere bilioso"            dagli occidentali; secondo la medicina cinese il fegato è considerato la sede dell'ira).

 - Stitichezza o secchezza intestinale, che si può alternare con degli episodi di diarrea (la bile possiede un'azione            lassativa, favorendo l'ammorbidimento della massa fecale. Praticamente è l'olio lubrificante dell'intestino).
La presenza di una patina spessa sulla lingua è relazionata alla lentezza del movimento intestinale.
- Acidità, pirosi o bruciore di stomaco, a volte seguita di mal di stomaco. Una delle molte funzioni della bile è di tenere sotto controllo l'eccesso di formazione di acidi nella digestione, essa neutralizza di fatto l'acidità degli alimenti.
- Il colorito della pelle giallastra e macchie scure sul viso e/o nel dorso delle mani.

Questi sono i più evidenti sintomi di colediscinesia o discinesia biliare.

Dolore all'altezza del fegato e della cistifellea e fitte sotto la scapola destra possono essere sintomi di colecistite o litiasi biliare.

Tra le principali cause della colediscinesia citiamo:

La predisposizione ereditata, dovuta a degli sbagli commessi dagli antenati, molte volte da più di una generazione, in alcuni casi da ambedue i lati della struttura familiare. Le nocive abitudini di vita, soprattutto le abitudini alimentari che sovraccaricano il sistema epatobiliare, disturbando il suo equilibrio funzionale. Tra queste, ci sono:

- L'eccesso di grassi di origine animale o vegetale nella dieta alimentare, soprattutto i grassi saturi, siano essi di origine animale o sottoposti al caldo, fritti, soffritti, arrosti, stufati o cotti.
- Tutti i diversi tipi di alcaloidi, come la caffeina (caffè e bibite tipo cola), teina (te), teobromina (cioccolata), guaranatina (guarana), tomaina (carne), nicotina (tabacco), cocaina (coca), eroina (papavero) ecc.
- La pericolosa chimica di sintesi molto consumata attraverso gli alimenti, i medicinali, i dolcificanti, i pesticidi ecc. Il grande numero di additivi chimici ampiamente utilizzati ai giorni nostri, per conservare o, in modo speciale, per truccare gli alimenti industrializzati, come scatolame, imbottigliati, confezionati ecc., e nella crescente varietà di condimenti industrializzati come la passata di pomodoro, il ketchup, la senape, la maionese ecc. L'inutile diversità di prodotti farmaceutici, la maggior parte delle volte assunti senza la dovuta prescrizione medica. La diffusa ingestione dei differenti tipi di dolcificanti artificiali, aggiunti principalmente nella grande quantità di prodotti "diet". L'uso irresponsabile delle molte forme di tossine presenti nell'agricoltura.
- L'alcol sotto qualsiasi modalità di bevanda alcolica e in alcune situazioni speciali, come nelle epatiti o nella cirrosi epatica, anche sotto forma di medicinali ( per eliminare l'alcol il corpo utilizza degli enzimi altrimenti usati per eliminare l'acido urico in eccesso, quindi è meglio non caricare il corpo di questi ulteriori pesi...).
- I carboidrati raffinati (cereali e zucchero) e tutta la loro grande varietà di derivati.
Gli eccessi alimentari, anche se in una dieta sana e il costante stress emozionale possono anche creare un sovraccarico nel funzionamento del Sistema Epatobiliare.

Molte possono essere le conseguenze della discinesia biliare cronica: la colecistite acuta o cronica; la cronica formazione della litiasi biliare; la reversibile steatosi epatica, o infiltrazione grassa del fegato; l'irreversibile cirrosi epatica e le epatiti acute o croniche, con pesanti e pericolose conseguenze. Partecipa attivamente nell'obesità o nei quadri di dimagrimento e nelle diverse malattie cardiovascolari, nelle varici, flebiti ed emorroidi.

Una dieta ricca di fibre solubili stimola la produzione biliare dal fegato (sostanze coleretiche), aumentando il flusso della bile verso la vescica biliare, e da questa alla luce dell'intestino (sostanze colagoghe), azione chiamata colecinetica. Le vitamine C e E, come anche i minerali zinco e selenio proteggono contro i danni alle cellule epatiche. Promuovono anche la salute del sistema epatobiliare migliorando la sua capacità funzionale.

La frutta come il melone, la papaya, la mela, l'uva, l'ananas, l'acqua di cocco verde, l'avocado (in piccole quantità), le prugne, la fragola, il fico, la pesca e le more stimolano la funzione adeguata del sistema epatobiliare.
L'anguria con il suo licopene nella parte rossa ed il potassio nella parte bianca della buccia (con la diuresi si ha perdita di potassio che viene così reintegrata dall'ssunzione di anguria), oltre ai meloni può essere molto utile per le problematiche di digestione: attenzione però che trattasi di frutti monofagici, cioè di frutti da consumare assolutamente da soli senza mescolarli ad altri cibi (con buona pace dell'abitudine di consumare prosciutto e melone assieme...!). Nel caso si consumi l'anguria assieme ai suoi semini vengono comunque leniti i problemi dovuti al mescolamento dei cibi e i conseguenti problemi a livello di digestione. Attenzione però in caso di diarrea non ingerire i semi: meglio setacciarli! Invece è bene assumerli in caso di stitichezza.
Un'altra nota a proposito di anguria: quando abbiamo parlato delle centrifughe abbiamo raccomandato di usare solo centrifughe e non il frullatore. Invece l'anguria costituisce un'eccezione e quindi il frullato di anguria va bene, perchè il frullatore distrugge la vitamina C, ma l'anguria  contiene pochissima vitamina C (viene assunta soprattutto per la sua funzione diuretica).

Verdure come le carote, la cipolla, l'aglio, la zucca, il pomodoro, la barbabietola, la melanzana, il carciofo e ortaggi come il prezzemolo, il crescione, il sedano, l'indivia, il tarassaco, la cicoria, la rucola sono anche molto utili nelle diverse affezioni di questo sistema.

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici:
Piante medicinali come la celidonia (Chelidonium majus L),
l'agrimonia (Agrimoia Eupatorum ),
l'edera rampicante (Hedera helix),
il crespino (Berberis vulgaris),
l'aloe,
il cardo benedetto (Cnicus benedictus),
la robbia (Rubia tinctorum),
il dente di leone o tarassaco comune (Taraxacum officinale),
il radicchio e la cicoria, la fragola ed il carciofo,  ...

e se vi capita di fare un giro in sudamerica (ricordiamo i famosi medicinali naturali utilizzati dagli indigeni delle forestra amazzonica):

la "espinheira santa" (maytenus ilicifolia),
la "calumbà",
la "carqueja" (il cardo mariano sudamericano, baccharis triptera), 
la "capeba" (piper umbelata),
la "alumà", la "boldo indígena" o "boldo-do-chile"
possiedono un effetto colagogo (= che facilita la produzione e l'espulsione di bile), stimolano la contrazione della vescica biliare e la liberazione della bile immagazzinata.
La silimarina e il carciofo stimolano la sintesi della proteina epatica, aumentando così la produzione di nuove cellule epatiche. Tali piante promuovono non soltanto la normalizzazione della funzionalità, ma soprattutto il recupero dell'organo danneggiato.
Il consumo regolare dello yogurt naturale magro è importante nei disturbi dell'apparato digerente grazie al suo potere di ripristinare la flora batterica intestinale, impedendo la putrefazione intestinale e la conseguente produzione di tossine che avvelenano il sangue. Lo yogurt e la papaya ( masticare 15 semi, anche 1 alla volta, serve per aiutare a  metabolizzare le proteine animali) o pesca sono gli alimenti più importanti per le affezioni dello stomaco.


 

10.16 Disintossicarsi con il digiuno, questo sconosciuto...

Dopo un breve periodo di deserto affrontiamo una materia un po’ ostica per i tempi d’oggi, ma visto che la settimana santa è alle porte, potrebbe verificarsi una situazione ideale per favorirne una prima sperimentazione.
Antichissima pratica igienica e rito di umiltà, purificazione e preghiera da sempre adottato da tutte le religioni, il digiuno torna prepotentemente a incuriosire. Se ne parla di nuovo, ma con cautela, e con un certo timore. Sembra folle infatti, addirittura provocatorio, opporre la cultura dell'astinenza a quella del benessere, dell'abbondanza, dell'ingordigia. Altrettanto può sembrare provocatorio che in un corso di alimentazione, si parli di digiuno. In realtà con il digiuno possiamo rivalutare e dare la giusta importanza all'alimentazione nell'economia della nostra salute: una buona alimentazione unitamente ad un determinato stile di vita possono rinforzare la nostra salute e la nostra forza vitale, anche se non ne costituiscono la principale fonte e fondamento.
Dunque l’alimentazione ha un ruolo marginale  rispetto ad altre tematiche che incidono nella nostra vita in modo  molto più pregnante, quantunque le nostre scelte sul come e cosa consumare incidono fortemente sulla natura e nell’ambiente in cui siamo immersi… con conseguenze anche per coloro, che vivono vicini a noi.
Dobbiamo sempre tenere in considerazione infatti che le malattie sono conseguenza del modo con cui affrontiamo gli eventi della vita, più che del modo in cui ci alimentiamo. Eppure mai come nel tema che svilupperemo in questa puntata ci rendiamo conto di come l’alimentazione sia legata alla nostra sfera psichica e spirituale in modo così concreto e sperimentabile da tutti coloro che lo vogliano. Curiosamente è proprio in una situazione di assenza di cibo, che possiamo vivere e percepire con tutti i nostri sensi quanto la  nostra energia vitale sia potente  all’aldilà del nutrimento fisico, perché il digiuno libera dalla falsa limitatezza e ci apre la via alla vera padronanza di sé. Questo è la ragione principale per cui in questi tempi di consumismo e voracità a tutti i livelli, si è sempre cercato di tenere nascosto ai più la grande potenza del digiuno: la padronanza di sé rende impossibile il controllo su di noi da parte di terzi. Quel controllo del “grande fratello”, promosso dall’esterno con mezzi sempre più sofisticati ed acuti,  in tutti gli ambiti del nostro vivere civile trova un muro formidabile in coloro che praticano il digiuno, liberi dall’ebetismo dell’appagamento tipico dei polli in batteria, che costituiscono un simbolo formidabile del sistema alimentare odierno (e noi siamo ciò che mangiamo!).
Oggi in ambito occidentale la pratica ecclesiale del digiuno è di fatto scomparsa, eppure si tratta di un’esperienza meravigliosa (non ci riferiamo solo a quella fase nota come “euforia da digiuno”!), ed è un vero peccato che una simile esperienza sia una grazia che pochi richiedano. Il digiuno precede e prepara le grandi imprese dell’uomo: una grande battaglia, una grande invenzione o una grande opera d’arte, un grande capolavoro nei vari campi dello scibile ed dell’attività umana. Ancora per superare un momento specifico della vita, per guarire da una malattia importante, per raggiungere una riconciliazione necessaria o una liberazione agognata. Una grande intuizione o una sorprendente rivelazione sono spesso all’apice di un momento di digiuno, così come certe visioni o certi sogni, che accadono durante un sonno ristoratore conseguente un digiuno. Sono delle illuminazioni che si verificano secondo la predisposizione inconscia: chi è religioso ha un'ipersensibilità mistica, chi concentra tutto il suo interesse sul lavoro ha intuizioni geniali che non aveva mai avuto, chi è più introspettivo capisce quali sono i suoi problemi e le sue debolezze. In realtà col digiuno si acquisisce una lucidità mentale eccezionale, soprattutto olfattiva, ma anche gustativa, tattile, uditiva, visiva. Infatti, mescolando gli ef­fetti fisici a quelli psichici che comunque sono inscindibili, chi digiuna ha la sensazione di vedere oltre le cose.
Insomma il digiuno segna i momenti topici delle più grandi personalità della storia umana.

Non a caso Gesù prepara la sua vita entrata nella vista pubblica con un digiuno di quaranta giorni.
A proposito dei quaranta giorni sembra proprio questo il limite oltre il quale si manifesta la vera fame, quella fame che se non soddisfatta, causa problemi irreversibili ai nostri organi vitali. Non prendiamo questo termine alla lettera, perché questo varia anche in modo notevole a seconda del tipo di fisico e della situazione in cui uno si trova a vivere il digiuno, oltre che dal tipo e dalle modalità di digiuno. Il termine di quaranta giorni si riferisce ad una persona sana ed in forma, di normale corporatura.
Pertanto per i digiuni di più giorni è sempre necessario essere seguiti da un medico, in modo da sapere riconoscere con precisione l’inizio del momento in cui occorre riprendere ad alimentarsi e le relative modalità della ripresa.
Significativo anche che proprio questo topico momento sia stato quello scelto dal diavolo per proporre a Gesù la tentazione di trasformare le pietre in pane, ma di questo significato del digiuno sarà necessario parlarne più diffusamente durante le prossime due puntate, sempre dedicate al digiuno.
Il digiuno insomma è una rivoluzione del corpo e dello spirito. È un modo inedito di affrontare e vivere la vita. È’ fonte di felicità, benessere, serenità interiore. Garantisce lucidità mentale, agilità intellettiva, prontezza di riflessi. Recupera gli istinti vitali ed emozionali e la piena funzionalità dei cinque sensi più uno: l'intuito. Induce all'ottimismo, al rapporto profondo con se stessi, all'introspezione e alla riflessione. Innesca un processo di ringiovanimento che prepara la longevità e che ha effetti visibili: pelle liscia e luminosa, occhio vispo, corpo asciutto e scattante. Soprattutto è la più antica, la più semplice e la più efficace «autoterapia» per la prevenzione e la cura di tutte, o quasi, le malattie che ci minacciano.  
I vantaggi non riguardano solo la salute fisica e la perdita di peso: «Con il digiuno si diventa più belli», afferma Giuseppe Cocca, medico naturista. «La pelle si idrata, le rughe si appiattiscono, gli occhi sono più luminosi e ci si sente pieni di energia. Dopo un digiuno cambia la vita. L'importante è tenere duro i primi tre giorni, sopportare il senso di debolezza, le crisi di espulsione, e la fame, naturalmente. Ma il terzo giorno la fame passa completamente e ci si sente pervasi da un eccezionale benessere fisico e psichico».
Il benessere psichico deriva, secondo la teoria digiunista, dal fatto che il sangue, che di solito arriva al cervello carico di tossine, durante il digiuno è completamente disintossicato.
Il digiuno fortifica il carattere e rende chi lo pratica soggetto e non oggetto. Nemico numero uno della medicina naturale è infatti l'atteggiamento passivo indotto del malato che si affida completamente alla cura del medico e del farmacista senza mai agire in prima persona per la sua salute. «Dire di no ai cibi che ci fanno male è il primo passo verso l'indipendenza», dice Alessandro Formenti, medico naturista. «Siamo superalimentati e intossicati, incapaci di riconoscere i nostri istinti. Il nostro comportamento alimentare è quasi completamente avulso da quelle che sono le nostre esigenze fisiologiche. Non sappiamo più scegliere, né decidere cosa è meglio per noi». E non solo nell'alimentazione. Il condizionamento del cibo, quasi sempre divorato per abitudine, per golosità o per dovere, ci porta all'alienazione da un lato e all'attivismo sfrenato e ansioso (causa dello stress) dall'altro: «Con il digiuno è come se ci liberassimo da una tossicodipendenza», dice Giuseppe Cocca. «Quando ci si rende conto che si può rinunciare al cibo-droga e alle bevande imposte (alcol, caffè) ci si sente dei leoni e si incomincia a pensare a se stessi».

È il digiuno una disciplina che, secondo estimatori ed esperti, fa miracoli ed è proprio nel campo della malattia, che inizieremo a parlare degli effetti fisiologici del digluno. Con questo si guarisce o si fronteggiano meglio molte malattie, in quanto si  mette in atto  quella che gli antichi chiamavano “vix medicatrix naturae”, la forza medicatrice della natura ovvero il cosiddetto “nostro medico interno”(l' "intelligenza somatica"), della  cui esistenza pochi sono consapevoli e ancor meno sono quelli che conoscono come e quando utilizzarlo, se non addirittura non pongano in essere metodi di cura che ne rendano impossibile la sua azione benefica… A prescindere dai problemi di sovrappeso, il digiuno giova al mantenimento della salute a qualsiasi età, in modo particolare in età avanzata, quando i processi fisologici  dell’organismo rallentano e le scorie tossiche dell’alimentazione restano più a lungo nel sangue. Il digiuno è un fattore di longevità e riongiovanimento, poiché favorisce l’aumento nel sangue dell’ormone della crescita. I candidati all’arteriosclerosi ne traggono molto vantaggi, così come con la depurazione del sangue migiorano le mattie della circolazione e quelle cardiache. Il digiuno opera benifici anche nella malattie dell’apparato digerente , nell’ulcera duodenale, nelle affezioni del fegato, dei reni, del pancreas.
Migliorano anche l’artrosi, le artriti, i reumatismi, le paradentosi, la nevrastenia, la schizofrenia,  l’epilessia, la depressione, la paralisi, la sordità, la vista e altre ancora. Abbiamo testimonianza di cisti al seno completamente riassorbite in 5 giorni di digiuno, appendiciti infiammate guarite in 7 giorni di digiuno,  polipi completamente spariti con 19 giorni di digiuno e diverse malattie, contro le quali la scienza medica non aveva potuto fare nulla.

 

Consideriamo dapprima l'azione del digiuno in caso di malattia acuta.

In questo frangente il digiuno, piuttosto che intensificare i processi di eliminazione, già intensi di per sé, li regolarizza in modo che non siano troppo violenti o dolorosi e, quindi, difficilmente sopportabili. Il digiuno fa sì che la febbre non raggiunga punte molto alte, che i dolori si attenuino e a volte scompaiano,  in modo simile agisce sugli altri sintomi.
La spiegazione di questi fenomeni risiede probabilmente nel fatto che, durante il completo riposo fisiologico, il corpo, non essendo impegnato in altre attività, è interamente disponibile per i suddetti processi di eliminazione. Inoltre il corpo, che non è ecciato o frenato da sostanze tossiche (veicolate dagli alimenti, da sostanze voluttuarie o da farmaci inopportuni), può modulare ogni reazione con il naturale equilibrio insito nei processi vitali.
Se si digiuna, si osserva, ad esempio, che le secrezioni bronchiali non durano a lungo e la tosse si attenua rapidamente, che la diarrea ben presto scompare, che un ascesso tende a risolversi prima e in modo meno fastidioso rispetto a quando ci si alimenta. Certo, è possibile che l'uso di alcuni farmaci induca una regressione dei sintomi ancora più rapida. Ma mentre col digiuno il sintomo viene meno, perché sono scomparse le condizioni che lo determinavano, col farmaco ad azione sintomatica esso viene semplicemente inibito. Si crede allora di essere guariti, perché non si avverte più grave malessere, ma in realtà si è costretto il corpo ad accettare un grado di tossiemia maggiore di quello che era di­sposto ad accettare quando aveva scatenato la malattia: in altre parole si è fatto un passo avanti verso i processi degenerativi.


In caso di malattia


Febbre e digiuno, è stato detto, sono strategie naturali che aiutano l'organismo a ristabilirsi. E infatti il ricorso al digiuno in caso di malattia è del tutto tradizionale. Quando si è malati, dal momento che il corpo impegna tutte le sue energie nell'opera di disintossicazione, la cosa più saggia da fare è il completo riposo fi­siologico. L'energia vitale, non dispersa, rimane così interamente a disposizione dell'intelligenza somatica che la utilizzerà per rendere intensi, regolari ed efficaci i processi depurativi (di cui i vari sintomi non sono altro che l'aspetto più vistoso). Il digiuno è parte integrante del riposo fisiologico, perché è molto grande la quantità di energia assorbita dall'attività di digestione e assimilazione degli alimenti: è stato calcolato che essa costituisce il maggior dispendio di calorie per l'uomo sedentario. Durante il digiuno il corpo risparmia le calorie indispensabili per i processi della nutrizione, stimate un quarto abbondante di quelle complessivamente fornite dai cibi. Il digiuno quindi non soltanto comporterà una maggiore disponibilità di energia per i pro­cessi di disintossicazione, ma eliminerà anche ogni fonte di intossicazione esogena (è difficile che i cibi non veicolino delle componenti tossiche) e inoltre farà sì che il tubo digerente si trasformi da apparato assimilativo a struttura adibita allo smaltimento delle scorie e depositi che, dal sangue, si riverseranno nelle sue cavità per essere poi espulsi. Questo fenomeno possiamo osservarlo direttamente nella mucosa orale, linguale in particolare: quest'ultima diventa ben presto «sporca» di una patina biancastra, mentre l'alito si fa "cattivo" a causa delle tossine eliminate. Effetti collaterali indicano che il corpo reagisce alla «cura». Sono: sudore e odore della pelle più marcati, rutti, diarrea, pruriti, infiammazione, irritazione o bruciore cutanei, sensazione di freddo. A ben intendere è lo stesso corpo ammalato che invita al riposo (suscitando stanchezza, apatia, dolori esacerbati dai movimenti) e al digiuno. Chi sta male, infatti, di solito non ha fame, spesso ha nausea e non mangerebbe se non fosse condizionato da idee e abitudini errate e sollecitato da chi pensa che così facendo lo aiuta a guarire.
Il rifiuto istintivo del cibo in caso di malattia, comune nei bambini, a volte scompare negli adulti che hanno perduto ogni capacità di «ascolto» del corpo. Come è stato spesso osservato, gli animali ammalati o feriti osservano alla lettera il completo riposo fisiologico: cercano un posto tranquillo, isolato, confortevole (tenendo conto, sembra, anche delle radiazioni e dei campi magnetici terrestri) e non c'è verso di indurli a mangiare se non aprendogli a forza la bocca.
Ma il cibo ordinario, eccezion fatta quindi per alimenti sem­plici come la frutta, ricca di vitamine e di zuccheri a rapido assorbimento (le tradizionali aranciate o limonate che si danno agli infermi), non può apportare alcun beneficio quando si sta male: da una parte impegnerà l'organismo nella digestione, distogliendo le energie da compiti che in quel frangente sono più vitali; dall'altra, proprio perché scarse sono le forze che possono essere «concesse» all'attività digestiva, essa avverrà in modo imperfetto. A volte il vomito sbarazza lo stomaco, ma se ciò non avviene, il cibo mal digerito tenderà ad andare incontro a fermentazione e putrefazione. Tutto questo comporterà ulteriore intossicazione!

Malattie croniche

In caso di malattie croniche, caratterizzate da processi eliminativi torpidi a causa della scarsa energia vitale a disposizione, il digiuno e il riposo fisiologico determinano un pronto aumento della eliminazione delle scorie (dal momento che, come già abbiamo fatto notare, aumenta l'energia vitale a disposizione dei processi disintossicanti). Ecco che l'urina diventa carica, l'alito cattivo, la lingua impaniata, il sudore sgradevole: sono tutti questi gli aspetti direttamente percepibili dell'inizio di un lavoro di «pulizia» volto a disintossicare il sangue e i tessuti.
Durante il digiuno l'intelligenza somatica è in grado di distinguere le varie componenti dell'organismo e di risparmiare le parti indispensabili alla vita a spese di quelle non necessarie o addirittura inutili o dannose.
La perdita di peso durante il digiuno è un processo guidato con precisione, e questo fatto è stato osservato anche da molti fisiologi. Riporteremo quanto è scritto nello Starling, testo classico di fisiologia su cui si sono formate generazioni di medici. Durante il digiuno, «quegli organi che sono più necessari al mantenimento della vita, il cervello, il cuore e i muscoli respiratori, subiscono una ben piccola perdita di peso. Degli altri tessuti, il grasso, che è puramente una riserva, viene usato per primo, e durante il digiuno può venir consumato il novantasette per cento del grasso totale del corpo. L'azoto necessario per l'organismo sembra sia fornito principalmente a spese dei muscoli e delle ghiandole. In alcuni tessuti, per esempio il fegato e il pancreas, si può constatare un evidente rimpicciolimento delle cellule. Possiamo supporre che durante il digiuno tutti i tessuti subiscano un lento processo di autolisi con versamento dei prodotti di questa nel sangue e che i tessuti attivi assumano il materiale liberato da tutte le altre cellule del corpo, così da mantenere il loro peso a spese di tutte le altre»`.

 Da queste osservazioni risulta in modo chiaro che i tessuti patologici subiscono rapide perdite durante il digiuno e tendono a essere completamente eliminati. In un primo tempo perdono peso perché (riconosciuti come tessuti non «attivi» per l'economia del corpo) si avvia a loro carico un processo di autolisi. Ne segue che edemi o «tumori» in senso lato, vengono riassorbiti, eliminati e parzialmente utilizzati a vantaggio dei tessuti indispensabili alla vita.
È probabile inoltre che il digiuno, rendendo il corpo più vitale, e più attivi i processi di difesa, scateni un'aggressione selettiva contro le cellule aberranti. Sono stati infatti individuati degli anticorpi che agiscono contro queste cellule e che scatenano processi distruttivi a loro carico. È verosimile che la loro azione sia resa più efficace dal digiuno.

Come funziona il digiuno


Prima di tutto cerchiamo di capire come funziona il digiuno e quali vantaggi porta al nostro organismo. Ne parliamo con Paolo Cataldi, medico chirurgo specializzato nelle malattie dell'apparato digerente e specializzato nel digiuno dolce nonché autore del libro Dieta Mayr. «L'apparato digerente è quello che più di ogni altro organo del nostro corpo ha bisogno di energia per funzionare. Nel digiuno questa attività così impegnativa viene completamente eliminata e nell'organismo accadono cose sorprendenti. Il corpo, libero da questo impegno, concentra la sua forza per rigenerare gli organi espellendo tutte le tossine accumulate nel corso del tempo». Quelle che la medicina naturale chiama tossine sono i cosiddetti radicali liberi, sostanze acide che vengono scartate dal metabolismo: «Sono le sostanze non proprie dell'organismo che agiscono come veleno o come corpo estraneo. L'organismo cerca naturalmente di liberarsene, ma quando non ce la fa più, le accumula nelle parti del corpo meno implicate nel processo biologico, per esempio le articolazioni e poi, via via, in quelle più importanti (ghiandole endocrine, pancreas, tiroide, surrenali, ipofisi), fino a intaccare gli organi vitali».
La  tesi principale della naturopatia
Questa è la tesi principale della naturopatia, quella corrente medica (nella quale si inserisce la terapia del digiuno) che ha le sue radici nella medicina empirica e popolare e che ha trovato la sua sistemazione teorica. E cioè: la malattia è il prodotto della tossiemia, ovvero l'accumulo nel sangue di sostanze tossiche che provengono dal cibo, dall'ambiente esterno, dal metabolismo cellulare e che persistono nell'organismo a causa di un'insufficiente attività depurativa. La medicina ufficiale non accetta questa teoria: «La trova troppo semplicistica, la considera solo un retaggio del passato e quindi la disprezza», continua Cataldi. «Eppure la pratica del digiuno la conferma in modo talmente evidente, che è davvero assurdo non prenderne atto. Tutta questa ostilità è alimentata dal fatto che la cura al paziente non costa nulla. Insomma, il digiuno non è redditizio, non porta soldi». Ma cosa accade, fisicamente, durante il digiuno? «L'intestino espelle tossine attraverso crisi diarroiche, i reni attraverso le urine (che sono cariche e maleodoranti), i polmoni attraverso aria "cattiva" (l'alito durante il digiuno è molto forte, spesso ha lo sgradevole odore di medicine che si sono prese in passato e che non si sono eliminate). Chi digiuna è soggetto a crisi di sudorazione improvvisa, di vomito, anche di pianto (nelle lacrime ci sono le tossine) o di forti mal di testa. Questo accade perché le tossine, staccate dagli organi, si rimettono in circolo, reintossicano l'organismo e provocano un malessere che ha fine solo con 1'espulsione». Non è questo l'unico effetto spiacevole del digiuno: «Durante i primi giorni si risvegliano i disturbi di cui la persona soffre», afferma Sebastiano Magnano, psichiatra, uno dei maggiori esperti italiani di digiuno terapeutico e autore del libro Come disintossicarsi. «La riacutizzazione della malattia è un passaggio obbligato attraverso il quale l'organismo opera la guarigione. Queste crisi, che sono brevi, non riguardano solo disturbi di cui il paziente soffre al momento. Spesso durante il digiuno si manifestano crisi di malattie avute in passato che non sono mai state completamente risolte per il semplice motivo che sono state sedate dai farmaci».

Digiuno e medicina «naturale»


Questo è il punto principale: la medicina naturale accusa quella ufficiale di essere soprattutto sintomatica. «Bloccare il sintomo è un errore», dice Cataldi. «La medicina moderna considera la malattia un male (mentre invece è un bene, è un allarme che il nostro corpo ci dà) che deve essere eliminato con tutti i mezzi, i più violenti possibili e nel più breve tempo possibile. Non vuole guarire, ma reprimere finché il poverac­cio ce la fa e quando non ce la fa più lo sbatte in un ospizio: ormai è diventato vecchio ed è pronto per morire». Lo scetticismo della medicina moderna (e anche del profano) riguarda soprattutto la casistica che non è sufficiente per provare scientificamente l'efficacia del digiuno nella cura delle malattie gravi. E sono proprio queste ultime a interessare soprattutto l'utente, ma a torto: «Non ci si ammala mai improvvisamente, casualmente, perché siamo sfortunati», dice ancora Cataldi. «La malattia è una china che si discende fino ad arrivare allo stadio terminale. Nessuna persona sana viene colpita da tumore, per esempio. Il cancro si prepara per anni, attraverso malattie che i media considerano non gravi, come per esempio i reumatismi, le malattie digestive, quelle della pelle, le artrosi, le gastriti, le ulcere duodenali, le coliti, la dismenorrea (disperazione di tante donne di oggi e che compromette l'utero), anche l'ansia e la depressione. Sono tutte malattie croniche, proprie della civilizzazione, che il digiuno può curare e guarire ma che, se viceversa vengono trascurate, possono sfociare non solo nel tumore ma per esempio nel morbo di Parkinson, nell'ictus, nell'infarto.
 

Visione olistica


Mentre la medicina ufficiale mira allo specifico, quella natura­le considera l'individuo nella sua globalità e ha come scopo principale la prevenzione. Il digiuno, si sostiene, può guarire solo malattie reversibili, ma anche gravissime, come il tumore, purché siano allo stadio iniziale. Lo afferma Magnano: «Il medico inglese Herbert Shelton (1895-1985), uno dei maggiori esperti del digiuno terapeutico, ( scrisse 40 libri sul digiuno e con esso curò 20.000 malati durante i 65 anni della sua attività) sperimentò il digiuno nei casi, frequen­tissimi, di errata diagnosi tumorale (tumori benigni diagnosti­cati come maligni). E non solo ha dimostrato l'efficacia del digiuno nel caso di tumori benigni: nella letteratura sono descritti anche casi di neoplasie maligne guarite con il digiuno e molte sono state le regressioni di fibromi e noduli mam­mari». Come è possibile? «Normalmente, attraverso il cosiddetto processo di autolisi, l'organismo elimina parzialmente o totalmente le sue cellule e riutilizza i prodotti in esse contenuti per alimentare cellule nuove», continua Magnano. «Durante il digiuno il processo di autolisi s'intensifica e utilizza tutti i tessuti di riserva, quelli non indispensabili all'organismo, per consentire a quelli invece indispensabili di nutrirsi. Così, i tessuti patologici (quindi anche quelli cancerogeni) sono i primi a scomparire, a essere eliminati in quanto inutili. Non solo essi non vengono nutriti, ma vengono addirittura scissi dall'autolisi, la quale usa la parte buona di quei tessuti per il nutrimento degli organi vitali. Questa intensa attività di autodifesa innescata dal digiuno altro non è che la capacità naturale dell'organismo di difendersi dagli attacchi esterni e interni che lo minacciano. Sto parlando del sistema immuni­tario che oggi, anche a causa dell'AIDS, è al centro delle nostre preoccupazioni. Il nutrimento di cui si serve il corpo durante il digiuno non arriva solo dalle cellule. Durante il digiuno non si muore di fame come si teme. L'organismo infatti, dopo aver eliminato le tossine, incomincia ad attingere nutrimento dalle riserve superflue. La perdita di peso infatti (si può dimagrire di 10 chili in una sola settimana di digiuno) e l'eliminazione dei tessuti adiposi sottocutanei come la cellulite, sono i primi risultati visibili del digiuno.


10.17 Modalità e tempi della pratica del digiuno.

Esistono diverse forme  di digiuno e naturalmente in questa sede ci riferiamo esclusivamente al digiuno da bevande e cibi. Ricordiamo però che anche Gandhi, il mahatma noto digiunatore,  affermava che se il digiuno fisico non è accompagnato da un digiuno psichico e spirituale è destinato a risolversi in ipocrisia e rovina.
Il digiuno viene anche chiamato la traversata del deserto. Occorre lottare soprattutto le prime 48 ore di assenza di alimentazione, poi la fame cessa e ritorna quando il corpo ha compiuto un adeguato risanamento.
A livello spirituale teniamo sempre nel cuore le parole di Gesù, che ci mette in guardia dalla tentazione che colpisce quanti si danno alla pratica spirituale: “Quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi aridi cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: Ritornerò nella mia abitazione da cui sono uscito. E tornato, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori ed entra a prendervi dimora e la nuova condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione perversa» (Mt 12, 44-45). E’ fondamentale quindi accompagnare il periodo di digiuno alla preghiera.
Quanto alle forme di digiuno si spazia ampiamente dai digiuni caratterizzati  da un unico pasto a giornata o dall’astinenza di alcuni tipi di cibi e nelle varie forme attenuate, fino al digiuno totale. Grande attualità ha assunto per milioni di persone il digiuno a pane ed acqua chiesto dalla Madonna a Medjugorie per due volte alla settimana e cioè il mercoledì ed il venerdì, il giorno della morte di Gesù. In alcuni messaggi Maria dichiara che con il digiuno e le preghiere si possono fermare le guerre e sospendere le leggi della natura!
Particolare importanza rivestono i digiuni cosiddetti attenuati o parziali, digiuni che sono insieme penitenziali e terapeutici, poiché mantengono l'organismo in una discreta efficienza, senza appesantirlo e favoriscono il processo di purificazione avviato con la pratica spirituale. Quest'ultima, poi, fornisce energie interiori capaci di controbilanciare i disagi della ridotta alimentazione.
I digiuni di cui stiamo parlando, possono durare, come si è già accennato, da 1 a 10 giorni e comportano l'assunzione di un solo tipo di frutta di stagione alla volta, per tutto il tempo prestabilito e durante l'arco della giornata. La quantità è lasciata alla discrezione e al bisogno del digiunatore, senza limiti prefissati e comunque nelle fasce orarie dei pasti normali. Fuori dei pasti si beva acqua tiepida, da 1 a 2 litri al giorno.
Si può prevedere l'assunzione di gocce di limone se si avvertisse un senso di mancamento, come pure si può ricorrere a un cucchiaino di miele diluito in un bicchiere di acqua tiepida, da prendersi alla sera o alla mattina, immediatamente prima o dopo il riposo, per una maggiore regolarità intestinale. L'associazione limone-miele, in dosi molto limitate, può essere ripetuta anche lungo il giorno, a intervalli di non meno di un'ora.


Digiunare mangiando


La ripresa alimentare va predisposta con precisione e gradualità, pena la distruzione dei benefici ottenuti. «Terminare o rompere il digiuno significa passare dalla assoluta assenza di cibo solido alla normale alimentazione. Questo passaggio deve essere graduale ed è importante quanto il digiuno stesso.  Il periodo di transizione successivo al digiuno dovrebbe essere pari a circa un terzo della durata del digiuno stesso»".
Quando si torna al consueto rapporto con i cibi, se ne avvertirà non solo il gusto, ma anche un accresciuto bisogno. Ed è qui che occorre una notevole autodisciplina, per non passare dall'astinenza all'ingordigia e per rieducare a poco a poco l'organismo a compiere tutte le sue funzioni. Ricordiamo la massima inglese: «Also a mad can fast, but only a wise man can break the fast - Anche un pazzo è in grado di digiunare, ma solo un saggio sa rompere il digiuno correttamente».
Ci teniamo, in ogni caso, a sottolineare che la prima e insostituibile forma di digiuno deve essere compiuta nel modo e nella quantità con cui ci nutriamo: si comincia a digiunare mangiando`!
In secondo luogo, i frutti del digiuno vero e proprio dovranno essere assicurati scegliendo una dieta appropriata alle proprie capacità digestive e assimilative, mangiando cibi sani, non eccessivamente conditi, con preferenza di frutta e verdura e facendo attenzione alle cosiddette «combinazioni alimentari»'' di cui parleremo ampiamente dopo il capitolo della disintossicazione del corpo.

 

Suggerimenti pratici

Presentiamo alcune tecniche e indichiamo dei piccoli «trucchi» per permettere al corpo di affrontare una prova severa, ma che si rivela ricca di frutti di purificazione, sia spirituale che corporale.
Se si vuole assicurare al digiuno la sua piena efficacia sul piano fisico, non meno che su quello spirituale, occorre partire dalla totale astensione dai cibi. Ma ciò non significa privarsi di qualsiasi alimento

Un'intera giornata di 24 o 36 ore


Se il digiuno è di un'intera giornata di 24 o 36 ore, sarà sufficiente bere dell'acqua (con limone, eventualmente dolcificata con una punta di miele), meglio se tiepida e in quantità richiesta dal proprio bisogno (comunque non oltre i due litri). L'acqua, ripetiamolo, oltre all'azione di drenaggio delle scorie, è un ottimo solvente di depositi tossici e per di più serve a «ingannare» lo stomaco che avvertisse gli stimoli della fame. Non manca chi suggerisce tisane depurative o bolliti di frutta o di verdura qualora se ne verificasse la necessità o l'opportunità. Si raccomanda sempre di bere a piccoli sorsi e lentamente, trattenendo i liquidi in bocca prima di deglutirli.
Quanto alle tisane, si possono dare queste indicazioni di massima (con l'avvertenza di non dolcificare tisane di loro natura amare):
1) depurative: equiseto (coda cavallina), boldo, tarassaco, betulla;
2) emollienti: malva, eucalipto;
3) rilassanti: tiglio, melissa, fiori di arancio e di biancospino, achillea (in piccole dosi), camomilla e menta;
4) tonificanti: rosmarino, timo, salvia, achillea (per il fegato), rosa canina, fieno greco (trigonella);
5) rimineralizzanti: equiseto, ortica.


Digiuno di 3 giorni


Se il digiuno è di 3 giorni, l'uso di alimenti ricchi di vitamine e di supporti naturali si fa più impellente. Quanto all'apporto vitaminico, se si sceglie una forma attenuata si possono ricordare: mele, pere, uva, limoni, pompelmi (ricchi di potassio, indispensabile per mantenere il giusto livello di sali minerali); tisane di erbe, acqua di cottura di prugne o di verdure come cipolle, sedano, carote, con l'aggiunta di tarassaco e piantaggine, l'insalata matta dei nostri campi. In ordine ai supporti naturali (e non farmaceutici) basterà ricordare: acido formico (che sostiene l'energia vitale); cloruro di magnesio, che sostiene il cuore (ma si può assumere solo se i reni sono in ottima efficienza); acido ascorbico alimentare ) in caso di mal di capo, vomito, etc.). Tutti prodotti da assumere nelle dosi prescritte dal medico, che vi segue durante il digiuno.

Digiuno di 4-10 giorni


Non si dimentichi che il vero e proprio digiuno comincia dal terzo giorno. In questi digiuni ci si regoli come nei giorni precedenti, diminuendo le dosi di miele (fino ad 1 cucchiaino 2 volta al dì) e di cloruro di magnesio. Si pratichi il moto, che espelle le tossine. Occorre la sorveglianza di un medico esperto, che aiuti l’organismo a superare eventuali momenti difficili e a chiarire la natura (sempre rivelatrice!) dei disturbi che dovessero emergere a carico dei vari organi e del sistema nervoso. Si raccomanda un profondo rilassamento psicofisico, unito ad esercizi di ricarica energetica, pratica meditativa e preghiera.

Il digiuno non si improvvisa ma va preparato, mettendone a fuoco le motivazioni. le modalità variano a seconda della qualità e della durata del digiuno. (a tal proposito vedi alcune pratiche molto performanti in appendice II a pagina 129 di “A pane ed Acqua” di Antonio Gentili Ed. Ancora, testo di cui abbiamo riassunto i punti fondamenmtali in queste pagine).
I digiuni brevi, da 3 fino  a  6 giorni, o prolungati a volte fino a 10 giorni, se fatti da persone in discreta salute, si possono compiere anche da soli, a patto che si conosca la prassi del digiuno e dopo essersi consultati sull’argomento. Per quelli più lunghi e meglio essere seguiti da un esperto. Si tenga conto che il digiuno nei primi giorni è di riposo fisiologico; poi assume un ruolo disintossicante e guaritivo.
L'uomo può digiunare senza danni, ricavandone anzi notevoli benefici, per periodi molto più lunghi di quanto comunemente si creda.
Il digiuno intrapreso per fini disintossicanti dovrebbe terminare soltanto quando è avvenuta la completa disintossicazione, oppure con la comparsa della fame «vera», qualora essa si presentasse prima dei segni dell'avvenuta disintossicazione (ma questo accade molto raramente).
I segni dell'avvenuta disintossicazione completa sono rappresentati dalla scomparsa dei sintomi di eliminazione di cui abbiamo già parlato; essi sono quindi: lingua pulita, alito buono e buon sapore in bocca, urina limpida, pelle e occhi luminosi.
Per quanto riguarda la fame, occorre notare che essa si attenua e scompare dopo i primi due o tre giorni, per ritornare quando le riserve sono completamente esaurite: segno che indica la assoluta necessità di interrompere il digiuno per non passare nella fase di inanizione.
È necessario tuttavia saper riconoscere la fame che indica la scomparsa delle riserve (definita «vera» fame) dagli stimoli ad assumere alimenti che non hanno questi significati, e che possono costituire dei falsi allarmi. La «vera» fame è una sensazione piacevole, che si sente in bocca e non è collegata a sensazioni moleste (come crampi di stomaco, senso di vuoto, languore, ecc.); non è legata a voglie particolari o strane; non è fugace. Bisogna comunque dire che raramente un digiuno viene portato a termine, fino cioè alla comparsa dei segni della avvenuta disintossicazione o della fame: vuoi perché manca il tempo disponibile, vuoi perché compaiono dei segni, sia fisici che psicologici (eccessivo dimagrimento e crisi di eliminazione che mettono in allarme, paure e an­sia, ecc.), che indicano opportuna la ripresa precoce dell'alimentazione.


Attività disíntossicante

Tuttavia, anche da digiuni interrotti prima del tempo o programmati fin dall'inizio di durata breve, si possono trarre notevoli vantaggi (è anzi utile affrontare digiuni di pochi giorni prima di intraprenderne uno lungo, e in questo caso è consigliabile la sorveglianza di un esperto), anche se va detto che scorie disciolte ma non ancora eliminate verranno purtroppo riassorbite dall'organismo.
Durante il digiuno possono comparire altri segni che, benché vistosi, non devono impressionare, perché sono espressione anch'essi dell'attività disintossicante (crisi disintossicanti). I più comuni sono: nausea, vomito, diarrea (in genere però l'attività intestinale si arresta con l'inizio del digiuno e riprenderà con l'assunzione dell'alimentazione), eruzioni cutanee. Frequente anche l'abbassamento di pressione accompagnato da spossatezza, vertigine e senso di mancamento se ci si muove bruscamente; non rare palpitazioni e lievi aritmie.
Capita spesso che i disturbi cronici si riacutizzino o che ricompaiano disturbi di cui si era sofferto in passato: durano, di solito, pochi giorni o poche ore e poi scompaiono (questi fenomeni sono interpretati come una ripresa di processi patologici interrottisi per vari motivi prima della completa guarigione: il corpo trova ora l'energia per avviarli alla conclusione).
I segni che indicano invece l'opportunità di interrompere il di­giuno prima che sia giunto a termine sono pochi e non molto frequenti. Fra questi ricordiamo: 1) gravi disturbi respiratori e del ritmo cardiaco; 2) discesa del peso sotto i limiti di sicurezza (sono state elaborate apposite tabelle); 3) crisi di depressione intensa e di paura.


Ripresa dell'alimentazione


La ripresa dell'alimentazione, detta anche «fase ricostituen­te», è un momento molto delicato: è necessario un inizio graduale con cibi che impegnino in modo minimo l'apparato digerente, che è stato inattivo per tutta la durata del digiuno. Per questo sono preferibili cibi cotti o, se crudi, ben masticati e le prime volte senza sale. Comportarsi diversamente può essere molto pericolo­so. Sono varie le modalità corrette di interruzione del digiuno purché si rispettino le seguenti regole fondamentali:
1) impegno graduale dell’apparato digerente, sia per quanto rigaurda la qualità che la quantità del cibo;
2) far sì che la fase di progressiva rialimentazione sia tanto più lenta e accurata quanto più lungo è stato il digiuno.
Indicazioni pratiche sono fornite, ad esempio, da Romolo Mantovani (1893-1979), esperto nelle terapie naturali. In preparazione al digiuno suggerisce di astenersi dalla colazione mattutina 5/7 giorni prima del digiuno. Gli ultimi 3 giorni si deve sopprimere anche la cena. Dopo il digiuno, per 3 giorni limitarsi a un solo pasto a mezzogiorno, con finalità lassative più che nutritive: il primo con frutta fresca (uva, mele, prugne) seguito a breve distanza da un piatto di legumi cotti; il secondo con aggiunta di insalata e verdure crude e così il terzo.

Il momento più importante del digiuno è la ripresa dell'alimentazione. Ci sono regole ferree che il digiunista deve seguire per riprendere ad alimentarsi, ma il vero successo del digiuno si misura soltanto in un secondo tempo: «Il digiuno serve non solo alla disintossicazione psicofisica, ma anche alla rieducazione. Se il digiuno ha avuto buon esito, chi lo ha fatto sarà istintivamente attratto verso i cibi che più gli servono per sentirsi bene», conclude Mariagrazia Parasi. «Difficilmente sarà tentato di ricadere nelle abitudini precedenti e troverà un suo personale, originale modo di nutrirsi, di mantenersi in salute e di controllarsi». L'esperimento sarebbe da fare e tutti sono invitati. Il digiuno infatti non giova solo a chi ha problemi di peso, ma anche ai troppo magri i quali, dopo la terapia, riescono finalmente a ingrassare. Sicuramente occorre essere molto motivati. I medici naturisti ci dicono infatti che chi inizia il digiuno non solo deve aver voglia di guarire, ma anche di conoscersi, di cambiare, di migliorarsi, di staccare dalla routine, con lo scopo di trovare la propria dimensione autentica. Unica controindicazione, la paura: di morire di fame e di rinunciare alle proprie abitudini. La paura, insomma, di essere sani, nel corpo e nella mente.
Ricordiamo che grazie al digiuno possiamo riappropriarci o almeno riavvicinarci alla nostra istintiva sensibilità riguardante i cibi. Solo prendendoli in mano, riusciamo a percepire e distinguere chiaramente un cibo benefico da uno indigesto o addirittura tossico. Si tratta di una capacità umana naturale, di origine ancestrale,   ancora oggi riscontrabiloe nelle tribù primitive che ancora abitano il pianeta.

Controindicazioni

Per concludere, ricordiamo che nel digiuno vengono risvegliate anche forze mentali e spirituali sopite: esso è quindi, se compreso e assunto nella sua pienezza, un'esperienza profonda, in grado di avviare un processo di rinnovamento generale. Dal momento che il digiuno, come si è detto, è una condizione ideale perché il corpo metta in moto tutte le sue forze di risanamento, in teoria non c'è malattia (a parte lo stato di inanizione e di carenza nutritiva reale) che non possa trarre beneficio da un congruo periodo di astinenza. Esiste però un certo numero di controindicazioni. Così è sconsigliabile il digiuno alle persone estremamente magre e debilitate, o per esempio agli iposurrenalici, a quelle persone che prendono da lungo tempo farmaci (è necessario smettere almeno un mese prima del digiuno), a quelle che hanno subìto interventi con asportazioni di organi importanti nell'economia del corpo; inoltre il digiuno è da evitare se non si è preparati a questa esperienza: deve essere una scelta ponderata e convinta e non può venire accettata passivamente in seguito a suggerimenti o sollecitazioni di amici. In questo caso si verifica sovente un grave stato di ansia e di paura che induce a una interruzione precoce del digiuno e, cosa assai più grave, a una irregolare ripresa dell'alimentazione. Le controindicazioni vanno comunque valutate caso per caso da una persona che abbia esperienza.

Anche se i digiuni sono brevi, è bene graduare l'astensione e la successiva riassunzione del cibo con pasti leggeri a base di verdura o di frutta, in modo da sentire meno violentemente l'assenza del nutrimento.
Durante il digiuno non si possono prendere medicine, a meno che il medico consigli l'uso di sali minerali o di altri supporti (ad esempio il destrosio), se si verificassero cali di pressione. Infatti diverse sono le persone e diverse anche le indicazioni delle scuole igieniste (Shelton, ad esempio, consente solo l'assunzione di acqua). È bene accertarsi in anticipo se l'ambiente dove si vuol digiunare è ostile o favorevole. Ci si deve trovare in locali caldi e be­ne aerati. Se si ha freddo, si usi una borsa d'acqua calda. Non si beva acqua fredda, ma tiepida. E a questo punto noteremo una volta per tutte che l'acqua è un vero e proprio solvente e compie un'opera di drenaggio a beneficio di tutto l'organismo che si libe­ra dalle molteplici scorie che lo inquinano.
Si faccia in modo di intraprendere digiuni, anche brevi, con gli intestini sgombri e non ci si spaventi durante le crisi di eliminazione, facendovi fronte con opportuni rimedi: massaggi addominali, assunzione d'acqua a stomaco vuoto che raggiunga direttamente gli intestini, clisteri, lavaggi intestinali, ecc. Su queste e altre pratiche di previa purificazione del corpo, si veda l'Appendice II del libro di Gentili "A Pane ed Acqua", come già indicato. Ripeteremo anche a questo proposito quanto si è già detto della diversità delle persone e delle indicazioni mediche.

 


10.18 Non di solo pane vive l'uomo.

Il digiuno suscita la nostra vera fame.

“Maestro mangia!” “Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete… Chi mangia di questo pane vivrà in eterno”

La salute non è lo scopo della vita, ma un mezzo ed un effetto. Anche il molto sapere non istruisce lo spirito (beati i poveri in spirito…). Il digiuno aiuta a non attribuire importanza esagerata alle cognizioni scientifiche.

L’esperienza di liberarci dai nostri limiti, ci aiuta a vedere anche i limiti di ciò su cui prima facevamo molto affidamento. Così anche la scienza ci appare nella sua vera identità, caratterizzata cioè da tre limiti inevitabili: le opinioni preconcette degli scienziati, che in ogni tempo e dopo un certo tempo della storia umana si sono sempre dimostrate limitate e fuorvianti. Secondo grande limite: l’insufficienza del materiale scientifico. Terzo: il dato che chi compie un esperimento o anche semplicemente lo osserva, ne influenza sempre il risultato... tornando così al primo limite come un serpente che si magia la coda. Quindi ogni scienza è sempre relativa.

Durante un digiuno ci mettiamo a nudo di fronte a noi stessi e finiamo per renderci conto che anche il potere, le nostre azioni secondo la nostra volontà, il successo stesso non ci portano a gioia piena, alla felicità. Facciamo esperienza e riconosciamo di un qualcosa che va oltre le nostre capacità e comprendiamo che dobbiamo  essere noi che ci mettiamo a servizio di questa “forza”.  Noi siamo strumento, non fonte e basta anche questa sola consapevolezza per farci sentire già meglio.

Il pieno godimento dei sensi è condizione necessaria  per potere assaporare la vita e potere conoscere così la natura e la grandiosità della creazione. Questo aiuta a mettersi nell’atteggiamento del ringraziamento e della gratitudine per tutta questa grazia gratuita. Eppure nel digiuno ci appare evidente che anche i sensi sono solo strumenti, mezzi ed effetti. Anzi ci rendiamo conto quanto talvolta questi costituiscano invece, se male utilizzati, dei veri e propri intasamenti del corpo che occupano spazi importanti dell’anima. Lo scopo della vita è arrivare alla comunione con Dio. Ma quante volte avremo sentito frasi come questa, senza aver mai potuto conoscerne e goderne il significato, relegato in qualche anfratto della mente!

Il digiuno allora ci fa fare un’esperienza nuova ed entusiasmante, perchè scopriamo che la  nostra forza vitale non è  asservita al cibo e così possiamo  liberarci più facilmente da una convinzione così limitante. Ma ancora di più ci  dimostra anzi che in realtà è Dio che mantiene in vita il nostro corpo. Le emozioni profonde suscitate da questa esperienza restano indelebili, gettando nuova benzina nel fuoco del desiderio, che aiuta rimettersi in moto. Nuova forza nel  viaggio sulla via, che conduce a Dio.

Il digiuno svolge allora la fondamentale funzione di farci sapere qual’è la nostra fame, di che cosa viviamo, di che cosa ci nutriamo e di ordinare i nostri appetiti intorno a ciò che è veramente centrale. E tuttavia sarebbe profondamente ingannevole pensare che il digiuno - nella varietà di forme e gradi che la tradizione cristiana ha sviluppato: digiuno totale, astinenza dalle carni, assunzione di cibi vegetali o soltanto di pane e acqua - sia sostituibile con qualsiasi altra mortificazione o privazione. Il mangiare rinvia al primo modo di relazione del bambino con il mondo esterno: il bambino non si nutre solo del latte materno, ma inizialmente conosce l'indistinzione fra madre e cibo; quindi si nutre delle presenze che lo attorniano: egli «mangia», intromette voci, odori, forme, visi, e così, pian piano, si edifica la sua personalità relazionale e affettiva. Questo significa che la valenza simbolica del digiuno è assolutamente peculiare e che esso non può trovare «equivalenti» in altre forme di rinuncia: gli esercizi ascetici non sono interscambiabili!

Con il digiuno noi impariamo a conoscere e a moderare i nostri molteplici appetiti attraverso la moderazione di quello primordiale e vitale: la fame, e impariamo a disciplinare le nostre relazioni con gli altri, con la realtà esterna e con Dio, re­lazioni sempre tentate di voracità.

Nella parte 8 (Il cibo come strumento di persecuzione) abbiamo fatto cenno ad una notevole particolarità del senso del gusto in relazione ai nostri processi di memoria rispetto agli altri sensi. Ciò significa che questo processo di memoria è relegato, per quanto riguarda il gusto, ad un sistema di gestione che funziona  quasi completamente a livello inconscio. Non solo: il sistema bocca è una delle sedi (se non la principale)  deputate alla gestione di quello che viene ormai definito il primo dei nostri 6 sensi: la propriocezione, cioè quella particolare sensibilità, grazie alla quale l'organismo ha la percezione di sé in rapporto al mondo esterno. La propriocezione rappresenta la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista. E’ il senso che regola il movimento ed il nostro rapporto con lo spazio, tramite il quale possiamo prendere coscienza  delle connessioni tra quello che ci succede dentro e quello che  ci succede fuori in base agli eventi psicofisici vissuti… Forse fino ad un certo punto della nostra evoluzione personale è necessario che la  mente associativa non possa governare questi processi, per cui (visto che siamo creati a sua immagine e somiglianza) il processo rimane quasi completamente inconscio, per aprirsi poi seguendo la nostra apertura spirituale. (Non c'è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce…).Non è un caso che tutte le letture dei vangeli durante la quaresima ci guidino in un cammino progressivo di consapevolezza verso questi argomenti (cibo e acqua, luce, movimento…) e guarda caso è proprio attraverso il digiuno che meglio arriviamo a portare alla luce questa nuova coscienza. E non è curioso che proprio la quaresima, per antonomasia la stagione dei digiuni, sia posta a cavallo dell’inizio della primavera, la stagione della rinascita e del rimettersi in movimento…!?

Ma torniamo all’argomento trattato nella puntata 8, non potendo tacere  a questo punto, che il “mangiar veloce”  si prende gioco di questo sistema propriocettivo. Il mangiare veloce non permette agli alimenti di compenetrarsi intimamente con la saliva e con i recettori sensoriali della lingua (organo del discernimento!!) ed il risultato è che si mangia di tutto senza selezione e si mangia di più del necessario. Questo permette da un lato il dilagare dei modelli di l’omologazione  alla McDonald’s e comunque in generale di tutto il cibo di tipo industriale (altrimenti se uno si ferma a discernere e a gustare, quando mai uno mangerebbe un cibo finto come lo è un cibo di tipo industriale…!?). Dall’altro lato promuove l’obesità, a sua volta connessa e sommata agli effetti della ritenzione idrica dei tessuti. Questa è una situazione propria di chi si sente un pesce fuor d’acqua (per esempio chi perde la casa come le quasi 100.000 famiglie italiane che nel 2008 perderanno la casa per morosità del loro mutuo…!) e ci permette di capire a ben riflettere, che chi controlla la produzione di cibo nel mondo ( e questo tipo di controllo  è sempre più in mano a pochissimi!),  controlla anche le modalità di consumo e così molti altri aspetti della nostra vita difficili da immaginare a prima vista e perfino crederci. Capiremo allora la simbologia che si cela dietro un altro fenomeno attuale del mondo alimentare e cioè la sparizione del pane dalle nostre tavole. ...O almeno di quello che “si spezza”, sostituito dai vari succedanei industriali secchi oppure dal pane in monoporzioni sempre più piccole, tali che non sia più necessario “spezzarle”(altro simbolo che contraddistingue una società sempre più omologata, necessariamente affamata di ego).  Altro segno di progressivo allontanamento  dal nostro immaginario collettivo proprio di questi giorni della settimana Santa (in cui Cristo lo si può riconoscere dallo “spezzare del pane”?). Forse non è nemmeno un caso che il controllo di alcune delle grandi imprese leader nella produzione del pane, certo anche Italiane, siano gestite da uomini , il cui core-business è la  produzione di armi.

Digiuno, ascesi del bisogno ed educazione del desiderio

Il digiuno è ascesi del bisogno ed educazione del desiderio. Il mangiare appartiene al registro del desiderio, deborda la semplice funzione nutritiva per rivestire rilevanti connotazioni affettive e simboliche. L'uomo, in quanto uomo, non si nutre di solo cibo, ma di parole e gesti scambiati, di relazioni, di amore, cioè di tutto ciò che dà senso alla vita nutrita e sostentata dal cibo. Cercando di non ignorare altre pratiche di  digiuno importanti come il digiuno degli occhi, dell’udito, dal mordere gli altri…, continuiamo nel nostro sforzo di comprendere meglio perché il controllo del palato, significa controllo di tutti i sensi, ma anche perché il peccato è entrato nel mondo attraverso l’oralità (la mela di Eva) e perché è sempre da un “frutto” - qualcosa che si mangia - che possiamo ricoscerete la natura di una persona o delle sue azioni. Questo ci collega al perché siamo chiamati tutti i giorni ad una mensa eucaristica, ed infine al perché il regno dei cieli sia spesso paragonato da Gesù ad un banchetto nuziale. Gesù inaugura l’attuazione messianica del banchetto celeste, alle nozze di Cana, si siede frequentemente alle tavole dei peccatori ed intesse non poche parabole attorno ad una mensa. Certo come mastichiamo i cibi, implica il nutrimento dalla mensa delle scritture e dell’eucarestia, quindi come ruminiamo la parola divina e come mastichiamo l’eucarestia: al piano fisico esiste sempre una speculare corrispondenza spirituale.  

Ma l’immagine più densa di emozioni e significati resta sempre quella del banchetto nuziale.

Cibo e sessualità sono intimamente legati così come esiste un rapporto diretto tra gola e lussuria, due vizi che vediamo sempre abbinati. Gli eccessi alimentari ed il ricorso a bevande e cibi eccitanti hanno indiscutibili esiti nella sfera sessuale, tanto  che voler vincere lo spirito di lussuria senza controllare lo stomaco è come voler spegnere un incendio con l’olio… Fare esperienza di distacco da questi legami materiali, ci apre però nuove vie, ancora più appassionanti. Ricordiamo sempre che siamo ad immagine e somiglianza di Dio e quindi ad una realtà fisica corrisponde sempre quella spirituale.  Ci sarà una ragione spirituale molto profonda e salvifica allora se bocca e vulva sono così simili: entrambe hanno labbra, comune mucosa ed umidità  (anche la saliva – usata più volte da Gesù nelle guarigioni - veicolo del verbo, feconda come il sangue, lo sperma, la pioggia, parla del desiderio del nostro cibo spirituale), forme che si richiamano, entrambe simboli di calore ed accoglienza, simboli di oscuro oggetto del desiderio, fonti di appetito, entrambe fonti di piacere e protagoniste di bisogni per la sopravvivenza, l’una per l’idividuo, l’altra per la specie.  Ed infatti al digiuno del cibo si raccomanda di associare il digiuno della sessualità (a condizione che esista un comune accordo nella coppia naturalmente, dandosene l’opportunità e dedicandosi alla preghiera).

E’ così che finalmente queste pulsioni così simili e collegate tra loro di fame, sesso, amore e desiderio, spesso così confuse,  possono improvvisamente e definitivamente apparirci nella più nitida loro genuina essenza. La forza dell’eros, altro non è  che lo strumento più potente che Dio ci ha donato per arrivare a conoscere il gusto della Sua parola,  l’assaporamento del cibo celeste, l’intimità del bacio nel dialogo e nel trasporto amoroso… Ed ancora esercizio di dolcezza, lentezza, abbandono: tutto ci porta a Lui. Il nostro corpo è una stanza nuziale del cielo e della terra, dell’umano e del divino. L’uomo partecipa alle vibrazioni luminose, sonore e profumate di Dio, prima facendone esperienza a livello fisico, per poi poterle trasferire, subliminare e completare  a livelli mai così intensamente percepiti prima, nel suo rapporto con Dio stesso, piccolo scampolo anticipato di Paradiso.

Ecco perché il digiuno suscita la nostra vera fame! Con il digiuno apprendiamo sperimentalmente come il corpo nutra l’anima, e come l’anima nutra il corpo. Se nell’antica economia Dio passeggiava con l’uomo, nella nuova Egli ci fa suoi commensali.  Il cibo eucaristico non è solo un nutrimento che tiene in vita, ma  una medicina che guarisce.

Ricordiamo in questo tipo di meditazione nel contesto di un digiuno si verifica uno spostamento dei nostri limiti o meglio un allargamento della nostra consapevolezza. Movimento, quindi! Uno spostamento progressivo dall’avere all’essere, dal fare all’essere, e successivamente dall’essere al “divenire”.  Ancora dal maschile al femminile, da un emisfero all’altro con il reiquilibrio della frequenza vibrazionale dei nostri due emisferi cerebrali: di nuovo medicina che guarisce!

Cogliere le connessioni tra fame materiale e fame psichica e spirituale ci permette di scoprire ed abbandonare seccamente le  interazioni tra gli accanimenti e le dipendenze fisiche e psichiche. 

Un ultimo appunto sul valore del corpo: solo un cristianesimo insipido e stolto che si comprende sempre più come morale sociale può liquidare il digiuno e queste argomentazioni come irrilevanti e pensare che qualsiasi privazione di cose superflue (dunque non vitali come il mangiare) possa essergli sostituita. Si tratta di una tendenza che dimentica lo spessore del corpo e il suo essere tempio dello Spirito santo. In verità il digiuno è la forma con cui il credente confessa la fede nel Signore con il suo stesso corpo, è antidoto alla riduzione intellettualistica della vita spirituale o alla sua confusione con lo psicologico.  E’ pura biologia, cioè realtà; quindi verità!


10.19 Una testimonianza sul digiuno (dall'autonomima all'interdipendenza).

Rapporto con se stessi: la legge delle 3 Med-

“Mi avvicinai al digiuno per “problemi di cuore”. Anni di vita determinata, da combattente nato, mi avevano dato molti successi, ma lasciato con un  cuore duro, che finalmente mi andava “stretto”. Mi sentivo come se un nodo fosse arrivato al pettine, dovevo agire per un cambiamento. Diversi eventi avevano iniziato a bussare alla porta della mia vita e solo in parte li stavo ascoltando. Su alcune cose tendevo a nicchiare un po’... Ora però sentivo che era giunto il momento di agire tempestivamente, prima che altri eventi dolorosi irrompessero pur di costringermi ad ascoltare il cuore. Una nuova consapevolezza mi aveva raggiunto  : con bocca e stomaco sempre aperti, non si riesce a custodire il cuore, era giunta l’ora di un momento di deserto.  Mi ero già preparato a lungo con piccoli digiuni a pane ed acqua, fin da quando avevo iniziato a conoscere Medjugorie, qualche anno prima. Avevo visto molti miglioramenti in me dopo quell’esperienza e forse ora la Madonna voleva farmi capire che era giunto il momento di una nuova scelta, una di quelle importanti. Sapevo che il digiuno, affinchè funzionasse, doveva essere preparato con accettazione e gradualità. In passato avevo commesso un errore piuttosto comune per i neofiti del digiuno: avevo sostituito il tempo dei pranzi con giornate di lavoro a tempo continuato. Praticamnete dei morsi o fastidi del digiuno non me ne ero nemmeno accorto…Insomma gli spazi creati dal digiuno erano stati invasi dal dio-lavoro. Quando mi imbattei sul passo del vangelo di Luca 11, che parla dello spirito immondo che rientra con altri sette demoni peggiori di lui nella casa trovata spazzata ed adorna, compresi che si trattava del mio caso… Obiettivo del digiuno è dedicare più tempo alla spiritualità,  così cominciai a riempire di preghiera il tempo risparmiato con il digiuno e la sitauzione subito migliorò. Trovai il modo di pormi in uno stato che evitasse dispersione: quanto avevo disperso nella mia vita fino ad allora !… e la frase di Gesù in Matteo 12 “Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.” mi era diventata insopportabile. Un po’ alla volta ho cercato di ricreare un ambiente favorevole al digiuno, un tempo giusto e sufficiente per praticarlo e finalmente in occasione di una settimana santa, mi sono lanciato… La grazia per cui richiedevo aiuto questa volta alla Vergine era la capacità di diventare più dolce e compassionevole, più gentile ed amorevole con “gli altri”. Questa per me era proprio un’impresa difficile, di quelle giuste da provare con il digiuno! Mi avevano detto anche che al digiuno era preferibile un’alimentazione giornaliera ragionevole e moderata, che già avevo cercato di praticare nella mia vita…ma il digiuno è tutta un’altra cosa…!”.

 

Avviene un processo di autorivelazione. Così come la preghiera interiore ci rivela a noi stessi, il corpo ricostruisce la propria storia, passando per il subconscio, consente il risveglio di zone dimenticate e/o rimosse e fa emergere messaggi onirici e/o intuitivi molto utili. Il digiuno lava la mente e ci aiuta a sviluppare il coraggio e la forza di ammettere ed abbattere le nostre debolezze. Ci immette in condizione di esercitare senza finzioni e senza trucci o sabotaggi, la  nostra autoresponsabilità, in cui riusciamo a rispondere di noi stessi senza scuse e riusciamo a farci carico della nostra persona (ce ne accoliamo il peso e questo scarica il nostro fegato !!!) Riconoscere il male che ci abita, padroneggiare il desiderio, allenare la volontà… Si tratta dell’allenamento a scegliere la porta stretta, seguendo l’invito di Gesù ( Mt, 7). Caratteristica indubbia che chi digiuna è il guadagno della  capacità di privazione e sofferenza senza perdere serenità, vantaggio non indifferente in caso di tempi futuri, che un crescente numero di segnali, ci indica come tempi difficili. Tempi che probabilmente saranno ben vissuti e superati da chi li saprà affrontare senza paura. Grazie al digiuno possiamo godere un piccolo anticipo di risurrezione quando il nostro corpo sarà affrancato dai bisogni materiali e liberato dall’ego.  Come nel sonno avviene una rigenerazione passiva del nostro fisico e della nostra psiche mentre siamo introdotti al mondo spirituale, consentendo  l’accesso alle rivelazioni dello spirito.

 "Facevo una grande fatica a meditare prima di iniziare a digiunare, Oggi digiuno e Med-itazione sono inseparabili e ci sono dei periodi della mia vita in cui non vedo l’ora di potere esercitare assieme queste due pratiche elevate. Sono il segreto della mia vitalità, il mio rimedio preferito (rimedio significa “ritorno al centro”), la mia Med-icina, il mio ritorno alle coinvolgenti atmosfere emotive di Med-jugorie".    

 

Condivisione ed interdipendenza.

Ma tutto questo non serve a nulla, se il rìisultato non si traduce in opere e in cambiamenti dei comportamenti verso il prossimo. Secondo Santa Ildegarda di Bingen, dei  35 vizi esistenti, il digiuno è utile contro 29,  per 5 inutile e 1 solo vizio è rafforzabile dal digiuno: l’arroganza.

Poiché esiste il rischio di fare del digiuno un'opera meritoria, una performance ascetica, la tradizione cristiana ricorda che esso deve avvenire nel segreto, nell'umiltà, con uno scopo preciso: la giustizia, la condivisione, l'amore per Dio e per il prossimo. Ecco perché la tradizione cristiana è molto equilibrata e sapiente su questo tema: «II digiuno è inutile e anche dannoso per chi non ne conosce i caratteri e le condizioni» (Giovanni Crisostomo); «È meglio mangiare carne e bere vino piuttosto che divorare con la maldicenza i propri fratelli» (Abba Iperechio); «Se praticate l'ascesi di un regolare digiuno, non inorgoglitevi. Se per questo vi insuperbite, piuttosto mangiate carne, perché è meglio mangiare carne che gonfiarsi e vantarsi» (Isidoro il Presbitero).

Conversione del cuore e cambiamento di vita: a Ninive Dio non ha guardato al digiuno ma al cambiamento dello loro opere ( “Misericordia io voglio e non sacrificio!”).

Per ritrovare la propria verità, quella verità umana che con la grazia diventa la verità cristiana, occorre condividere. Il mangiare, del resto, dovrebbe avvenire insieme, in una dimensione di convivialità e di scambio, che invece, purtroppo e non a caso, sta a sua volta scomparendo, in una società in cui il cibo è ridotto a carburante da assimilare il più sbrigativamente possibile.

Ed in  effetti il digiuno educa alla sobrietà del vivere, quindi crea risorse per esercitare la carità: quello che risparmiamo (il cibo o il prezzo per acquistarlo) siamo chiamati a darlo…in favore degli altri. Il digiuno è anche opera di intercessione, quando si prega per i  nemici e si digiuna per coloro che ci perseguitano. A proposito di nemici, terroristi e quant’altro… I cittadini delle “democrazie” occidentali hanno tollerato ove non l’abbiano favorito, l’instaurazione di modelli di vita che permettono  attraverso sprechi, ingiustizie e  sperequazioni la situazione di povertà in cui versa gran parte del mondo.

Poco importa se i comportamenti della gente comune dipendono da ignoranza,  paura e pigrizia (che è comunque figlia della paura). Il fatto è che per qualche ragione abbiamo preferito non vedere ( e l’Italia è leader mondiale dell’occhialeria… !!) rendendoci così gravemente  responsabili di tutte quelle omissioni  di azioni correttive efficaci.

  Il popolo di Dio non può essere né ignorante, né pauroso…  a meno che questo popolo non abbia abbandonato il suo Dio! Che cosa ci aspetta dunque dietro l’angolo? Quale grande compensazione ci sta preparando madre natura?

Ecco perché il digiuno ci consegna una nuova grande speranza: quando viene praticato da un sempre maggiore numero di persone , produce sempre maggiori risorse da restituire agli altri… con un grande ed elevato effetto: possiamo invertire la potente legge della compensazione!

Il digiuno va sostenuto in vista di grandi battaglie spirituali.

 

Siamo ciò che mangiamo

Sì, noi siamo ciò che mangiamo, e il credente non vive di solo pane, ma soprattutto della Parola e del Pane eucaristici, della vita divina: una prassi personale ed ecclesiale di digiuno fa parte della sequela di Gesù che ha digiunato (Mt 4, 2); è obbedienza al Signore che ha chiesto ai suoi discepoli la preghiera e il digiuno (Mt 6, 16-18; 9, 15; Mc 9, 29; At 13, 23; 14, 23); è confessione di fede fatta con il corpo; è pedagogia che porta la totalità della persona all'adorazione di Dio. In un tempo in cui il consumismo ottunde la capacità di discernere tra veri e falsi bisogni, in cui lo stesso digiuno e le terapie dietetiche divengono oggetto di business, in cui pratiche orientali di ascesi ripropongono il digiuno, e la Quaresima è sbrigativamente letta come l'equivalente del Ramadan musulmano, il cristiano ricordi il fondamento antropologico e la specificità cristiana del digiuno. Esso è in relazione alla fede perché fonda la domanda: «Cristiano, di cosa nutri la tua vita?». Nel contempo, pone un interrogativo lacerante: «Che ne hai fatto di tuo fratello che non ha cibo a sufficienza?»".

Dobbiamo persuaderci che si deve sostenere il faticoso impegno dell'astinenza corporale per quest'unico fine, per giungere cioè alla purezza del cuore con tale esercizio. Un simile impegno si ridurrà a una pena inutile, se lo affronteremo senza riuscire a realizzare quel fine, per raggiungere il quale avremo tollerato privazioni così dolorose. Sarebbe stato meglio rinunciare alle seduzioni che minacciano l'anima, piuttosto che astenersi volontariamente da alimenti corporali e meno dannosi. Infatti in questi ultimi si ha l'uso semplice e innocuo di prodotti creati da Dio, i quali per se stessi non comportano nulla di peccaminoso; nel nutrimento dell'anima invece emerge la mala intenzione di divorare i propri fratelli, di cui è scritto: «Non amare la denigrazione, per non essere, a tua volta, estirpato dalle radici» (Pr 20, 13, secondo i LXX). E il beato Giobbe così si esprime in merito all'ira e all'invidia: «L'ira uccide lo stolto, e l'invidia fa morire il ragazzo» (Gb 5, 2). A questo punto occorre sottolineare come colui che monta in collera sia definito stolto, e come colui che è assalito dall'invidia sia chiamato ragazzo. Il primo infatti, non senza motivo, viene definito stolto perché, provocato dagli impulsi della collera, volontariamente attira la morte su di sé; l'altro invece, divenuto livido a causa dell'invidia, dimostra di essere un piccolo e un minore. E in realtà, mentre è assalito dall'invidia, rivela che ben più grande di lui è proprio colui della cui superiorità egli si cruccia.

 


10.20 Mangiare guardando la televisione.

Concludiamo il ciclo delle puntate dedicate al digiuno nel clou di questa settimana santa 2008, soffermandoci brevemente su un digiuno, quello da televisione, cruciale sia per i contenuti simbolici legati in generale alla mistificazione (="distorcere intenzionalmente la realtà", col fine di ingannare qualcuno) ( e tutti sappiamo chi è il mistificatore per eccellenza: in sanscrito "sat" vuol dire esistenza e "an" è la negazione come per An-alfabeta, An-oressico, An-aerobico. Pertanto, "satan"="colui che non ha esistenza" significa "colui che non esiste". Coincidenza?), sia per l’importanza che detiene la televisione nel condizionare le nostre scelte di acquisto e stili di alimentazione. Quando un tempo c’erano molti produttori di beni alimentari (o molti prodotti diversi…) ed ognuno faceva gara a chi faceva meglio, in quei tempi era fondamentale la figura del “venditore” per fare conoscere agli operatori dei negozi e alla gente le qualità dei prodotti e le caratteristiche che differenziavano un prodotto da un altro. Ora invece il venditore non serve più, perché i prodotti di fatto sono sempre meno (di solito cambiano solo i packagings e i formati…o le marche, mentre i produttori spesso sono sempre gli stessi!) e la multinazionale di turno non ha più bisogno di uomini, se non in ruoli secondari, perché si arrangia a vendere da sola attraverso la televisione! … Si sa che per certe cose  può essere rischioso “usare” uomini ( ricordate la famosa battuta in Matrix dell' Agente Smith: “Mai mandare un essere umano a fare il lavoro di una macchina”...), Questi hanno un rapporto giornaliero con altri uomini e che così devono in qualche modo rispondere personalmente delle proprie azioni e di ciò che rappresentano. Se invece si promuovono rapporti di tipo impersonale, tipici delle grandi strutture, l’azione di mistificazione accade senza più nemmeno la consapevolezza di quello che sta avvenendo o addirittura senza una corresponsabilità diretta da parte di “nessuno” … e in definitiva questa cartteristica dell' "assenza" diventa una firma d’autore (da parte di  colui che non esiste)( altra battuta famosa quella del diavolo nel film L'Avvocato del diavolo: "Nessuno mi vede mai arrivare").

A proposito di diavolo... una cinquantina d’anni fa, quindi in tempi non ancora così pesantemente sospetti, durante un esorcismo il diavolo affermò che la televisione era stata inventata dai suoi uomini non solo per irretire le coscienze,  ma soprattutto perché un giorno tramite questa  avrebbe anche potuto controllare “fisicamente” l’umanità.  Insospettito dal termine “fisicamente” l’esorcista riuscì solo ad ottenere una risposta misteriosa, relativa a sostanze inserite nelle “menti”, in grado di essere attivate con determinati segnali, che oggi definiremmo criptati. Questo scatenò una serie di nuove ipotesi in letteratura della robotizzazione umana, oggi resa ancora più attuale da tutte le polemiche derivanti dalle scoperte relative a certi microchips di ultima generazione, impiantabili solo sulla fronte, oltre che dagli effetti dei video giochi, per non parlare dei famosi siti tipo “Second Life”. Le argomentazioni sono così numerose che alcuni studiosi oggi affermano senza alcun dubbio che le due corna della bestia citata nell’Apocalisse, altro non sarebbero che il sistema della medicina ed il sistema delle telecomunicazioni…( Apocalisse 13,11 "Vidi poi salire dalla terra un'altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago".


A ben vedere però, oggi basterebbe prendereo in considerazione le statistiche di quanti additivi chimici ingeriamo nei cibi (su una media annua  di 450 kg pro capite di cibo ingerito e 300 lt. di acqua,  siamo arrivati a medie di oltre tre chili di chimica all'anno solo nel pane...). Le combinazioni nell’organismo di queste combinazioni chimiche hanno effetti sempre più misteriosi (come sono misteriose le ragioni per cui si usano certi additivi su alcuni cibi...) e se associamo quelle statistiche alle statistiche di quanti guardano  la televisione mentre pranzano …comprendiamo che non sarebbero nemmeno più necessari segnali criptati, ma basterebbero (…bastano ed avanzano) quelli semplici!


La nostra opinione è che in realtà non sono poi così pericolosi tutti questi cibi, visto che il nostro corpo è una macchina meravigliosa che riesce a disintossicarsi e purificarsi abbastanza facilmente. Questo infatti è quello che stiamo promuovendo in queste puntate (dalla prossima riprenderemo con i cibi per la disintossicazione dell’apparato urinario,  il secondo grande sistema naturale di disintossicazione del nostro corpo, fornitoci da madre natura (ed in seguito  vedremo bene anche gli altri due, nello stesso modo utilizzato alla puntata 15 per il sistema digestivo). Ricordiamo  sempre quanto in effetti afferma Gesù in Marco 7,18  “«Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti”.


Quello che invece più ci sta a cuore in questa puntata è spostare l’attenzione sulla parte spirituale dei nostri comportamenti e stili alimentari. Osserviamoci e percepiamoci durante questa attività di  “guardare la televisione durante le refezione”… e riconosceremo assai facilmente alcuni meccanismi, questi si veramente diabolici! Sembra infatti che per il nostro nemico sia estremamente importante allenarci a fare funzionare i nostri sensi in play-back.
E’ sempre il solito grande tema dell’imparare a vivere al presente, primo grande insegnamento del Vangelo, per non vivere nella paura e nel mondo dell’ìllusione, regno di colui che non esiste (etimologia di "esiste", da ex-siste = stare fuori,  fuori dall’essere).
L’istinto della nutrizione comporta il massimo coinvolgimento dei sensi (ecco perché si usa sempre la nutrizione per fare passare certi segnali!...). Questo coinvolgimento l’uomo è chiamato a disciplinare ed elevare, ma per imparare a fare questo bisogna essere presenti. Dobbiamo mantenere noi il nostro controllo…e non delegarlo ad altri !
Guardare la televisione mentre si sta facendo dell’altro, crea schizofrenia, sempre, a meno che non siamo vigili…
…Riflettete quanto importante sia per il nostro nemico farci associare questa schizofrenia alll’azione del masticare … Se creamo degli automatismi nel masticare in "stato di assenza", come saremo poi quando andiamo a masticare l’eucarestia?  Abbiamo usato il termine “masticare” invece di “mangiare” non a caso, perché a questo punto si potrebbe far cenno ai mali dei nostri denti, ma ci saranno altre occasioni per approfondire questo discorso.
Quanti di noi sono presenti nel momento in cui assumiamo l’eucarestia e quanta commozione proviamo durante una simile esperienza? Avete mai percepito la forza intensa che emana da ogni singola masticata?
Come riusciamo a tornare al nostro posto senza poter “cadere sul volto” ( termine utilizzato nel vangelo per descrivere i re magi quando vedono finalmente Gesù, o per Gesù nel Getsemani durante l’ultima preghiera prima dell’inizio della passione…”)?

Al tempo dei nostri nonni e bisnonni c’era un' usanza per favorire il porsi in stato di consapevolezza, così da rendersi coscienti di ogni aspetto di quanto stiamo vivendo, nonchè della natura, preparazione, gusto dei cibi. Anche per raggiungere  la saggezza nell’applicare durante la refezione i sensi a realtà esterne l’assunzione dei cibi come per esempio  la conversazione, l’ascolto, l’audizione  e la visione può essere utile fare un digiuno della parola e cioè di fare silenzio a mensa almeno una volta a settimana (per esempio il venerdì). Non sarebbe male ripristinare questa pratica; spesso i piccoli digiuni producono molti più effetti, che non le grandi cose...( chi non ha trovato sufficienti stimoli in queste puntate per provare il digiuno, ricordi questa nota!).
Ricordiamo infine che il parlare o il tacere a tavola non devono ostacolare la serenità del pasto...!

Chiudiamo questi interventi sul digiuno con i nostri migliori auguri che questa Pasqua possa costituire per tutti noi una forte e decisa rinascita. Avevamo lasciato Satana, simbolo di tutti i nostri lati peggiori, all’inizio della quaresima, quando dopo avere tentato Gesù a trasformare le pietre in pane, se ne andò per tornare a tempo fissato.  ( “Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato” Lc 4,13). Sappiamo che questo “tempo fissato” è proprio il momento appena citato qualche riga sopra, nel Getsemani, simbolo dei momenti di maggiore sofferenza della nostra vita. Ricordiamoci sempre di non avere mai paura, perché non siamo mai soli e subito dopo una grande sofferenza c’è sempre chi ci conduce alla rinascita!
Così anche nella nostra società, l’alimentazione è uno dei segni della rinascita spirituale dei nostri tempi, che  tenta di costruire le sue nuove vie nella storia concreta degli uomini e quindi anche sulle nostre mense.
L’occidente intellettualistico e moralistico ha dimenticato lungo i secoli la rilevanza spirituale del cibo, ma oggi siamo qui ancora più forti per recuperare, favoriti dalla consapevolezza degli errori commessi!
Il nostro corpo di carne è il tempio materiale dello Spirito, quindi ogni materia con cui lo costruiamo è spiritualmente rilevante. Questa nuova coscienza selettiva ci fa superare i due grandi pericoli che stiamo correndo in questi tempi storici: l’omologazione  alla McDonald’s ed il cosmopolitismo del mondo in tavola, che ci porta a mangiare ogni giorno una cucina diversa come al tempo delle varie lingue di Babele.
Lungi dall’irrigidirsi in neo-fondamentalismi provinciali, né perdersi nell’omologazione mercantile, la nuova sensibilità spirituale per i cibi ci porta invece a ritrovare i frutti della nostra terra. Arricchiti dalle influenze del mondo rielaboriamo e riscopriamo i profumi, i colori ed i sapori nostrani. Buona metafora del tragitto di rigenerazione millenaria a cui sono sottoposte oggi tutte le culture, per trasfigurarsi nelle nuove culture e lingue più evolute del nuovo cielo e della nuova terra, quella della civiltà dell’amore.
La Pasqua è simbolo di questa rinascita.


10.21 Funzionamento e disintossicazione di reni e apparato urinario.

APPARATO URINARIO

L'apparato urinario è la parte del corpo che si occupa della formazione, concentrazione ed eliminazione dell'urina, che è costituita a partire dalla filtrazione del sangue dai reni, con l'obiettivo primordiale di sopprimere materiali tossici all'organismo. Tutto il sangue circolante nel corpo umano passa, necessariamente, per un processo di purificazione nelle vie urinarie. 

Due importanti processi biochimici sono in costante attività all'interno del corpo umano. L'anabolismo, costruendo e riparando tessuti, e il catabolismo, distruggendo ed eliminando. L'apparato urinario è stato concepito, principalmente, per trattare i prodotti del catabolismo. 

Gli organi urinari hanno un'importanza vitale per la salute della specie umana grazie alla loro funzione di depurazione, che è uno straordinario lavoro di detossinazione organica, e grazie al mantenimento dell'equilibrio fondamentale dei diversi liquidi vitali, come il sangue, il liquido interstiziale e la linfa, entro dei limiti molto ristretti in un organismo sano. 

VIE URINARIE: Reni, ureteri, vescica, uretra.

Reni. Per iniziare, vedremo alcuni aspetti importanti e di base della fisiologia renale. I reni sono organi escretori che, attraverso la diuresi o secrezione dell'urina, svolgono l'importante funzione di eliminazione, sia delle sostanze fisiologicamente attive, come gli ormoni e i medicinali, sia delle diverse sostanze tossiche introdotte nel nostro organismo o risultanti dai diversi processi vitali. I reni svolgono un fantastico ed ininterrotto lavoro di prevenzione dell'autointossicazione organica. La rischiosa e pericolosa insufficienza renale può portare a gravi problemi nel giro di alcune ore ed arrivare ad un esito fatale in pochi giorni.

I nefroni sono le unità funzionali dei reni, impegnati non soltanto nell'eliminazione dei cataboliti, ma anche nel mantenimento dell'omeostasi o equilibrio dell'ambiente interno. Si calcola che esistano circa da uno a due milioni di nefroni in ogni composizione renale. Esiste una differenza fondamentale tra il tessuto renale e il tessuto epatico. Gli epatociti, unità funzionali del fegato, hanno la capacità di rigenerarsi quando vengono distrutti. I nefroni non possiedono questa stessa competenza. I nefroni regolano il contenuto liquido di tutto l'organismo umano, mantenendo, entro dei limiti di sicurezza, la composizione chimica del sangue. Eliminano tutto l'eccesso di acqua, oltre alle sostanze superflue e indesiderabili, risultanti dall'attività metabolica dei tessuti o derivate dall'assorbimento intestinale. Eliminano inoltre gli elementi estranei introdotti nel nostro organismo, come la chimica di sintesi dei medicinali, dei pesticidi e degli additivi contenuti negli alimenti, gli inquinanti dell'aria, dell'acqua e della dieta alimentare. La costante eliminazione di queste innumerevoli sostanze tossiche danneggia o causa molte lesioni alla struttura del tessuto renale. 

L'eccesso di acido urico e di acido ossalico nella circolazione sanguigna, risultato di eccessi o dell' alimentazíone sbagliata, promuove una precipitazione nell'urina di sali, urati e ossalati, che favoriscono la formazione di calcoli renali. Con l'analisi della composizione dei calcoli, possiamo avere informazioni sui componenti dei calcoli e di conseguenza degli alimenti da eliminare dalla dieta. 

Sono segnali e sintomi iniziali di disfunzione renale:

* Edema sotto gli occhi, soprattutto al risveglio.

* Edema delle estremità superiori, principalmente delle mani, al risveglio o dopo lunghe passeggiate.

* Edema delle estremità inferiori, soprattutto piedi e caviglie, alla fine della giornata o dopo un prolungato periodo in piedi o seduti, per esempio nei lunghi viaggi.

* Urina di colore arancio, soprattutto al risveglio o dopo un lungo periodo senza orinare. Può venire assieme ad un odore accentuato.

 

La disfunzione renale può presentare sintomi associati come prostrazione, nausea, vomito e innappetenza, stitichezza alternata a diarrea, dolori lombari profondi nei casi di litiasi, o ancora dolori nella regione epigastrica. Alcune malattie possono essere associate alla disfunzione renale, principalmente quelle del sistema epatobiliare e malattie infettive come tonsilliti, otiti, sinusiti, ma anche 1'insufficienza cardiaca ed i disturbi ghiandolari. 

Oltre alle predisposizioni ereditate e all'indebolimento delle difese organiche, alcune delle principali cause fisiche delle malattie o disfunzioni renali sono presentate di seguito:

•Il consumo quotidiano del sale industrialmente raffinato merita un distacco speciale, principalmente perchè è contenuto nelle conserve e nei condimenti industrializzati (75%). Gli altri 25% sono presenti durante il processo di preparazione degli alimenti.

•Lo zucchero, principalmente raffinato e derivati, come le bibite gassate, i gelati e i dolci in generale (lo zucchero colpisce soprattutto vescica e uretra).

•Tutti i tipi di bevande alcoliche ( non usare alcol nemmeno come medicamenti in caso di crisi acute o insufficienze renali, ma anche cirrosi epatiche!).

•Alcaloidi: caffé, carne (tomaina), tè nero, tè verde, cioccolato, guaranà, bibite tipo cola ecc.

• L'abuso irresponsabile della chimica di sintesi, soprattutto i medicinali allopatici e gli additivi chimici degli alimenti, pesticidi ecc. Corrosivi del sensibile tessuto renale essi possono distruggere i nefroni di forma irreversibile. 

La mancanza di stimoli naturalí (acqua, sole ed aria), la vita sedentaria o la mancanza di riposo adeguato possono anche contribuire ad un non ottimale funzionamento dei reni. Il trattamento delle malattie dei reni mira al miglioramento della loro funzione attraverso lo stimolo della diuresi, utilizzando alimenti e piante medicinali con un'intensa azione diuretica, promuovendo un processo di lavaggio dei reni e cercando di bandire il più velocemente possibile l'utilizzazione dei medicinali di sintesí. I medicinali steroidi devono essere eliminati in forma progressiva. 

Il trattamento della disfunzione renale acuta o cronica richiede, soprattutto:

* riposo assoluto, giacché lo sforzo fisico può ridurre il flusso di sangue ai reni;

* la soppressione necessaria dei principali nemici, specialmente sale raffinato, zucchero ed alcol, come anche gli alcaloidi e la chimica di sintesi;

* è molto importante la riduzione degli alimenti proteici giacché l'eccesso di proteine nella dieta alimentare può essere lesivo alla struttura renale;

* dieta alimentare con molti liquidi ad effetto diuretico.


Seguiamo volentieri un invito giuntoci da più parti e cioè di fare, quando possibile, qualche cenno anche alla medicina sacra del cuore. Pertanto seguirà questa puntata una puntata bis, fuori corso, dove tratteremo alcuni aspetti psichici e spirituali delle malattie dei reni. Precisiamo che la medicina sacra del cuore è solo personalizzata e poco si presta alle generalizzazioni proprie di una materia quale invece è l'alimentazione. Preghiamo quindi di leggere questi cenni con molto "granus salis", tenendo conto che si tratta solo di alcuni aspetti generali, che è solo più facile cogliere su un numero abbastanza vasto di persone, ma per nulla esaustivi.


10.21bis Cenni sulle valenze psichiche e spirituali dei reni.

L'alimentazione può intervenire in modo notevole sui sintomi delle malattie e può essere una concausa importante di queste, ma per la guarigione occorre  affrontare più le cause ancor più che i sintomi, e le cause sono essenzialmente spirituali;  solo in seconda battuta, in caso di mancata risposta, compensiamo a livello psichico attraverso i vari tipi di ansie e paure. Se inascoltate e non corretti i comportamenti infine, saremo obbligati in terza battuta a compensare ulteriormente, questa volta a livello fisico, attraverso i vari sintomi, che chiamiamo malattie. Le diverse parti del corpo infatti sono correlate con l'anima e sono le funzioni delle diverse parti del corpo, che ci fanno individuare i tipi di comportamento da correggere e quelli da attuare per  uscire dalla sofferenza. Siamo ad immagine di Dio e chiamati a realizzare la Sua somiglianza: va da sè che che le funzioni delle varie parti del corpo richiamino delle identiche corrispondenti funzioni dell'anima.

Così anche i reni, dove possiamo individuare oltre alla funzione principale indicata in apertura ( filtro e pulizia del sangue ) altre tre funzioni primarie e cioè quella di presiedere all’equilibrio dell’acqua e regola della concentrazione dei liquidi corporei, l'aiuto fondamentale a mantenere in equilibrio le sostanze chimiche e gli ormoni del nostro corpo ed infine quella di presiedere al metabolisno del sale con le surrenali.  

Tra le funzioni ormonali principali legate ai reni ricordiamo quelli che stimolano il midollo osseo a produrre i globuli rossi, che portano l'ossigeno in tutto il corpo. Senza una quantità sufficiente di globuli rossi può comparire anemia, che causa stanchezza, debolezza e sensazione di freddo a tutto l'organismo. Ancora gli ormoni che aiutano il corpo a utilizzare la vitamina D, che mantiene le ossa forti e sane e gli ormoni che mantengono sotto controllo la pressione arteriosa. infine la secrezione di ormoni sessuali e adrenalina tramite le surrenali (funzione vasocostrittore e tonificante).  

Oltre alla "valenza di funzione spaziale" ricordiamo che le parti del nostro corpo sono legate anche ad una  "valenza di funzione temporale", in relazione cioè ai vari stadi della nostra crescita ed evoluzione personale. Così dire che i reni presiedono al passaggio dall’acqua al sangue ( ... sangue che poi, nelle tappe successive della nostra evoluzione,  spirituale si tramuterà in spirito), significa riferirsi a quel momento della nostra vita in cui lasciamo la giovinezza per diventare  autonomi e quindi adulti. Momento così ben espresso da Gesù nell'episodio delle nozze di Cana, all'inizio della sua "vita pubblica" con tutti i passaggi simbolici ivi descritti. Nella nostra vita spirituale questa tappa è a cavallo del nostro passaggio dall'età dell' "avere"  all'età dell' "essere". Questa è la prima importante occasione di sperimentazione, di conoscenza del matrimonio tra la nostra parte femminile e quella maschile, così come avviene a livello fisico. Questa esperienza però difficilmente avviene contemporaneamente alla nostra esperienza fisica di matrimonio, visti i ritardi e gli sfasamenti con cui procedono la nostra età fisica, rispetto alla maturità psichica e ancor più rispetto alla nostra età-maturità spirituale.

Le malattie o disfunzioni dei reni vanno dunque superate ricercandone le cause entro questi delicati squilibri...

Ma proviamo ad addentrarci un po' più profondamente, seppur delicatamente, in punta di piedi,  sulle valenze spirituali di questo organo meraviglioso, di cui il creatore ci ha dotato.

Quando ha vinto il premio Nobel per la chimica, nel 2003, molti si sono chiesti che cosa avesse di tanto importante la scoperta di Peter Agre. E solo adesso, quattro-cinque anni dopo, si inizia a comprendere la straordinaria rilevanza degli studi di questo scienziato americano di 59 anni premiato dagli accademici di Stoccolma per aver rivelato l'esistenza delle acquaporine, un sistema etremamente evoluto di chiuse e canali nei reni. Prima delle pubblicazioni di Agre infatti non era chiaro come l'acqua (che rappresenta circa il 80-60 per cento del nostro corpo e varia con l'età - maggiore percentuale alla nascita minore alla morte, ed il peso) si muove nei tessuti, come si accumula, come si disperde.
Dopo la sua scoperta, invece, lo si sa. Ma chi conosce in profondità la Bibbia già detiene questa consapevolezza, tanto è vero che i reni vengono spesso indicati nella Bibbia con la parola  halasim, che significa essenzialmente "liberare".  Un tempo nel paradiso l’uomo gioiva della coscienza di  Dio … La mente dell’uomo era come un giardino in cui scorreva un fiume di pensieri ed idee, che venivano da Dio stesso. Era il fiume della vita, la cui acqua viva è così spesso citata da Gesù. Ma nel corso dello sviluppo dell’umanita’  avvenne un cambiamento … le menti degli uomini hanno voltato le spalle a Dio ed il corso del fiume della vita venne ostruito da vari detriti … che con l’andare del tempo formarono una grande diga, fino all'arrivo di Gesù, che ha ripristinato la corrente fluente. In qualche modo la storia dell'evoluzione umana durante milioni di anni, la nostra filogenesi, si ripropone nella nostra ontogenesi, la nostra evoluzione personale durante poche decine di anni.

I reni sono l'organo che rappresentano questo nostro stato di salute spirituale, questa nostra capacità di tenere liberi e scorrevoli questi fiumi che rappresentano la grazia di Dio che scorre fino a noi...

Conflitti come quelli dell'avere perso tutto, l'aver perso tutti i punti di riferimento, il sentirsi un pesce fuor d'acqua, conflitti di aver imboccato la strada sbagliata, di essere stati messi fuori gioco, i conflitti relativi al liquido e alla pressione, così come sentirsi nel deserto, il  conflitto del profugo o per l'esistenza, il conflitto del sentirsi lasciati soli, trascurati, non accuditi, abbandonati a se stessi... sono tutte le situazioni in cui viene a trovarsi l' "uomo senza Dio" ( Matteo 28,20 "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo"). Si tratta di situazioni che evidenziano blocchi sostanziosi e limitazioni della nostra libertà, che vengono compensate con tutta una serie di difese e scelte non vitali,  che conducono  alle varie malattie nei vari tipi di tessuti dei reni. Ogni tipo di tessuto dell'organo indica il suo significato specifico. Si denota l'incapacità di far fronte a ciò che potrebbe mettere in pericolo la vita, non sapere a quali opinioni aderire, non sapere delimitare il proprio territorio dall'interno, l'incapacità di sentirsi abbastanza forti, l'incapacità di prendere decisioni riguardo le necessità della vita. "Aiuto, affogo!" ... così come "Aiuto, sono disidratato o muoio di sete!" sono i tipici stati di queste persone, che corrisponde all' "Aiuto, soffoco!" o "Aiuto, mi manca l'aria" tipico dei conflitti riguardanti i polmoni, di cui parleremo nelle prossime puntate.

La struttura renale è complessa per cui i problemi dei reni sono assai diversi e caratterizzati da una notevole pluralità di sintomi. Un altro termine usato nella Bibbia per indicare i reni è "kiliah", che significa anche totalità. Ed esiste infatti un legame stretto tra i reni e la  totalità delle malattie. La totalità dei sintomi di ogni malattia infatti si presenta con maggiore gravità e pericolosità se in concomitanza del cosiddetto "conflitto del profugo", ovvero l'attivazione dei tubuli collettori renali  tramite i quali si riteniamo i liquidi. Quando un evento ci pone di fronte all'avvicinarsi di situazioni fortemente critiche scatta automaticamente a  livello inconscio un processo di tesaurizzazione dell'acqua per cui ogni singola goccia viene appartata a riserva idrica. Possiamo notare in tutti noi un esempio di questo fenomeno naturale di ritenzione, quando siamo in viaggio e/o quando cambiamo casa per qualche giorno, finchè non ci ambientiamo e prendiamo confidenza con il nostro nuovo territorio in cui ci troviamo momentaneamente a vivere... Immaginiamo quindi i meccanismi che subentrano negli ammalati quando si teme un ricovero in ospedale, i nostri freddi ospedali-laboratori senz'anima, da dove spesso si teme di uscirne menomati, se non addirittura non uscirne più vivi. Oppure si teme di essere abbandonati nella solitudine della malattia a casa senza sufficiente cura, vittime di questa "società di corsa".  

Comprendiamo allora quanto spesso e con quale ruolo intervengano i reni, in caso di malattia.  Il problema è che sono in pochi coloro che percepiscono il creato come la "casa comune", che il Padre ci ha donato per realizzare nostro tramite, il Suo progetto tra i nostri fratelli, il progetto per cui ci ha creati ... Immersi i  questo atteggiamento ci sentiremmo "a casa" ovunque!

Non parliamo poi degli anziani, condannati ai soggiorni obbligati nelle case di "cura" lontano da casa... che rendono impossibile qualsiasi guarigione (a meno che prima non vivessero in una casa dal clima così poco salubre per cui l'allontanamento diventerebbe  una salvezza...).

Terapeuticamente quindi nella totalità delle malattie diventa di primaria importanza risolvere o gestire il conflitto del profugo, ancora prima della malattia principale. E' importante capire dove la persona si senta psichicamente veramente "a casa" (spesso la soluzione si trova in una casa dell'infanzia, magari delle vacanze o dei nonni...dove si è vissuto un periodo di vita particolarmente gioioso e quello risulta sempre essere il posto migliore dove trascorrere una convalescenza  ideale).... Oppure c'è un'altra strada, che passa attraverso il risveglio della nostra consapevolezza di essere tutti figli di Dio. Soprattutto questo diventa il momento giusto per fare emergere la nostra facoltà spirituale di vivere il mondo intero come la nostra "casa tra i nostri fratelli", dove si realizzano i principi cristiani della condivisione e dello scambio gratuito ed incondizionato. Ecco perchè da questo tipo di malattia si fa così fatica ad uscirne, se non si conprende tutto questo. Ecco perchè chi ne esce è proprio chi ha deciso di diventare protagonista "costruttore di nuovi cieli e nuova terra", nuova perchè realizzata da coloro che hanno deciso di impegnarsi in questa nuova scoperta.

Beato chi ha sete di giustizia, dice Gesù. Per giustizia intendiamo quella situazione in cui si ripristina l'equilibrio originale della creazione, quello dell'Eden. Questo equilibrio si ripristina donando totalmente ed incondizionamente (Matteo 10,8 ....Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date). Allora comprenderemo perchè oltre che con il termine già visto di  "kiliah"( totalità), nella Bibbia i reni si indicano anche con il termine di "matnaim", che significa "dare doni, donare"!

Non apparirà più strano allora sentire di guarigioni miracolose dalla dialisi, quando la vita di queste persone si trasforma in tale modo. Nemmeno stupirà sentire di ricerche come quella condotta dall'Università di Warwick, in pubblicazione su "National Bureau of Economie Research", che per la prima volta ha correlato l'indice di felicità di una nazione con la pressione dei suoi abitanti e non solo con la loro ricchezza.

La pressione arteriosa media è un indice affidabile della serenità degli abitanti di un paese. Quanto più è bassa, tanto più le persone si sentono felici,  quanto più è alta tanto più le persone hanno paura.
«Abbiamo trovato che l'ipertensione rappresenta un parametro molto affidabile per valutare lo stato generale di serenità degli abitanti di una nazione». Lo studio ha preso in esame 15 mila persone in numerosi stati del vecchio continente. A ognuno sono state chieste informazioni sulla vita, sul livello di soddisfazione generale, sullo stato di salute generale con particolare riferimento alla condizione psicologica.
Infine sono stati valutati i livelli di pressione arteriosa e si è considerata anche l'ipertensione pregressa. I valori pressori, a detta di Andrew Oswald dell'Università di Warwick, potrebbero diventare in futuro un fattore chiave per valutare lo stato di salute economico e psicologico di un'intera nazione.

A proposito di pressione ancora un' annotazione: quella relativa alle surrenali, che entrano in gioco in caso di stress estremo, insopportabile, proprio quando ci vuole il classico  ultimo "colpo di reni"  ... per vincere, il darsi tutto, ancora una volta.

Ultimo termine usato nella Bibbia per indicare i reni è "kesalim", che significa "sede della sapienza e del buon senso", visto che si tratta di un organo che filtra e discerne tra meteriale buono e quello di scarto, il riferimento al discernimento sembra perfino ovvio. Immediato anche il riferimento al sale al cui metabolismo sono chiamati i reni. Gesù dice: "Voi siete il sale della terra" (Matteo 5,13)  e subito dopo in Matteo 5,14 "Voi siete la luce del mondo". Durante il nosro cammino spirituale siamo chiamati a trasformare il nostro sale in fuoco, infine il luce. Anche questo processo parte dai reni.

Materiale per lavorare per chi vuole guarire, spunti di riflessione, motivi per cambiare vita... qui ce ne sono abbastanza. Buon lavoro!  


10.22 Cibi per disintossicare reni e apparato urinario.

E' di vitale importanza l'uso intensivo dei diuretici naturali, come :

1. il succo frullato di anguria (con i semi, filtrato o meno), da tre a cinque giorni, in modo intensivo. Si può saziare la fame, e non soltanto la sete, con il succo di anguria;  consumarne almeno 1 kg al giorno, ma attenzione ai cali di pressione per le persone non ipertese!

2. il succo di pompelmo, soprattutto a digiuno, e se possibile tre bicchieri di questo succo per iniziare la giornata;

3. acqua di cocco verde durante il giorno, specialmente nello spazio tra i pasti;

4. pera, mela, papaya, melone, uva dolce sono frutti che ausiliano nel trattamento della glomerulonefrite. La fruttaa acida, ecceto l'ananas maturo, dev'essere evitata durante la crisi.

5. verdure come il cetriolo (consumato con la buccia), le carote, la zucca, la rucola, la cicoria o il tarassaco, il crescione, il prezzemolo e l'insalata possono essere usate nei centrifugati freschi o nelle insalate ( soprattutto nei momenti delle infezioni, perchè alcalinizzano).

6. piante medicinali ad effetto diuretico come gli stimmi di mais(soprattutto per la vescica) , preparati sotto forma di infuso, l'equiseto (soprattutto per il rene) , I' avocado (soltanto la foglia secca) e altre, devono essere consumate quotidianamente sotto forma di té o infuso.

La riduzione del numero dei glomeruli operativi può portare quasi certamente alla dialisi peritoniale o alla sofferta emodialisi, di difficile ritorno e con delle pesanti conseguenze. Gli svantaggi dell'angosciante emodialisi sono: costo operativo estremamente elevato; dieta di mantenimento molto restrittíva; costante aggiustamento nell'equilibrio dei sali minerali, come il rapporto sodio­potassio; restrizione della mobilità, giacchè difficoltano i viaggi ecc. , rischio di contagio dell'epatite infettiva; anemia e malattie delle ossa. 

La litiasi renale o i calcoli renali è la comparsa di depositi nelle vie urinarie, che formano cristalli, sabbia o pietre, generati di forma costante e ricorrente, più negli uomini che nelle donne. La maggior parte delle occorenze si verifica nelle persone con più di trent'anni. Il 75-80% dei calcoli sono formati da sali di calcio come l'ossalato di calcio e l'urato di calcio, originati dall'acido ossalico ( prodotto da spinaci, indivia, ravanelli e melanzane o da misture di frutta acida con dolci o di frutta acida con amidi)  e dall'acido urico( prodotto da alimenti acidificanti, quindi in primis carni, soprattutto interiora, leguminose secche, soprattutto soia, uova, arachidi e noci ed indirettamente anche l'alcol) , o ancora dal fosfato di calcio.   

La costituzione ereditata dell'individuo e, in modo determinante, i fattori dietetici, come il basso tenore di fibre nella dieta alimentare o l'eccesso di carboidrati raffinati, concorrono di forma importante nella genesi della litiasi renale. Dopo una considerevole ingestione di zucchero, si osserva un aumento del calcio urinario. Il consumo eccessivo delle bevande alcoliche e delle proteine di origine animale come la carne, le uova, i formaggi ed il latte, l'eccesso di grassi e di calcio, predispongono alla formazione dei calcoli.

Colica renale

Durante la crisi di colica renale è importante non usare alimenti solidi e bere intensamente molti liquidi ad effetto diuretico, come i succhi di frutta e le tisane calde. Si devono usare le piante e gli alimenti che hanno il potere di levigare le pietre, promuovendo un'azione analgesica e favorendo l'eliminazione dei calcoli. La pianta phyllantus niruri - spacca pietra, sotto forma di tisana e principalmente la sua tintura madre, ed anche il centrifugato di rucola, cicoria o tarassaco, promuovono la levigatura delle pietre, riducendo l'attrito che provoca i dolori ed il sanguinamento. Il centrifugato di carote, con un alto tenore di betacarotene, possiede un'azione analgesica nella colica renale.

Cistite

• La cistite, o infiammazione della vescica, può colpire fino al 25% delle donne, con infezioni urinarie ricorrenti almeno una volta all'anno. I principali segnali e sintomi della cistite sono:

* necessità frequente di orinare. Anche dopo lo svuotamento della vescica, rimane la sensazione di avere ancora un po'di urina. Molte volte la persona, immediatamente, torna ad orinare ancora un po' e ha la sensazione che il desiderio di orinare sia molto più grande della quantità eliminata.

* bruciore o dolore durante la minzione principalmente alla fine della diuresi.

* dolori al basso ventre.

* aumento della diuresi notturna (notturia).

* urina con colorazione torbida o arancio, può contenere pus o sangue, con odore sgradevole. In un stadio avanzato della malattia, la persona avverte un forte desiderio di orinare e riesce soltanto ad eliminare sangue.

Il trattamento medico ortodosso o ufficiale cerca soltanto il sollievo immediato. Cerca di sopprimere i segnali ed i sintomi, senza colpire le cause fondamentali. Non fa niente per impedire le ricadute, promuovendo la cronicizzazione della malattia, con delle sgradevoli conseguenze. 

La stragrande maggioranza delle droghe di sintesi in uso sono molto dannose al tessuto renale. Provocano, molte volte, danni irreversíbili, senza sradicare le cause della malattia. L'apparente "guarigione" pùo essere peggiore che la malattia stessa. I cambiamenti reali delle abitudini nocive di vita, soprattutto le abitudini alimentari, sono l'unico modo di prevenire le ricadute. 

Le principali cause della scomoda cistite o i veri nemici della vescica sono lo zucchero raffinato e tutti i suoi derivati, bibite gassate, gelati, ghiaccioli, cioccolato, dolci industrializzati o casalinghi, caramelle, torte, budini, marmellate, creme, mousse, frittelle ecc. Ma anche lo zucchero grezzo di canna, principalmente nella fase acuta della malattia. Tutti gli altri nemici del sistema urinario, soprattutto il sale raffinato e le bibite alcoliche, devono essere ugualmente soppressi. 

Nel caso della fastidiosa ritenzione urinaria, fare bagni genitali (semicupio) ghiacciati per circa trenta minuti e permettere di eliminare l'orina durante il bagno. Il freddo - a stomaco vuoto - ha sempre un effetto molto diuretico. Nel momento del bagno è molto importante mantenere i piedi caldi (anche massaggiandoli prima). Compresse fredde possono anche essere usate nel sollievo della crisi di cistite.

Tutte le malattie delle vie urinarie non sono quasi mai dovute ad una causa unica. Il corretto e vero trattamento deve puntare all'eliminazione di tutte le cause. Se non saranno soppresse le cause, non ci sarà guarigione. Si deve ricordare sempre che nessuna droga di sintesi è esente da pericoli o di effetti collaterali, e che queste possono causare gravi danni al tessuto renale, generando come risultato la cronicizzazione delle malattie. 

Il trattamento clinico naturale richiede la coscientizzazione dell'individuo e la sua cooperazione attiva e dedicata in tutte le fasi, ed esige l'adempimento stretto delle istruzioni e procedure raccomandate. Questa è la forma più sicura di recuperare e conservare la salute e il benessere.


10.22bis Cenni sulle valenze psichiche e spirituali della vescica.

Sembra banale comprendere che le opportunità rappresentate dalla vescica introducono alla capacità di non potere marcare e delimitare il proprio territorio dall'interno, quindi non sapere a quale opinione aderire, non potere stabilire la propria posizione, non potere riconoscere i limiti del proprio territorio... Invece è molto difficile penetrare intimamente la realtà di questo lato del nostro essere. Si tratta di una situazione molto delicata, che ci introduce ad una delle emozioni più diffuse e complesse del nostro tempo e che saremo costretti ad approfondire quando arriveremo a parlare del nostro organo principale: il cuore. La vescica, l'uretere e l'uretra, organi del passaggio, ci introducono all'argomento, quando la nostra relazione con il territorio crea amarezze, collere, frustrazioni derivate da un cumulo di emozioni legate al mancato rispetto del territorio.
A proposito di territorio..., per meglio comprendere il significato della vescica occorre tenere conto che si trova  tra l’apparato renale e quello genitale. Esaminandoli si coglie l’analogia delle loro funzioni: «energia vitale in movimento», che genera la vita, le individualità, attraverso l’unione (o la separazione) di polarità. Può ciononostante stupire la collocazione topografica su piani diversi di questi due apparati. Basta, però, ricordare che lo sviluppo delle vie uro-genitali ha un denominatore comune, se lo si esamina nel corso della vita embrionale. Entrambi gli apparati derivano, infatti, dai dotti mesonefrico e paramesonefrico (cordone uro-genitale) e hanno inizialmente un'analoga collocazione topografica. Solo successivamente, dal 3° mese in poi, le gonadi migreranno per raggiungere la loro collocazione definitiva, insieme agli apparati genitali maschile o femminile, che nel frattempo si sono pure differenziati.
 
Naturalmente anche il rene sinistro o il destro  hanno un significato diverso in base alla loro topografia, ma data  la nostra esperienza non possiamo dire oltre, perché il paziente o la persona che ha un problema tende a pensare che il suo problema sia identico a quello che viene descritto qui o nei libri. Non funziona così, prima di capire quale sia il problema va analizzata a fondo la vita del paziente ed il suo modo di percepire la propria esistenza.  Quindi dire rapporto con gli altri, con se stessi , con la propria forza, la propria volontà, con la propria forza  ha  senso solo dopo aver valutato ed analizzato attentamente il contesto e la storia del paziente.
Inoltre il concetto di territorio ha significati molto diversi tra maschi e femmina così come fare pipi non è identico, non ha gli stessi movimenti, non delimita gli stessi spazi e non ha lo stesso significato per l’uomo e per la donna: il primo esprime la sua potenza in relazione agli altri, la seconda delimita il suo spazio in relazione agli altri. Guardate i cani per capire.
 
Il concetto di territorio è legato al movimento, tema a cui il Vangelo dedica alcuni tra i momenti più alti ed emozionanti. A partire dal terremoto con cui  Gesù frantuma la pietra di quel sepolcro, che ci tiene tutti prigionieri in quel  suo spazio angusto e buio, tutti (Maria di Madgala, Pietro e Giovanni, i discepoli di Emmaus...) iniziano a correre, a fare movimento, ad agire senz'indugio, per realizzare il regno.
E noi siamo riusciti ad abbattere le pareti del nostro sepolcro-prigione? Abbiamo compiuto la nostra rinascita? O siamo ancora ristretti e confinati in territori buii ed angusti? Giaciamo ancora stressati e gelosi nel nascondiglio dei nostri carrarmati all'interno dei reticolati che delimitano le nostre proprietà, prigionieri nel nostro territorio?
 
Possiamo fare una similitudine con la  formula dell'energia E = mc², propria della teoria della relatività, la formula fisica più famosa, semplice ed elegante. Se poniamo lo spazio, il territorio al posto della grandezza "m"( che nella formula di Einstein indica la massa)  ed il movimento al posto della grandezza "c" ( che indica la velocità della luce), possiamo forse intuire come queste grandezze siano relazionate alla nostra energia vitale.
 
Un altro parallelo lo possiamo fare con i bambini, vedi per esempio la nascita di un fratellino oppure appena un po' cresciuti,  il classico caso dei due fratellini che condividono la stessa camera, dove l'uno  fa spesso la pipì a letto, sentendosi invaso dall' esuberanza o dallo stile dell'altro, quasi sempre il maggiore, che la fa da padrone. Basta che al piccolo venga assegnata una cameretta tutta per lui perchè l'enuresi cessi. E' importante comprendere ciò che per loro rappresenta il territorio, perchè sarà così anche per noi adulti: cosa rappresenta il nostro territorio nelle varie opportunità della vita?
Ricordiamo che la paura può essere rappresentata anche da un genitore troppo esigente (i voti a scuola??!!) , che aggredisce il territorio psicologico del bambino: certi eventi forse insignificanti per noi adulti possano rimanere impressi indelebilmente nella mente di un bambino, tanto da rappresentare un binario da cui risulta difficile uscirne, anche dopo generazioni, finchè non si impara a tagliare il cordone ombelicale...
Questi meccanismi ci fanno intuire anche il perchè delle incontinenze, che spesso colpiscono gli anziani...difficile che soffrano di incontinenza due vecchietti, che condividono sereni la loro vecchia casa!
Nella cistite può rilevare anche una più evidente collera e frustrazione, quando la partner non riesce a farsi ascoltare nei propri bisogni, nel farsi rispettare nel proprio territorio.
 

Ma ritorniamo, a proposito di movimento, ancora per un ultimo cenno al rene: ha la forma della pianta dei piedi (ma anche dell’orecchio) : nelle tre fasi dell’evoluzione dell’essere umano (ancora cammino dunque) , avere,essere e divenire,  il rene sostanzia la base dell’essere  quando l’uomo comincia a  ad analizzare la realtà e diventa sapiente, inizia a percepire ciò che è bene e ciò che è male, ciò che è vitale e ciò che è mortale.  Trattenere troppo o eliminare troppo può essere dannoso e a volte  mortale. Le malattie legate a rene riflettono l’incapacità di vagliare, di valutare da parte dell’essere umano, di sapere ciò che  è vitale da ciò che è mortale. Chiedere troppo a se stessi ed non percepire i propri limiti e le proprie capacità. Come i piedi ben appoggiati al suolo rappresentano la base per un buon equilibrio e per sopportare i pesi, camminare, correre, lavorare  così anche i reni in equilibrio  hanno la capacita di affrontare la vita in relazione con gli altri e se stessi.

Nella fase successiva del divenire gli orecchi hanno la stessa funzione ad un livello più elevato, lo vedremo più avanti.

Come i reni anche il sistema del bacinetto renale, degli ureteri e della vescica con l’uretra rappresentano questa saggezza profonda che viene estrinsecata nel mondo del manifesto, el a sofferenza di questi apparati rappresenta il disagio di questa  ad essere manifestata agli altri.

Comprenderemo a questo punto anche alcuni perchè dei calcoli renali: questi permettono di trattenere ancora più liquidi e quindi più scorie, evidentemente ciò di cui non riusciamo  a liberarci (pensieri duri nei confronti di noi stessi per non essere stati abbastanza prudenti o nei confronti d'altri - a suo tempo idealizzati (quindi fuori dalla realtà)  - da cui ci pare d'essere stati defruadati o ingannati: magari siamo il fratello maggiore nella parabola del figliolo prodigo, quello che ha sempre sgobbato, mentre l'altro divorava tutti i suoi averi  con le prositute?). Più stiamo fermi, specie in situazioni in cui ci sentiamo dei pesci fuor d'acqua, più accumuliamo scorie, più calcoli formiamo...

Altre opportunità (più verso il trigono delle vescica) possono riguardare eventi della vita vissuti come ripugnanti, cose non pulite, porcherie, che non abbiamo saputo invece comprendere nella loro giusta dimensione, tantomeno capaci di  perdono e soprattutto incapaci di vedere ed usare la nostra forza, visto che eravamo così presi dal criticare e paragonarci agli altri: ancora una volta rigidi, dunque fermi, senza movimento.

Soprattutto vale l'indicazione del Vangelo di oggi: sia che ci troviamo di fronte ad ostacoli impossibili, sia che stiamo navigando a gonfie vele, Il Padre nostro è più grande di tutti! (Giovanni 10,29)

 


10.23 Funzionamento e disintossicazione apparato respiratorio.

Eccoci ora al terzo canale di disintossicazione del corpo umano:l'APPARATO RESPIRATORIO.

I carboidrati ed i grassi forniscono l'energia necessaria al mantenimento della vita. Sono come dei combustibili che muovono il nostro corpo.

Questo processo di combustione avviene all'interno dei tessuti e richiede la presenza dell'ossigeno, che è fornito all'organismo dall'apparato respiratorio grazie alla respirazione. La funzione di base di quest'apparato è il movimento respiratorio: entrata e uscita d'aria nei polmoni, ricevendo l'indispensabile ossigeno ed espellendo i prodotti dell'ossidazione, soprattutto il diossido di carbonio, assieme ad altri gas velenosi. Tali scambi gassosi sono effettuati dai globuli rossi del sangue, al livello degli alveoli polmonari, che sono piccole cavità sulle quali si ramifica la più estesa rete di capillari dell'organismo umano.

L'apparato respiratorio è formato dai polmoni, dalle vie aeree superiori - naso, gola, faringe, laringe - e dalle vie aeree inferiori - trachea e canali bronchiali.

Nel passaggio lungo le fosse nasali, dotate di una mucosa molto vascolarizzata, l'aria è riscaldata, umidificata e relativamente filtrata da polvere e altre particelle. Il muco nasale ha potere battericida.

Dalla faringe passano l'aria e gli alimenti, incrociando la via respiratoria e quella digestiva. L'epiglottide impedisce il passaggio di solidi e liquidi alla laringe, dove si trovano le corde vocali.

La trachea è un tubo elastico che misura dai 10 agli 11 cm di lunghezza, formato da 16 a 20 anelli di cartilagine legati tra di loro da alcuni muscoli, che le conferiscono molta flessibilità. Si divide nei bronchi destro e sinistro, che si suddividono in bronchioli, composti da tessuto fibroso e fibre muscolari lisce, che penetrano in tutto il polmone, terminando in bronchioli capillari, all'altezza degli alveoli polmonari.

Dalle fosse nasali fino ai bronchi e bronchioli, tutte le vie aeree sono rivestite da tessuto mucoso o epiteliale, contenenti ghiandole produttrici di muco. Nella trachea e nei bronchi la mucosa è rivestita di ciglia che spingono verso la bocca, con delle spinte ferme e rapide, tutta la materia estranea ispirata e tutto il muco o catarro prodotto dalle ghiandole della mucosa.

Catarro è una parola di origine greca che significa fluire verso il basso, uscire. E' molto importante la fluidificazione e il drenaggio delle secrezioni e tossine accumulate nel corpo umano. E' di fondamentale importanza promuovere l'efficace eliminazione dai condotti escretori per la detossinazione dell'organismo.

"Guarire è pulire, pulire è guarire. "

I polmoni sono organi spugnosi ed elastici, che occupano quasi tutta la cavità toracica, assieme al cuore, con il quale si legano dalle arterie polmonari, che trasportano sangue venoso, e dalle vene polmonari, che trasportano sangue arterioso, cioè l'opposto da quel che solitamente avviene. I polmoni sono avvolti dalla pleura, membrana sierosa che riveste anche la cavità toracica, formando la cavità pleurale, che favorisce la mobilità dei polmoni. Sono protetti dalla colonna vertebrale, dalle costole, da cartilagini e dallo sterno. Il tessuto polmonare è formato dagli alveoli, che sono una membrana delicata, rafforzata da fibre elastiche che conferiscono elasticità all'organo.

Le arterie polmonari arrivano agli alveoli in capillari. Sangue e aria restano separati da due sottili membrane, e lì avviene uno scambio gassoso per dispersione. Il sangue ossigenato è raccolto da una estesa rete di capillari, che andrà a formare le vene polmonari, che porteranno il sangue al cuore e da lì a tutte le cellule del corpo umano.


10.23bis Cenni sulle valenze psichiche e spirituali dei polmoni.

Sono almeno 30 anni che alcuni medici occidentali hanno scoperto la connessione scientifica tra psiche e corpo, dimostrando il collegamento funzionale ed emozionale dei nostri organi, ma soprattutto rimettendo al centro dell'indagine medica l'individuo in tutta la sua unicità. Cadono quindi tutti i protocolli medici, ma soprattutto cade la visione della malattia come un'assurdità della natura, così come non c'è più spazio per i dogmi del “male maligno o benigno”. Si esce dagli schemi artificiosi dell'intelletto umano per ritrovare la semplicità della Natura, il senso biologico di ogni fenomeno.

Da allora ogni medico che incontra queste conoscenze sta rimodulando le proprie strategie terapeutiche, esclusi solo coloro che sono costretti a negare queste evidenze per motivi di scuderia…ma ci sono anche coloro che preferiscono ignorare per comodità...

Comunque sia,  associare i polmoni alla vita, è ormai unanimemente quasi scontato. Basta qualche secondo di mancanza d’aria, il primo e più urgente bisogno dell’essere umano, per morire. Le malattie gravi dei polmoni normalmente possono riguardare persone, che hanno provato una paura forte di morire, che hanno vissuto un evento a seguito del quale sono piombati in un mondo soffocante, senza scampo. Scoraggiati ed ancosciati sotto attacco di paure profonde in relazione al senso di soffocamento, a seguito di una grande paura di morire per se stessi o di vedere morire qualcuno, un pericolo a cui si teme di non poter sfuggire e di dovere inevitabilmente soccombere…magari a seguito di qualche funesta diagnosi per una grave malattia…

La cosa più impressionante però è il termine utilizzato dalla Bibbia per designare la funzione del respirare: il termine ebraico usato è “Shem”, che significa anche "il nome". A livello inconscio dunque le persone di cui sopra, vittime del senso di soffocamento o della paura della morte, sono persone che spiritualmente hanno rinunciato al loro nome.

Immaginiamoci per un istante di essere un piccolissimo essere che si trova all’interno di un polmone di questi pazienti o anche di un nostro stesso polmone… Pensiamo al fortissimo vento, il vento di Spirito Santo, ovvero il soffio di Dio che soffia nel nostro petto …. Che suono!... come una vibrazione di una grande folata di vento attraverso le corde di un’arpa possente … un suono che ci fa sentire il nome che Dio pronunciò  quando soffiò su di noi, creandoci plasmati dalla polvere…  il nome perduto e dimenticato che riconosciamo nostro… e che ci fa scoprire il significato e lo scopo per cui siamo stati creati.… il nostro particolare posto nello schema della creazione… nel nuovo cielo e nella nuova terra.

Peccato rinunciare a tutto questo: la vita!

La paura che ci manchi il nutrimento-Soffio-aria  o la rabbia per averlo perso, la paura di morire per la mancanza di questo  boccone vitale può essere una delle paure più drammatiche della nostra esistenza.

Simbolo di quel suono iniziale, ancestrale, Il polmone e’ il signore del soffio e del ritmo. Le nostre cellule tendono a devitalizzarsi quando questo suono perde forza ed armonia, così come Il nostro cervello arcaico, che innerva i tessuti alveolari dei polmoni,  viene invece vitalizzato da quel RITMO; analogamente al suono-ritmo del cuore, che agisce da segnale sincronizzatore per tutto il corpo, come delle onde radio su cui sintonizzarsi... (così come tutte le principali sindromi hanno a che fare con una vibrazione asincrona, “fuori-ritmo”,  dei due emisferi cerebrali...)!

La preghiera è il respiro dell’anima, la respirazione è preghiera che guarisce.

Analogamente il sangue è per il cuore, ciò che Dio è per l’anima.

Grazie alla sua collocazione topografica e alla sua valenza spaziale possiamo definire i polmoni come le ali del cuore.

 

Organo vitale per antonomasia il polmone rappresenta, oltre alla vita, il desiderio  di spazio e di libertà.

In riferimento allo spazio, le vie respiratorie sono vie di comunicazione, le vie di comunicazione, dove entra la vita, che verrà poi distribuita dal sangue ad ogni cellula. Analogamente i canali bronchiali esprimono psichicamente una prospettiva in movimento; il loro malessere pertanto deriva da una minaccia prossima, di una probabile carenza di questo spazio. Da una  piccola tosse che esprime un semplice fastidio fino alle vere e proprie  paure o rabbie che non arrivi abbastanza soffio, si tratta sempre di una minaccia  per il  nostro spazio vitale, il nostro territorio. Abbiamo visto in precedenza che la vescica esprime paura in relazione ai limiti del proprio territorio, limiti questi visti dall’interno. I bronchi invece denotano paura per una minaccia esterna, che si profila all’orizzonte, prossima a venire, ma attualmente fuori dai limiti del nostro territorio, inteso secondo il proprio personale significato che ciascuno attribuisce cocretamente al territorio e alla sua simbologia. I bronchi si attivano attraverso ben precisi processi fisiologici per massimizzare l'entrata del soffio e dare libero sfogo al nostro desiderio vitale di libertà, ovvero di potere respirare la vita a pieni polmoni, che rappresenta la nostra capacità di provare liberamente desideri e il potere di soddisfarli.

A questo punto bisognerebbe introdurre la tematica di come riconoscere quali siano i desideri da soddisfare distinguendoli da quelli il cui soddisfacimento è solo fonte di appagamento transitorio e fugace, quindi solo spreco di energia vitale. Ma questo sarà compito e funzione del cuore, che vedremo in seguito. Mentre il cuore-sangue  è il motore del desiderio e quindi del nostro corpo emozionale, il polmone-soffio ne è il carburante.

Il polmone è filtro dell’aria, il luogo dello scambio sangue-aria.

Scambio tra interno-esterno, tra l’ambiente esterno e quello che  riguarda il nostro bisogno di aria, spazio e autonomia. Il sangue rappresenta la forza,  l’aria rappresenta la sorgente di questa forza:  Spirito Santo.

Possiamo definire il polmone anche come il canale dello Spirito Santo.

Spirito Santo conferisce il dono di discernere, dunque di “vedere”.

Anche la fede presuppone che chi crede in qualcosa che deve avvenire, pensi e si comporti come se ciò che desidera fosse già avvenuto (Marco 11,24 ... "Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato")( Matteo 21,22 "E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete"). In sostanza la fede è "vedere" concretamente tramite la forza e la potenza dell'immaginazione, letteralmente materializzare e quindi vedere  l’oggetto del nostro desiderio. Ecco perchè nella bibbia il termine usato per i polmoni  è “Reah” (termine simile a Ruah=soffio), che significa anche VEDERE.

Il "vedere" viene inteso anche con riguardo ad un altro lato molto importante della nostra vita, con riferimento cioè a quello stadio di crescita grazie al quale possiamo iniziare a vedere ciò che Gesù intende proprio nel Vangelo di Giovanni di ieri - VI domenica di Pasqua - ("Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, 17 lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce").

Quando abbiamo parlato dei reni abbiamo detto che questi presiedono al passaggio dall’acqua al sangue ... che poi, nelle tappe successive (della nostra evoluzione),  si tramuterà in spirito. Il polmone rappresenta lo stadio evolutivo dove avviene questo passaggio tra il liquido ed il gassoso, l’etereo…La respirazione introduce allora al concetto di circolazione, il cui significato approfondiremo in occasione del sistema cardiocircolatorio ed il cui principio può essere così riassunto: “dall’uno al molteplice e dal molteplice all’uno”... Si tratta di niente di meno del fine ultimo dell’amore e dell’essenza della spiritualità, da cui discende tutta la nostra realtà psichica... e quindi la condizione fisica del nostro corpo.

Ricordiamo anche che ai reni soprattutto ed anche al fegato viene distribuita già una parte del soffio, basti pensare alla respirazione diaframmatica, ma anche alla respirazione genitale, che presiede alla creazione del figlio (vedi la posizione del feto).

I reni con la loro forma ASCOLTANO e rappresentano la prima parte dell’evoluzione della  vita dell’"ESSERE". I polmoni VEDONO e rappresentano lo stadio conclusivo della vita dell' "ESSERE", che introduce finalmente allo stadio del "DIVENIRE", dell’eterno movimento, stadio in cui entriamo nel momento in cui decidiamo di accogliere la Grazia di Dio che ci fa rinascere dall'alto! (Giovanni 3,7 "Non ti meravigliare se t'ho detto: dovete rinascere dall'alto").

Ascolto e visione sono intimamente collegati dunque ed in mezzo a loro c’è la memoria...

... Ancora una volta memoria di un suono (ritmo-movimento) e memoria di una luce.

Un suono evocato dalla frase più potente del Vangelo, l’ “ASCOLTA ISRAELE!” ( dove per "Israele"  si intende solo ed esclusivamente il nome proprio del lettore, unico ed irrepetibile come ogni essere umamo, nostro fratello e figlio del nostro unico e comune Padre). E si ritorna così al dolce "uragano"... (1Re 19,12 "Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero) e cioè ancora al collegamento con il nostro NOME (=shem=respirare), pronunciato da Dio quando siamo stati creati, canto e musica celestiale, a cui noi, Sua immagine e somiglianza, rispondiamo ancora col canto, rendendogli LODE.

Anche l’intera creazione è frutto del suono della  parola di Dio (Genesi 1:3 «Sia luce!» E luce fu).

Memoria di una luce-Visione, la luce di Dio, che potevamo VEDERE  nel giardino dell’Eden-paradiso. Ecco perché luce e canto, una volte trasfuse giù al livello psichico e cioè al livello dei nostri sensi, possono fare sparire la paura ("canta che ti passa"...)  e sciogliere la malattia. 

Alimentano il nostro desiderio, che guida e spinge il nostro movimento quaggiù,... in perenne ricerca nel lungo cammino in questa terra.

Grazie a questa memoria/desiderio siamo spinti a trovare il coraggio di "ritornare",attraversando la tenebra. Tutto è partito da quella piccola fiammella che percepiamo nel nostro intimo, illuminante a sufficienza e tenuta viva da quel vento leggero...

... una fiammella impossibile da spegnere, nemmeno nei momenti più bui della nostra vita. 

Fantastico sapere come Dio ci ha fatti e perchè ci ha fatti così!

 


10.24 Cibi per aiutare la guarigione da influenza e raffreddore.

Il comune raffreddore o influenza, la più frequente di tutte le malattie, comincia con la formazione di catarro nella cavità nasale, che può arrivare alla faringe, alla laringe, ai bronchi e fino ai polmoni. 

Gli adulti possono prendere da 2 a 4 raffreddori all'anno e i bambini da 6 a 8 raffreddori all'anno. L'incidenza è maggiore nelle donne che negli uomini. Negli Stati Uniti, sono circa 22 milioni di lezioni perse in un anno e 15 milioni di giorni lavorativi persi all'anno. 

Esistono almeno 200 tipi di virus che possono causare sintomi da raffreddore. Il più frequente è il rinovirus, con una famiglia di più di 100 tipi. Il segreto nella lotta all'influenza è nel bloccare la riproduzione del virus, stimolando l'azione del Sistema Immunitario. 

Cambi bruschi di temperatura indeboliscono le nostre difese, predisponendo allo scatenamento di un raffreddore o di uno stato influenzale. L'uniformità della temperatura mantiene all'erta le nostre difese, aumentando la guardia del corpo. 

La buona ossigenazione delle cellule attraverso degli esercizi adatti, che attivano la circolazione, alternati a dei periodi di riposo, il tutto unito ad un sonno profondo e ristoratore, sono importanti ai fini di un corretto funzionamento del sistema immunitario. 

Altri fattori di predisposizioni sono: cattivo funzionamento dell'intestino, soprattutto stitichezza, mancanza di esposizione del corpo al sole(per la vitamina D), carenze vitaminiche nella dieta e, in particolare modo, il sovraccarico di alimenti formatori di muco. 

Con il rafforzamento del sistema di difesa noi possiamo mantenere lontano il nemico, stimolando tutte le possibilità naturali di difesa del nostro organismo. Il nostro corpo è tuttora il migliore difensore di sé stesso.

Influenza o comune raffreddore? 

Il comune raffreddore è un' infezione delle vie respiratorie superiori e, a volte, delle inferiori, colpisce il naso, la gola ed i seni nasali, così come la trachea e i bronchi. I più frequenti sintomi sono gli starnuti, il naso che cola o intasato, tosse e dolori all'altezza della gola, che possono evolvere alla sinusite o all'otite.

L'influenza è l'infezione dei tratti respiratori superiore ed inferiore, colpisce i bronchi fino ai polmoni. I più frequenti sintomi sono la febbre alta da subito, sopra i 38°, dolori muscolari e articolari, tosse secca e mal di gola, cefalea e prostrazione. Può evolvere ad una pneumonia batterica.

Non si dovrebbe sopprimere la febbre, importante nell'attuazione dei meccanismi di difesa ed eliminazione dell'organismo, però una febbre molto elevata non è conveniente. Si dovrebbe cercare di promuovere la traspirazione.

La cosa più importante nel trattamento è ciò che NON si deve fare. Il controllo rigoroso degli alimenti formatori di muco o catarro fa sì che la guarigione avvenga in più o meno tempo.

Le vitamine C e A combattono le infezioni e sono di vitale importanza. La riposizione costante di vitamina C - che non è immagazzinata nel corpo ne prodotta dall'organismo - attraverso un'alimentazione adeguata, contribuisce alla formazione dell'interferone, che blocca l'entrata del virus, e impedisce l'infezione delle cellule sane. La vitamina C è molto instabile e si ossida facilmente con il calore, anche quando cotta al vapore o quando è immagazzinata a lungo. La vitamina A mantiene la salute delle mucose delle vie respiratorie, così come della pelle, degli occhi, dei capelli e delle unghie. Le principali fonti di vitamina C e A sono la verdura e la frutta.

Centrifugato di verdura cruda, centrifugato o grattato, pestato e spremuto, con carote, radicchio, prezzemolo, rucola e menta, giacchè questa inibisce la formazione di catarro. Dev'essere consumato immediatamente. Come minimo tre volte al giorno o, idealmente, ogni due ore, poca quantità ogni volta. Evitare la verdura molto amara quando si prepara ai bambini. La menta (quindi ottimo il the di menta) è una pianta molto buona per il trattamento delle malattie respiratorie. Ricordiamo ancora che qualora non fosse possibile assumere verdura biologica, va bene anche la verdura convenzionqale in quanto l'effetto medicinale della verdura è molto più forte dell'effetto intossicante della chimica presente nelle verdure convenzionali (= non bio). Ricordiamo infine che uno dei migliori prodotti per lavare la frutta e la verdura è il succo di limone, oltre al classico bicarbonato.

Zuppa di cipolla con molto aglio, prezzemolo e sale marino.Setacciare con un passino, spremere e bere il brodo caldo come minimo tre volte al dì. Idrata la mucosa respiratoria inibendo l'azione virale. Mangiare molto aglio e cipolla, che possiedono una forte proprietà antivirale e antibattericida. Crudi, cotti, al forno o grigliati, aumentano la resistenza all'infezione. Sono i più antichi medicinali al mondo per l'influenza e i comuni raffreddori.

Ricordiamo anche una bevanda energizzante composta dal succo di due cipolle unito a quello di due limoni, inoltra nolto utile contro il diabete, perchè efficace nell'abbassare la glicemia. La cipolla infatto contiene una sostanza chimata glucochinina, che ha la stessa azione dell'ìinsulina.

Per i bambini piccoli, bollire durante 30 minuti carote, e radicchio e cipolla, e dar soltanto il brodo caldo, dolcificato con miele o melassa, o salato con sale marino e prezzemolo.

Consumare intensamente frutta acida con alto contenuto di acido folico, che ha il potere di diluire il muco, favorendo in molto l'eliminazione attraverso le vie respiratorie. L'ananas è soprattutto indicato nei casi di tosse con espettorazione, perchè contiene la bromelina, con azione espettorante. Uva, mandarini, acerola, limone, arancia, frutto della passione, mango, guava, kiwi e fragola devono essere consumati intensamente.

La frutta dolce è anche indicata: papaya, melone, anguria ecc.

Importante: 

1)    E' necessario mangiare la frutta o bere il succo spremuto o centrifugato. Non bisogna usare il frullatore giacché ossida la vitamina C.

2)    C'è una frutta che NON deve essere consumata durante una crisi respiratoria e cioè la banana (di tutti i tipi),
poichè il suo alto contenuto di amido favorisce la produzione di muco o catarro.

Consumare la verdura cruda nelle insalate. La carota, il sedano, il pomodoro e, principalmente, la verdura a foglie verdi, sono importanti fonti di vitamina C e A. Non si dovrebbe usare l'olio di oliva (così come ogni tipo di olio o di grasso) che inibisce l'assorbimento della vitamina C. Ricordiamo infatti che la vitamina C è idrosolubile e non liposolubile! Il grasso invece favorisce l'assorbimento della vitamina A, che è liposolubile.

L'importante sarebbe assumere questi rimedi già il primo giorno dei sintomi, in tal caso l'influenza potrebbe anche non manifestarsi.

Nei casi di bambini piccoli o di anziani indeboliti, che non mangiano la verdura cruda, si dovrebbe aumentare la frequenza giornaliera del centrifugato di verdure crude.

L'uso regolare di melassa di canna da zucchero e del miele durante il trattamento previene la perdita di peso corporeo, oltre ad essere energetico.

L'uso regolare delle fibre nella dieta mantiene l'importantissimo movimento intestinale, aumentando anche la resistenza organica in virtù del loro alto contenuto di nutrienti. Sia CRISI ACUITE DI ASMA che di POLMONITE si sono risolte con un clistere: il funzionamento dell'intestino è fondamentale. Anche in questo caso però è' necessario il controllo medico perchè anche il clistere potrebbe avere delle controindicazioni come in caso di addome acuto

Soltanto gli alimenti elencati fino a questo momento devono essere utilizzati nei tre primi giorni di un'influenza in corso. Nella fase iniziale della malattia l'appetito è compromesso.

A partire del quarto giorno del trattamento si aggiunge la verdura cotta o la minestra di verdura, principalmente cipolla e aglio, zucca, zucchine, carota, nabo ecc.

Uno o due vasetti al giorno di  yogurt con colture vive stimolano l'attività immunitaria, aumentando fino cinque volte la produzione di interferone gamma, che combatte le infezioni e le allergie, protegge contro l'influenza e i raffreddori. Il latte e i latticini interrompono il flusso acquoso che diluisce la mucosità, prolungando la congestione. L'effetto opposto si ottiene con gli alimenti piccanti, questi aumentano infatti il flusso acquoso, diluendo così' il muco.

Si dovrebbero utilizzare le leguminose fresche, come i fagioli, i piselli freschi o le fave. Le leguminose secche come i fagioli, i piselli, le lenticchie e i ceci, principalmente soia e derivati, non dovrebbero essere utilizzati durante lo stato influenzale.

Tale dieta dovrebbe essere seguita alla lettera fino alla scomparsa o almeno fino ad un significativo miglioramento per quanto riguarda la produzione di muco o catarro e altri sintomi come la tosse ecc. Da questo momento in poi potranno essere introdotti con moderazione gli alimenti ricchi di amido: radici, patate, cereali integrali, e banana. I cereali raffinati NON dovranno essere usati in nessuna ipotesi. E' molto importante consumare gli alimenti ricchi di albumina, principalmente uova, latte, formaggi, carne e leguminose secche, soltanto dopo il totale recupero del quadro clinico.

Durante il trattamento delle malattie dell'apparato respiratorio, è molto importante il controllo stretto degli alimenti produttori di muco, anche a piccole quantità, e questi sono gli alimenti ricchi di albumina e gli alimenti ricchi di amido. L'albumina è una proteina importante per la riproduzione delle cellule (sostituiscono le cellule che muiono).

Gli alimenti ricchi di albumina sono:

1)    Le uova di tutti i tipi - d'allevamento a batteria,  ruspanti, di quaglia ecc., principalmente l'albume, ma anche il tuorlo- e tutti i suoi derivati che sono in assoluto i peggiori nemici. (in certe condizioni "uova" è sinonimo di sinusite!)

2)    Il latte viene al secondo posto poiché è un importante formatore di muco, così come i suoi derivati e cioè tutti i tipi di formaggi freschi o stagionati con basso o alto contenuto di grasso, ad eccezione dello yogurt a partire dal terzo giorno del trattamento. 

3)    Tutta la carne bianca o rossa, pesce, pollo, frutti di mare, manzo ecc., e tutti i derivati da carne fresca o industrializzata, come gli insaccati, gli hamburgers, le polpette ecc. (ricordiamo che le carni in certe condizioni costituiscono il peggior nemico in caso di malattie reumatiche, dolori articolari, muscolari, alle ossa, sciatica, ernia, artrosi, etc.)

4)    Le leguminose secche, cioè tutti i tipi di fagioli: bianchi, neri e, principalmente, i fagioli di soia e alcuni suoi derivati come il latte di soia e la proteina ristrutturata di soia. Piselli secchi, lenticchie, ceci e  derivati devono essere anche evitati in presenza di catarro.

        E' importante ricordare che le leguminose fresche come i fagioli freschi e i piselli freschi o surgelati ,  potranno essere usati a partire dal quarto giorno. Il formaggio di soia (tofu), il shoyu, e il miso potranno    essere usati in una seconda fase del trattamento.

I cibi ricchi di amido sono:

1)  Il grano raffinato e tutti i suoi derivati. E' il secondo peggior formatore di catarro nelle nostre vie    respiratorie. Inoltre sono carenti del minerale silicio, che garantisce la difesa dei polmoni contro le infezioni. Non bisogna consumare, assolutamente, pane bianco, biscotti dolci o salati, pasta, pastine per le minestre, lasagna, pizza e soprattutto torte dolci o salate e crêpes, giacché contengono i tre peggiori nemici del   raffreddore; uova, cereale raffinato e latte. L'amido di mais è il mais raffinato. La raffinazione fa perdere purtroppo tutto il silicio perchè questo si trova soprattutto nella buccia e nella corteccia dei semi.

2)  I cereali integrali come il riso, il mais, il grano, l'avena e  tutti i loro derivati sono formatori di muco e perciò non dovrebbero essere impiegati nella fase acuta o cronica di queste malattie.  

3)  Radici, come l'igname, la tapioca, la farina di manioca cruda o cotta. 

4) Tuberi o patate, come la patata dolce non devono essere usati nella fase acuta o cronica, giacché producono muco o catarro.

5) Tutti i tipi di banana e qualsiasi altra frutta ricca di amido devono essere vietate nella fase acuta o cronica delle malattie respiratorie.

Durante il trattamento del raffreddore è importante mantenere il corretto funzionamento del sistema epatobiliare, tenendo alla larga i nemici, quali le fritture, i grassi, gli alcaloidi, cibi conservati, i condimenti, la chimica di sintesi e le bevande alcoliche.

E' altrettanto importante l'ottimale funzionamento del sistema urinario, mantenendo a distanza i suoi nemici: sale raffinato, cibi conservati, condimenti, bevande alcoliche, zucchero raffinato, alcaloidi e chimica di sintesi.

La tracheite è l'infiammazione della trachea. Si manifesta con bruciore e dolore al centro del torace, dietro lo sterno, con tosse secca che peggiora con la ispirazione, soprattutto nel clima freddo.

La febbre può essere tenuta sotto controllo anche l’idrossido di magnesio, che ha una forte azione antivirale ed antinfiammatoria, oltre che una ottima funzione di pulizia dell’intestino.
Il primo giorno si prescrivono 4 cucchiai di idrossido + 4 di acqua  1 volta al giorno per un adulto,
per poi scalare di un cucchiaio per ogni giorno successivo, mentre per i bambini si scalano le proporzioni in base al peso corporeo. Anche questo prodotto va assunto sotto controllo medico perché esistono delle controindicazioni, come nel caso dell’insufficienza renale cronica. Comunque il trattamento deve durare tra i 3 e i 5 giorni e mai oltre i 5 giorni.
Se c’è qualche problema legato alla gola è bene fare  dei gargarismi prima di mandare giù la miscela di acqua e idrossido di magnesio. E’ ottimo anche per curare la gastrite, alla cui causa spesso può contribuire anche un’alimentazione dove si mischiano carboidrati a frutta acida (vedi zucchero nella macedonia di frutta  acida!…), cosa che è bene non fare mai.

Vedremo amcora meglio che cosa fare in caso di febbre quando parleremo della pelle.


10.24bis Cenni sulle valenze psichiche e spirituali di raffreddore ed influenza.

 

Le cause già trattate alla 23bis sono valide per tutte le malattie dell'apparato respiratorio, quindi anche per raffreddore e influenza, per cui non riprenderemo ora quelle tematiche già trattate,  per andare a vedere piuttosto alcune caratteristiche più specifiche di questi disagi od ...opportunità, che dir si voglia... Non parleremo allora del raffreddore in relazione alla respirazione debole e alle "deviazioni" della respirazione come la mancanza di ritmo, le conseguenze sulla quantità di aria che si prende (la carenza di alimentazione (d'aria), simbolo di carenza in altri tipi di alimentazione...), sul fatto che sia di qualità insufficiente e così via lungo la catena che si innesca sul sangue per finire alle nostre capacità energetiche. Avremo comunque ancora occasione di affinare  la comprensione di questo tipo di processi, quando  parleremo del nostro organo principale ovvero il nostro organo guida, che è il cuore. Facciamo qui solo un piccolo cenno sul sangue impuro così prodotto da questo processo di tipo carenziale. Il sangue impuro provoca tra le varie conseguenze il raffreddamento delle estremità... Nell'organismo il sangue impuro (sempre tale in presenza di insufficienza respiratoria) produce  "FREDDO" e quello puro "CALORE". Bisognerà allora entrare più profondamente nei concetti di energia, di elettricità e di magnetismo (i meccanismi di funzionamento dei nostri atomi e delle nostre cellule)  e poi spingersi oltre fino alle loro relazioni con la grazia divina che è gratuita ed inesauribile... così come l'aria di cui è simbolo. Interessante  anche notare a questo proposito come strettamente attinente all'aria sia per esempio anche la dimensione del perdono, che provoca sempre come primo ed immediato effetto il riequilibrio della funzione respiratoria... Vedremo ora però che queste caratteristiche  sono solo indirettamente attinenti i processi del raffreddore, che non è esattamente o primariamente dovuto a squlibri del tipo caldo/freddo, cioè al prendere freddo o prendere una corrente d'aria... ( stiamo dolcemente introducendo il concetto del "dare" di cui parleremo approfonditamente dalla lezione 30 in poi...). Ma passiamo alle specificità del raffreddore, dunque.
 
Il ricercatore Sheldon Cohen e colleghi della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, hanno reso noti i risultati di uno studio, pubblicato dal periodico "Psychosomatic Medicine",  che conferma come la felicità possa aiutare la salute e soprattutto come il raffreddore non sia infettivo. I ricercatori hanno preso in esame 334 persone in salute che, nell'arco di due settimane, venivano regolarmente intervistate tre sere alla settimana per descrivere i loro sentimenti giornalieri rapportati a tre situazioni emotive positive - la salute, la vitalità e la calma – e tre negative – l'ostilità, la depressione e l'ansia -. Inoltre, a tutti i partecipante veniva inalato un rhinovirus, il germe responsabile del raffreddore. I partecipanti venivano osservati per cinque giorni onde identificare un'eventuale infezione da rhinovirus e per verificare le sue modalità. Il risultato finale ha attestato che tutte le persone felici, energiche e rilassate avevano meno possibilità di essere contagiate dal rhinovirus rispetto ai soggetti tendenzialmente depressi, nervosi o irosi.

Il primo aspetto del raffreddore riguarda la situazione della nostra mente, quando è troppo intasata, presa ...da troppi progetti o troppe idee (la confusione produce  una grave dispersione energetica!) con il risultato che non si sa da che parte incominciare, ci si perde dietro a dettagli insignificanti, uteriori cause di suscettibilità e fastidio. Per uscire da questa situazione ci si proietta per qualche istante in un illusorio quanto improbabile futuro prossimo, desiderando fortemente che tutto sia finito ancora prima di incominciare. Ma i forti desideri si realizzano solo a determinate condizioni e comunque solo per persone dotate di elevatissimi livelli energetici. Al primo evento che ti obbliga a rientrare nel presente, lo sbocco logico allora è quello di "risultato impossibile", con ricaduta in collera ancora peggiore ed ulteriore stanchezza di tipo  intellettuale (siamo ubicati nelle zone para-frontali). La sensazione registrata dai nostri sensi è... aria irrespirabile, troppo stantia! Ancora una volta problemi di spazio  e movimento, questa volta per l'aria. Ci vorrebbe aria nuova.

Questo introduce il  secondo aspetto del raffreddore, visto che si tratta di mucosa nasale, organo deputato al fiuto. La situazione precedentemente descritta rende impossibile l'esercizio di questa nostra capacità ed il nostro cervello interviene attivando un processo fisiologico di ulcerazione della mucosa nasale ed altri effetti accessori per aumentare il "lume" (la sezione del canale)  attraverso cui passa l'aria. Stiamo chiamando aria nuova e pulita: il senso biologico del comportamento seguito dal nostro cervello inconscio è quello di aumentare la nostra capacità fisiologica di fare passare più aria. Esattamente lo stesso meccanismo che succede quando invece il nostro fiuto invece funziona benissimo e ci dice che la situazione, cui ci troviamo di fronte  in un dato momento della vita, puzza ("qui si sente puzza di bruciato..!") ( questa realtà psichica, richiama molto da vicino anche una realtà spirituale di un certo tipo..!). La nostra mente conscia invece per qualche ragione (paura, cecità, debolezza o pigrizia..) non vuole ascoltare questo nostro fiuto ed il nostro cervello fa scattare  in automatico il processo di forzatura dell'aria, cercando un estremo tentativo di salvezza... (l'aria ci richiama al soffio creatore/salvatore ed immortale di Dio - vedi parte 23bis -).

Dopo queste premesse, parte 23bis compresa, potremmo già azzardare di definire il raffreddore dell'anima. Ma prima dobbiamo introdurre un altro aspetto, QUELLO LEGATO AGLI ODORI. Attraverso l'olfatto determinati odori possono attivare processi bio-chimici all'interno del nostro corpo capaci di promuovere un proprio auto-risanamento e questo vale anche a livello più ampio (sociale, economico, etc.)  nell'ambiente in cui siamo immersi... In passato la caratteristiche delle città erano puzze e notevoli fetori vari; oggi questo aspetto della nostra vita è notevolmente migliorato (o almeno sembra...): ci siamo evoluti. Questo gigantesco dilagare del profumo caratteristico del nostro secolo   è stato reso possibile dallo sviluppo formidabile della chimica moderna, e non solo il profumo originale è stato sostituito da una imitazione olfattiva, ma anche la scienza di curare con esso è stata soppiantata dalla scienza di curare con il chimico. Quindi le due funzioni naturali del profumo, il piacere e la cura, sono state delegate al suo surrogato artificiale, e se gli effetti collaterali nocivi delle medicine chimiche sono noti a tutti, cosa si sa dell'azione dei profumi chimici sul sistema nervoso centrale?

Si tratta del centro del nostro essere, collegato direttamente con il mondo esterno attraverso l'olfatto, un senso di cui abbiamo già parlato a proposito dell'alimentazione e su cui torneremo. Per rimediare alla propria intrinseca lacuna (della mancanza di naturalità, sostituita dal "falso", dal finto, dal trucco, dall'irtreale, dall'illusorio ...) , la profumeria moderna e l'industria chimica investono enormi capitali nella ricerca. Questi studi sono particolarmente dedicati alle molecole androstene (ferormoni) responsabili della nostra sessualità, e agli "aromi coercitivi" capaci di suscitare determinati comportamenti sociali ed individuali, usandoli soprattutto in modo subliminale (non solo nei supermercati per dirigere le nostre scelte e nei luoghi di lavoro per dirigere il nostro desiderio dunque...!). Questa nuova scienza chiamata "aromacologia" non è certo svolta a fin di bene, ma al controllo delle persone e all'aumento dei profitti.

RIcordiamoci che stiamo occupandoci di un organo situato vicino alla fronte, l'organo simbolico della mente (e sottolineo "mente", perchè se mente vuol dire che non dice la  "verità"!) ovvero dove potrebbere insediarsi, se non facciamo attenzione, il regno dell'illusione! Stiamo cominciando gradualmente a delineare  donde derivi il nome di questi disagi, chiamati "raffreddore" e non a caso  "influenza" e quali opportunità ci presentino. Come mai raffreddore e influenza sono così collegati? Nella nostra accezione popolare il raffreddore è contagioso e si busca quando si prende freddo o una "corrente d'aria": nulla di vero eppure spesso basta un po' di freddo o una corrente d'aria per prendersi un raffreddore. Come mai allora? 

Semplice: ci siamo fatti influenzare. Nulla di vero, ma se ci credi, diventa realtà. Conm tutte queste fabbriche del finto e dell'illusione sembra non sia più così difficile oggi sostituire il mondo reale con quello dell'illusione! Ma soprattutto ESISTE L'EFFETTO PLACEBO, MA ANCHE L'EFFETTO NOCEBO! Raffreddore e influenza sono per antonomasia i segnali della "schiavitù da convinzione" (errata). E' bello e curioso che si tratti di malattie banali ( eppure sono quelle che ci costano di più in termine di energia, di giornate la voro "perse"), perchè è proprio questo il modo di procedere del nostro creatore: la semplicità. Tutto quello che serve, tutto ciò che è semplice e proprio quello che hai lì "SOTTO IL NASO", a portata di mano.

Se vogliamo ricercare a questo punto una reale relazione tra "freddo" e raffreddore, questa è da ricercare piuttosto in quei processi per cui quando ci perdiamo per le vie dell'intelletto, ovvero della mente, entriamo in un mondo freddo, perchè irreale,  l'effetto principale della presenza in noi di un ...cuore freddo: questo è il raffreddore dell'anima!

Così se ci lasciamo influenzare dalle credenze popolari, senza capo ne coda, come quelle che sopra esposte e/o come quelle che dicono che il raffreddore è contagioso, oltre a dare forza a questo credo e quindi consentendo la materializzazione di questi fenomeni realizziamo un mondo limitato e limitante, chiuso, come appunto  è chiuso il nostro naso quando non lo "usiamo" più perchè abbiamo scelto di entrare sotto il potere di queste influenze...diaboliche. Meglio è invece mollare la presa, non preoccuparsi, lasciare libertà, non tagliarsi fuori dal sentire. Lasciamo che i nostri bimbi corrano gioiosi a piedi nudi nell'èrba anche se piove...e anche se fa freddo: il risultato è anche che saranno sempre meno ammalati di raffreddore ed influenze! Soprattutto più liberi e capaci di ascoltare le proprie percezioni e di discernere le proprie priorità ( di usare il loro fiuto, il loro naso. L'influenza infatti spesso è utile per trarsi d'impaccio... quegli impacci nei quali ci siamo intrappolati e che i nostri bambini ci segnalano, quando si ammalano. Ci fanno da specchio e ci dicono come non sappiamo accontentare i nostri (loro) desideri e le nostre (loro) esigenze. Spesso dunque l'influenza è il sistema più semplice che i nostri figli hanno per sottrarsi agli impacci creati dall'imbecillità degli adulti... Smettiamola di creare situazioni che soffocano la libertà e la capacità di esprimere e vivere i desideri più sani e puri dei nostri bambimi, perchè quelli sono anche i nostri! Soprattutto smettiamola  di farci condizionare, influenzare dagli altri. Tiriamo fuori un po' di coraggio: certe regole - che nulla hanno a che fare con il progetto per cui Dio ci ha creati e che nulla hanno a che fare con la vita, così come proposta dal Vangelo (dunque gioia e festa)  -  vanno eluse, altre trasgredite!  (la legge spinge alla disobbedienza, è la misericordia che spinge all'obbedienza!)

... Altrimenti dovremo continuare a recitare per tutta la vita  il ruolo di vittime, come quello che obblighiamo di fatto i nostri bambini a recitare. Il termometro per capire quando siamo in questa situazione?                                                                         La mancanza di gioia!

Possiamo ora concludere  con il  clou di questa puntata, passando per il ruolo del medico-profumiere,  mestiere antico capace di orchestrare per ognuno una fragranza che riflette e sostiene il suo stato d'animo. Questo ci porta diritti all’essenza madre di tutti i profumi e a capire così qual è il vero profumo dell’anima!

Riflettiamoci un po’: qual è il profumo che accompagna le apparizioni  e la presenza della vergine Maria e dei santi ? Il profumo di rosa e di fiori! (celestiale il nome di Fiorella...auguri!). A Medjugorje  nei suoi messaggi, Maria non manca mai di ricordarcelo appena arriva la primavera, accostando i fiori alla preghiera del cuore e ricordandoci anche che nelle nostre famiglie è come se ci fosse  un vaso di fiori da annaffiare… All'opposto  la presenza del diavolo si riconosce da puzze varie e sgradevoli, lo zolfo e altri odoracci vari! ...Guarda caso, Eh? Ecco, il raffreddore ci "mette in grado" di non saper più riconoscere questi profumi/odori e quindi di poter/dover sopportare la presenza di certe persone attorno a noi!!!   (ma ahime, anche di non accorgerci delle persone-angeli che ci passano/stanno accanto!).

... Che dire poi dell' immagine stupenda di quel cuore da cui si elevano i molti profumi, che sono le nostre opere buone? Che cos'altro rappresenta, se non queste nostre opere buone,  il turibolo, con cui  offriamo incenso dai nostri altari? (altra tradizione da recuperare!). Un braciere da cui si sprigionano con le orazioni i profumi delle nostre virtù costantemente coltivate: così il cuore trasforma in amore anche la sterpaglia dei nostri difetti e contrarietà della vita. 

Ci eravamo proposti all'inizio di inviare delle "pillole" settimanali sull'alimentazione, ma strada facendo... si cambia sempre. Soffrivamo troppo nel sentirci stretti in quell'azione del "ridurre" LA SALUTE  alla sola alimentazione fisica. e poi qui ogni argomento, ne tira subito un altro di altrettanto interessante: sempre più stupenda la creazione! Come si fa a non esserne sempre più innamorati? 

Così anche questa puntata è stata troppo lunga. Peccato anche chiudere qui però,  perchè ci sarebbe da parlare anche del naso. Il naso è la parte del corpo umano che si forma per prima nell'utero materno; ed è collegata con la parte più primitiva del nostro cervello, nonché con il sesso: la nostra identità segreta è scritta nel naso e nello stesso tempo nel nostro sesso. Ma mentre celiamo l'uno, il sesso, mostriamo, più o meno impudicamente l'altro, il naso. Certo anche la forma del naso ha la sua implicazione nelle affezioni nasali... Troveremo il modo per scriverne alla prima buona occasione.

Perchè in Italia associamo il freddo al raffreddore?

A cura di Amelia Scaramuzza

Bellissima lezione sui disagi da raffreddamento!
Le ragioni del raffreddore o con quale animo andiamo incontro a questo squilibrio?
Il raffreddore viene attivato da un’aggressione virale per cui c’è alla base un abbassamento delle difese se permettiamo al virus di trovare la porta aperta per entrare. Questa è la condizione primaria per scatenare il raffreddore, quindi ragioneremo sui motivi della porta aperta.
Nei bambini anche piccolissimi, la responsabile è la mamma o la persona più vicina che li accudisce. La mamma apprensiva crea le condizioni perché un bimbo non si senta sicuro, protetto, indi esposto a piccole aggressioni quotidiane: freddo improvviso (in Italia, corrente d’aria, siamo abituati al sole e ci infastidiamo molto col tempo instabile, già il tempo ci crea insicurezza! Nei paesi del nord Europa, quando escono con i bambini non dicono che è colpa del tempo ma dell’abbigliamento non adeguato per stare all’aria aperta, si sono adattati alle bizze del tempo e si vestono a strati con un impermeabile o una giacca antivento. Noi abituati a muoverci in macchina a far uscire i nostri bimbi solo in giornate meravigliose e vestiti alla moda non gli permettiamo di prendere confidenza con l’aria, come mamme facciamo da mediatore e controllore mentre dovremmo essere dei “facilitatori”!) promiscuità che solo la parola ha in sé un brivido e un concetto di difesa. Ho assistito ad una scena entrando in una farmacia nel mese di aprile: una mamma con un bimbo in passeggino chiedeva alla farmacista uno sciroppo preventivo per il raffreddore in quanto il suo pargolo era stato aggredito da uno starnuto di un suo coetaneo; una cosa gravissima con uno starnuto sicuramente pieno di germi e virus e chissà cos’altro, l’aria era stata contaminata. Ma si può stare bene con queste paure costanti! Il raffreddore si guarisce o si evita con un concetto di condivisione e di comunione! Sentirsi in comunione con la natura e col mondo che ci circonda eleva le difese immunitarie all’ennesima potenza è come dire sono innamorato del mondo, ho fiducia nulla mi si avvicina per farmi del male. Se condivido non ho paura di chi mi passa in fianco perché sono come lui e condivido i germi, ci convivo pacificamente, c’è posto per tutti, se li condivido annullo l’effetto aggressivo, è come se un mal intenzionato venisse accolto in casa con un caffè, stessimo ad ascoltare le sue ragioni e condividessimo con lui le sue motivazioni. Mi sento aggredito quando dimentico la porta aperta, sono sbadato, focalizzato sul difendere,   entra una persona innocua  la tratto come un delinquente. Altri motivi per cui abbasso le difese sono la stanchezza fisica o psichica, insomma stress. Un’ esempio: a marzo una coppia torna da una bellissima vacanza in un paese caldo, torna in Italia e si becca un bel raffreddore, giustificato dall’aria condizionata dell’aereo. Comune sbalzo di temperatura, ma come mai le difese erano basse pur tornando da una vacanza? Perché in aereo già si sentivano a casa e si proiettavano sul lavoro che avevano lasciato e che hanno ritrovato ancor prima di esserci fisicamente. Infatti ciò che fa squilibrare il sistema immunitario è l’emozione in cui ci si proietta, essa darà un forte impulso al sistema ormonale ed immunitario.
La vera prevenzione è dunque stare attenti a ciò che scateniamo con i nostri pensieri ed emozioni.
La cura è il caldo del letto o delle braccia accoglienti che ci confortano e ci proteggono, insomma sentirsi amati è la medicina migliore.


10.25 Ancora sulla guarigione da bronchite.

L'infiammazione dell'albero bronchico inizia con tosse secca e dolorosa e la secrezione compare pochi giorni dopo, quando inizia il processo di espettorazione. Altri sintomi sono: febbre di bassa entità, perdita dell'appetito e malessere generale. La tosse è un sintomo necessario, che favorisce l'eliminazione del muco, delle impurità, microbi e altre sostanze nocive, favorendo la guarigione della malattia. 

I vari tipi di espettoranti naturali devono essere usati quando ci sarà tosse o in intervalli di tre ore. Essi riducono la viscosità del muco, promuovendo la sua espulsione e pulendo le vie respiratorie, senza sopprimere il necessario riflesso della tosse. Dobbiamo riscaldare il torace con dei vestiti adatti, così come è anche molto importante bere brodo molto caldo a base di cipolla, aglio e prezzemolo, come minimo tre volte al giorno.

Non bisognerebbe bagnare la testa dopo le ore 17; nel caso dovessimo farlo, bisogna asciugarsi i capelli con il phon. Oltre a ciò dobbiamo mantenere i piedi riscaldati, soprattutto durante la notte, andando a letto con delle calze. 

Fare bagni di vapore prima di andare a letto, al torace e in testa, utilizzando la cottura di foglie di eucalipto dai 15 ai 20 minuti, seguito da mezz'ora di riposo. 

Un trattamento inadeguato può portare alla cronicizzazione, caratterizzata da tosse fastidiosa e dalla difficile respirazione, che impedisce il riposo adeguato. Nel caso di fumatori o di aria inquinata, la bronchite può evolversi sino a causare un enfisema polmonare e problemi circolatori. 

Si consiglia la pratica di esercizi respiratori per dieci minuti, due volte al di, e bagni di sole quotidiani, da dieci a venti minuti al giorno. 

La bronchiolite è l'infiammazione dei bronchioli. Si verifica nei bambini piccoli e negli anziani indeboliti, e si presenta con dispnea e tosse frequente, fischi, cianosi ed espettorazione con pus.

Mamme, a proposito delle "bronchitelle" dei vostri bambini! Avete letto nella 23bis che normalmente i bronchi segnalano una minaccia esterna del territorio. Come sempre sottolineamo il termine"normalmente", perchè siamo tutti unici, quindi ogni persona può essere coinvolta del tutto in situazioni singolari, che nulla hanno a che fare con quanto qui specificato.

Tenete conto che i vostri figli vi sono ancora legati a doppia mandata. Il primo distacco, quello psichico,  avviene verso i 12 anni (vedi l'età di Gesù, quando nell'episodio tra i dottori del tempio, puntalizza il "primo livello di distinguo" nei riguardi dei propri genitori). Fino ad allora tutto quello che avviene nel mondo psichico del bambino sarà sempre strettamente collegato ed indistinto rispetto al mondo psichico della madre. Il problema di cui soffre vostro figlio in questo caso è quello che molto probabilmente VOI STATE SOFFRENDO, a livello inconscio,  NEI CONFRON TI DI UNO E/O AMBEDUE I VOSTRI GENITORI! Evidentemente questo vostro modo di atteggiarsi nel mondo delle vostre relazioni familiari, ha causato uno shock a vostro figlio. Può aiutarvi a capire qual è stato l'episodio "incriminato", l'annotarvi quanti giorni duri la bronchite: se il figlio si ammala il giorno 11 del mese e guarisce il 18 per esempio, essendo di 7 giorni il tempo di guarigione, basterà tornare indietro di 7 giorni dal momento della manifestazione dei sintomi (dal giorno 11 appunto) ed analizzare che cosa era successo in quel giorno che possa aver schockato il bimbo: il giorno 4 del mese (una discussione, un litigio, un'offesa, un'ingiustizia, una parola forte... ma soprattutto le fatidiche proibizioni derivate dalle paure e dalle fobie, quelle che ti tolgono libertà per ragioni assurde ed inesistenti e quindi proprio quelle contro le quali è più difficile combattere). Guardacaso questi sono anche i sistemi preferiti da Satana, il falsario, per colpire le sue vittime.

Se invece la bronchite è ricorrente, significa che il bimbo è ormai entrato in un binario, ma non sarà certo difficile individuare  la situazione, l'evento che lo fa ripiombare nel binario, osservando le date ricorrenti delle manifestazioni dei sintomi e delle guarigioni.

All'aldilà di questi calcoli e di queste conoscenze prendete nota che tutto questo vi segnala l'opportunità di cambiare qualche vostra convinzione, (che evidentemente tra l'altro non è vostra,  ma sicuramente generata da altri, contro la vostra volontà, magari quando eravate piccoli come vostro figlio, o addirittura prima...: motivo in più per staccarsene dunque!).Se volete un'altra buona ragione per staccarvene è questa: in realtà la ragione per cui soffrite o che temete,  non esiste: esiste solo nella vostra mente e dunque è irreale. Quasi tutte le convinzioni staccate dal nostro cuore, cioè tutti i pensieri, non collegati al nostro cuore, non sonon reali! Sono solo ridondanze di blocchi emotivi, che continuano  a fare danni, A TENERVI PRIGIONIERI DI IRREALI SENSI DI COLPA e a togliervi energia! Quasi tutte le malattie dei vosri bambini esprimono questi meccanismi, queste leggi naturali, collegate a precisi e ben definiti corrispondenti processi biologici e fisiologici.

Nel caso della bronchite si tratta di cominciare a lasciare respirare i nostri bimbi liberamente!Basta togliere loro il fiato! Non vedete che vivono scoraggiati, spossati, incapaci di prendere il loro posto nella famiglia? ( e torniamo all'esempio di Gesù appena citato...). Si tratterà allora di parlarne con questi benedetti figli, di parlare di queste benedette emozioni,  e dare loro la direzione (c/o padre!) perchè trovino il posto che loro compete, i loro giusti confini nel loro territorio sicuro. Poi quando taglieranno il cordone ombelicale definitivo, quello spirituale, attorno ai 18 anni, quando saranno finalmente  indipendenti con una loro vita, una loro casa, etc. potranno scoprire il reale valore ed il reale significato del territorio (che secondo noi è tutto il mondo, condiviso!). E' necessario a tale fine pregate Dio affinchè questi figli abbiano la capacità di fare questa scelta del distacco!  Per questo ci vogliono padri forti, perchè le mamme manifesteranno qualche piccola difficoltà...         Le principali convinzioni errate su cui lavorare invece possono essere: sulla "considerazione di sè" (io non merito, io non valgo nulla, sono una vittima, sono colpevole,sono brutta, tanto non ci riuscirò mai, non ce la posso fare, non ce la faccio più a sentirmi così, non sono all’altezza,  non sono abbastanza brava/o, nessuno mi apprezza per quello che sono) oppure per le dinamiche affettive (tutti mi abbandonano, nessuno mi vuole, trovo sempre la persona sbagliata , nessuno mi vuole bene, in fondo non merito di meglio, non avrò mai abbastanza soldi, tutte le cose più belle capitano solo agli altri, piove sempre sul       bagnato…. e tante altre).OGNI NOSTRA CONVINZIONE VA SEMPRE MESSA ALLA PROVA DEL CUORE: SE E' FONDATA SULL'AMORE TIENE E CI GUIDA IN UNA VITA SANA E ...GAGLIARDA.


10.26 Ancora sulla guarigione da polmonite.

E' un'infezione dei polmoni. E' la quinta causa di morte negli Stati Uniti, essendo particolarmente pericolosa negli anziani e nelle persone con un sistema immunitario debilitato. Inizia con dei brividi, febbre elevata che sale rapidamente, respirazione difficile, veloce e superficiale. I sintomi sono dolori al torace che si intensificano con la respirazione profonda, tosse e espettorazione scarsa all'inizio, che diventa abbondante e arrossata con aspetto di ruggine, seguita da cefalea e mancanza di appetito.

Finché la febbre sarà alta, applicare clisteri o lavaggi intestinali, con due litri d'acqua fredda e quattro cucchiai da minestra di spremuta di limoni. Se persiste, i clisteri possono essere ripetuti più di una volta al giorno. Usare un medicinale lassativo come l'idrossido di magnesio che possiede azione antiinfiammatoria e antivirale, usando quattro cucchiai da minestra e quattro cucchiai da minestra di acqua giornalmente, durante tre o al massimo cinque giorni. 

Cataplasmi di caglio di latte o argilla, preparati con acqua fredda, applicati localmente sulla regione colpita dal dolore e rinnovati periodicamente, possono dare molto sollievo ai dolori e velocizzare la cura. Importante è il riposo, se possibile a letto.

 L'alcalinizzazione del corpo con un periodo di dieta cruda è fondamentale per eliminare il più velocemente possibile il processo infiammatorio o infettivo. Si dovrebbe usare il centrifugato di verdure di due in due ore, macedonia di frutta o verdura cruda, yogurt fresco e scremato, melassa di canna da zucchero e/o miele e germi di grano, tre volte al di. 

Effettuare il drenaggio posturale mantenendo la parte superiore del corpo fuori dal letto e appoggiandosi sulle avambraccia, per un periodo da 5 a 15 minuti, favorendo in questo modo la espettorazione. Tale esercizio può essere fatto tre volte al giorno. 

L'evoluzione di questa malattia può essere meno positiva nelle persone debilitate come gli alcolisti, i diabetici, gli obesi, i cardiaci e i pazienti renali, in cui le difese organiche sono ridotte, il che richiede un'attenzione medica particolare.   

Vedi inoltre quanto già riferito dalla puntata 23 in poi.

10.27 Cibi per aiutare la guarigione dall' asma.

L'asma è un disturbo allergico con infiammazione intermittente che irrita le vie aeree, aumentando la sensibilità a fattori specifici, con eccessiva eliminazione di muco e spasmo dei tubi bronchiali. La crisi provoca il blocco delle piccole vie respiratorie, riducendo il flusso d'aria che passa da loro, il che porta il soggetto ad avvertire mancanza di aria, presentare fischi ed oppressione al torace. 

Stime suggeriscono che il 5% della popolazione totale del Brasile è colpita dall'asma. Negli Stati Uniti sono stati segnalati 10 milioni di casi nel 1990 e 14 milioni nel 2003 e il numero dei decessi è raddoppiato. Tale malattia colpisce di solito la popolazione occidentale essendo quasi inesistente tra gli eschimesi e africani che vivo nonelle zone rurali. L'asma può colpire persone di tutte le età e circa 8% dei bambini della scuola elementare soffrono di bronchite asmatica. I maschietti sono due volte più colpiti rispetto alle femmine, ma l'incidenza si eguala ai trent'anni. 

Da 1970 fino all'inizio della decade del 90, è aumentato di ben cinque volte il numero delle persone che hanno cercato assistenza medica nelle crisi di broncospasmo, principalmente bambini. 

Virus, fattori ambientali e emotivi, possono scatenare o aggravare una crisi di tosse e dispnea. Però perché il "seme" germogli il "suolo" dev'essere prima preparato. I principali sintomi sono: fischi al torace, seguiti o non da crisi di dispnea, tosse secca o produttiva e oppressione al torace.L'attacco avviene abitualmente di notte, con una durata da due ore o a volte giorni, in cui il malato ha bisogno di restare in piedi o seduto per poter respirare. L'espirazione è più difficile, subentra un senso di soffocamento, si espelle muco chiaro e viscoso alla fine. 

I1 trattamento medico "ufficiale" usa droghe che dilatano la luce dei bronchi, seccano il muco al loro interno/ o fluidificano le secrezioni o il catarro per favorire la loro eliminazione, offrendo un sollievo passeggero finché dura l'effetto del farmaco. Il paziente è quindi lasciato alla propria sorte, senza sapere che fare per non essere vittima di una nuova crisi. 

Il trattamento medico è frustrante: il clinico vede costantemente lo stesso paziente e la sua famiglia che ritornano molte volte, quasi tutti i giorni, con la stessa aria di disperazione e ha la sgradevole condizione di prescrivere le stesse droghe con gli stessi risultati. 

Al medico resta una terribile sensazione di sconforto e impotenza, e una sgradevole e dolorosa percezione della limitazione della scienza medica, senza speranze di risultati migliori. 

I libri di medicina ortodossa affermano che "dall'asma non si può guarire", e il medico si sente assolto, non è incompetenza o mancata conoscenza clinica, ma la soluzione è fuori dalla sua portata. 

Oggi si aprono nuovi orizzonti nella scienza medica: concetti di immunodeficienza legati a diete inadeguate e stati psicologici alterati che indeboliscono il sistema di difesa sono correttamente valutati. Le persone con un quadro di asma bronchica presentano un sistema immunitario indebolito, principalmente i linfociti T, che determinano la capacità difensiva del nostro organismo. 

L'alimentazione inadeguata, in cui si distaccano le uova, i formaggi, il latte e anche i cereali raffinati, carni e leguminose secchi, che producono muco o catarro coli grande intensità, e anche gli stati emotivi negativi, come l'ansia, la paura, la rabbia e la disperazione, sono responsabili dall'indebolimento delle cellule di difesa e fattori determinanti dell'attuale situazione. 

I farmaci tradizionalmente usati per il sollievo temporaneo della crisi, che controllano i sintomi e non la malattia,  sono chiamati broncodilatatori. L'adrenalina stessa e/o il cortisone inibiscono l'azione dei linfociti T, indebolendo ulteriormente il sistema di difesa. 

La vitamina C inibisce la costrizione dei bronchi, la vitamina A protegge e recupera la mucosa, la vitamina E inibisce la reazione infiammatoria, il magnesio rilassa la muscolatura dei bronchi e migliora molto la respirazione.Le principali fonti di vitamina C e A sono la verdura e la frutta fresche nelle macedonie e nei centrifugati o nelle spremute. Le fonti di vitamina E e magnesio sono i germi di grano e i cereali integrali. 

Consumare correttamente gli alimenti può dare sollievo o prevenire le crisi, diluendo il muco dei polmoni, aiutando a tenere l'infiammazione sotto controllo, dilatando le vie aeree, aumentando la resistenza organica e prevenendo le reazioni allergiche. 

Il cavolo crudo è sedativo e espettorante, il consumo regolare di cipolla e aglio, a forte attività antinfiammatoria, grazie alla loro azione battericida, attuano sulla causa di base dell'asma. Il succo di cipolla ricco di quercitina, potente agente antinfiammatorio, può portare ad una riduzione del 50% delle crisi. 

L'olio di pesce Omega 3, ad azione antinfiammatoria, aiuta a guarire le vie aeree, rigenerando le pareti e ripristinando la respirazione normale. Gli eschimesi, che fanno grande uso di pesce, raramente contraggono l'asma.

Alimenti forti e piccanti come il peperoncino rosso, la senape, il kren o il wasabi giapponese che viene servito con il sushi possiedono attività mucocinetica, liberando le vie aeree e ottenendo sollievo immediato dell'asma. 

La sostanza chimica capsaicina, componente piccante del peperoncino, libera fluidi acquosi nelle vie aeree, diminuendo la viscosità del muco e favorendo la sua espulsione. Quando inalata, attua come un broncodilatatore.

In una situazione emergenziale, tre tazze di caffè forte espletano un'azione di broncodilatazione, rilassando la muscolatura che avvolge i bronchi, se non provocheranno degli effetti avversi. 

I pazienti con bronchite asmatica possiedono un basso livello di zucchero nel sangue. I diabetici che possiedono alti livelli di zucchero nel sangue soffrono raramente di asma.

Dobbiamo colpire le molteplici cause della malattia trasformando le abitudini di vita, abbandonando gli alimenti nocivi formatori di muco e l'abuso di droghe cronicizzanti della malattia, cercando di portare speranza, allegria e amore, che rafforzano le cellule immunitarie, aumentando la resistenza organica.  


10.27bis Cenni sulle valenze psichiche e spirituali dell'asma (Le allergie)

Abbiamo incontrato molti medici, che guariscono l'asma utilizzando protocolli alquanto dìversi da quelli stabiliti dalla medicina ufficiale in questo periodo storico. Pensiamo al Dr. Hoisel, che cura esclusivamente con l'alimentazione qualsiasi malattia nella sua clinica naturale in Brasile, dove spesso ospita e cura con successo familiari di illustri colleghi professori in prestigiose università ed ospedali americani, quando i metodi ufficiali non hanno successo. Nulla di strano usare l'alimentazione come cura dell'asma: alla base di questo disturbo vi e' SEMPRE un problema intestinale, una infiammazione, oltre che a problemi di assorbimento scorretto e malnutrizione che scatena anche la reazione immunitaria.

Pensiamo poi al Dr. Katrib, conosciuto in una delle riunioni mensili dei medici e terapisti presso il nostro Centro Studi. Egli opera a Padova utilizzando principalmente come strumenti l'acqua ed il sale marino, rivisitando in chiave moderna, molte perle della saggezza medica islamica.  Nulla di strano visto che anche delle università americane (notizia trasmessa per radio la prima volta il 5 Giugno 1995 dal Paul Harvey News) trattano l'asma con il sale e l’acqua (l’acqua viva, come quell'acqua che dona salute e vitalità al longevo popolo dei Hunza nel Himalaya e ad altre popolazioni note per la loro longevità e l'assoluta mancanza di asma ed allergie). L'asma e' una specie di disidratazione e mancanza di sali. Spiegano che il programma di reidratazione prevede due bicchieri di acqua bevuti prima di mangiare o di svolgere attività fisica,  con l’ esclusione di qualsiasi altro liquido, +  mezzo cucchiaino di sale (integrale marino) che viene aggiunto al cibo per controbilanciare la maggiore assunzione di acqua. (Mamme ricordatevi di fare bere i vostri bambini piccoli, specie quando tossiscono o presentano eczemi!)

Il francese Dr. Jacques R. Gesret ha curato con successo fin dal 1984 migliaia di casi di asma, dopo aver perso il figlio all'età di 10 anni per una crisi d'asma dovuta ad un errore medico. La sua cura prevede una guarigione completa in 3 o 4 sedute intervenendo manualmente sulla forma della gabbia toracica... Secondo lui le difficoltà respiratorie (specie quando si fa sport) si possono fare cessare immediatamente nella maggioranza dei casi con il massaggio del punto di arresto situato sotto l'ascella sinistra. Questo purchè si tratti di un disturbo espiratorio (asma vera = spasmo dei bronchi), perchè se invece si trattasse di un disturbo inspiratorio (falsa asma = spasmo della faringe), non ci sarebbe altro da fare che riposarsi. 

Contrariamente a quelli che controllano l'informazione mondiale sull'asma, questi medici non sono sponsorizzati da nessun laboratorio, nè da nessun sistema commerciale o corporativo, così non devono ringraziare nessuno e mi hanno trasmesso una forte sensazione di passione che riscalda l'anima e che rende credibili. Non navigano nell'oro, ma sanno aiutare gratuitamente molte persone; non scrivono libri, non rilasciano interviste a giornali e televisioni, eppure sono conosciuti da molti  e sono arrivati anche alla nostra conoscenza ed alla mia in particolare, che pure non sono nè un medico, nè un malato, ma solo una persona attenta a quello che succede "fuori dai mass media", perchè è qui che si trova la verità (la verità per me altro non è che la realtà).

Evidentemente anche qui funzionano alla grande le stesse leggi che governano l'economia: quelle del passaparola! Nel corso della puntata 11 abbiamo cercato di evidenziare la differenza tra il marketing, che mistifica i fatti e la comunicazione, che cerca di descrivere la realtà. Ne abbiamo avuta una illuminante conferma anche qui a Padova nel recente caso del Dr. Paolo Rossaro, medico assurto alle cronache nazionali. Si tratta di quel tipo di medici descritti come inetti, millantatori, responsabili di turpi reati ed atroci responsabilità, che sono invece di fatto circondati da un'inamovibile stima e fiducia, direi addirittura amore, da parte dei loro pazienti e della comunità in cui operano. Forti dei frutti che hanno portato ad  innumerevoli casi di guarigioni indiscutibili da malattie gravissime, durante molti anni di attività svolta con studio, competenza e con grande passione,  si sono guadagnati una credibilità, che i mass media invece che minimamente scalfire, possono solo ulteriormente esaltare. Lo stessa esperienza l'abbiamo  verificata nel caso di un altro medico padovano, il Dr. Roberto Zanella, caso pressochè speculare di qualche anno prima.

Si tratta sempre di medici che rappresentano appieno l'immaginario collettivo del medico eroico,  quello stesso ideale che ispira molti giovani quando decidono di entrare all'università per preparasi a questa professione! Tanto che oggi sono in molti (sempre di più!) a chiedersi che cosa aspettino i medici di questo tempo storico ad abbandonare  gli stupidi protocolli, cui sono costretti da una medicina senza anima e senza cuore.

Anche in questo caso è probabile che i cambiamenti non arriveranno mai ad opera della casta medicale, ma arriveranno grazie all'opera della gente comune, pur indotta ed ispirata da questi medici eroici. Ci chiediamo per contro se l'alto numero di suicidi riscontrato tra la classe medica più che al tradimento del giuramento di Ippocrate, non sia piuttosto riconducibile tradimento di un grande altro Medico, al pari di Giuda.... ( "curate i malati che vi si trovano e dite loro: E' vicino a voi il regno di Dio" Luca 10 (1, 8-9 ) - MISSIONE DEGLI APOSTOLI DI CRISTO ).
Ma perchè non decidono di diventare liberi, invece di uccidersi?

STIAMO OSSERVANDO NEL CONTEMPO CHE TANTE TRASFORMAZIONI DI QUESTO GENERE SI STANNO COMPIENDO IN MOLTE PROFESSIONI ED ATTIVITA' UMANE !  Questo è frutto della naturale legge di compensazione, come reazione alle tante ingiustizie e scelleratezze compiute oggi nel nostro mondo. 

Alcuni di questi medici prima citati sono non credenti, eppure abbiamo avuto da tutti lo stesso tipo di risposta tutte le volte che abbiamo potuto intervistarli. Senza  discutere la bontà dei loro risultati, peraltro evidenti, abbiamo  però chiesto loro come spiegano le guarigioni definitive da malattie anche molto gravi dei loro pazienti, nonostante essi abbiano agito solo a "livello fisico". Man mano che la cura  procedeva tutti hanno risposto di avere notato da parte di questi pazienti,  una grande trasformazione dei loro processi  psichici e grandi aperture spirituali.

Riteniamo che la loro passione, dunque il loro amore,  abbia contagiato le persone con cui sono venuti in contatto... come un qualche singolare ed inarrestabile meccanismo, che si sta sempre più manifestando e diffondendo in chi affronta la propria professione con coraggio e dedizione gratuita (ricordo il passaggio di Gesù in Matteo 9,2 "...Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati»). Sarà interessante approfondire questo tipo di meccanismi quando affronteremo le valenze spirituali, legate al campo del cuore. 

In questa sede ci preme piuttosto affrontare il meccanismo dell'allergia, visto che parliamo di asma.
La prima osservazione è quella che un malato d'asma ha facilità d'inspirazione e difficoltà d'epirazione. A seguito dei significati dell'aria già approfonditi nelle puntate precedenti, possiamo già notare il problema inverso rispetto al raffreddore-influenza,  quando parlavamo di carenza nel "prendere" l'aria. Qui si tratta dell'esatto opposto: del prendere troppa aria a danno dell'azione del "renderla". Può trattarsi del solito atavico meccanismo infantile dell'accettare, dell'assumersi , del "prendersi"  troppi impegni, compiti gravosi o troppe restrizioni pur di farsi amare e/o di farsi accettare! Per dimostrarci più forti di quello che siamo in realtà, "più bravi", ci sentiremo invece poi soffocare da questo peso, quando arriva il momento di dimostrare ciò che siamo in grado di fare in realtà ..., quando arriviamo alla resa dei conti.
Una caratteristica tipica di chi vede minacciati i confini  del proprio territorio, è anche quella di non saperli ben riconoscere questi confini!
Di qui la difficoltà a riconoscere i propri limiti e così via in un CIRCOLO VIZIOSO, di cui parleremo tra qualche paragrafo.
L'atteggiamento sarà dunque quello di pretendere che le cose avvengano come dico io,  a modo mio, indipendentemente dalla realtà (gli altri invece mi evidenzieranno quanto assurdo e pazzo sia il mio comportamento... o meglio il più delle volte mi diranno direttamente che sono assurdo e pazzo io stesso, vista l'insana abitudine del giudizio così diffusa !).
Unico modo di uscirne sarà quello della malattia, altro modo per "risolvere" ed attirare di nuovo l'attenzione ("affetto" surrogato dell' "amore"), una volta crollato miseramente il castello costruito in precedenza. 

Un altra considerazione riguarda il termine "territorio", che ricordiamo è diversamente inteso a seconda del sesso, dei tempi e dei luoghi. Si intende tutto ciò lo rappresentava per l' "uomo primitivo" ed ancor prima nella catena evolutiva per  l'"animale": pensiamo per esempio alle strenue lotte per difendere la propria tana/caverna, o per conquistare una femmina contesa da un altro maschio, o ancora nella competizione per il potere supremo in caso di lotta contro il capobranco... Oggi non esistono più questo tipo di lotte strenue  nella società moderna, ma il concetto di territorio e spazio sono stati trasfigurati nelle nostre idee e desideri,  nelle nostre aspirazioni, nei nostri sogni e in tutte quelle che sono le nostre competenze, dalla famiglia ai figli, al rapporto di coppia, alle cerchie di amicizie, dalla competizione nei rapporti di lavoro fino alle competizioni tra aziende. Sembrerà una bestemmia per la nostra mentalità, ma è necessario anche ricordare che la proprietà privata è stata inventata dall'uomo, non certo creata da Dio! ( nota il passaggio di Luca 17,26-37 su queste parole di Gesù:
"Come avvenne al tempo di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell'uomo: mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca e venne il diluvio e li fece perire tutti.
Come avvenne anche al tempo di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano;29 ma nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti
."
E' interessante notare che c'e' stata una evoluzione sulle attività degli uomini tra i tempi di Noè e quelle ai tempi di Lot (distruzione di Sodoma e Gomorra). Precisamente "avviene" l'invenzione del concetto di "proprietà privata", appunto un passaggio epocale, visto che la generazione di Lot ha iniziato a "fermarsi", a stanziarsi definitivamente:  diversamente da prima ora infatti con questa generazione si compra, si vende, si pianta, SI COSTRUISCE !).Questa osservazione non sarà indifferente qualora si desideri affrontare il meccanismo delle allergie, perchè a questo passaggio epocale corrisponde nell'animo umano la prima possibiità di "blocco" del movimento, legato appunto al concetto di "territorio". 

Possiamo così ora affrontare il meccanismo che soggiace alle "allergie dell'anima" e quindi ad ogni tipo di allergia, visto che per compensazione si manifestano a cascata prima nel livello psichico e poi, se non risolte, per ultimo nel livello fisico.

A questi "blocchi" possono spesso essere legate anche certe nostre errate convinzioni, che tanto ci condizionano nelle nostre relazioni, costituenti il nostro territorio. A seconda di come intendiamo il nostro territorio, infatti ci possiamo sentire soffocare, oppure sentirci di scarsa importanza, come invece sentirci liberi quali un uccello nel cielo.

Potremmo definire l'allergia come un processo legato ad un fotogramma di un film lasciato in sospeso. Normalmente si tratta di un fotogramma rimosso dalla nostra infanzia, ma è possibile risalente addirittura anche a generazioni precedenti, perchè potrebbe accaderci per esempio esattamente all'età in cui l' "evento "trauma" (ma sarenne meglio dire l'"evento opportunità" !)  è accaduto ad un nostro genitore...
Che cosa c'è in questo fotogramma?
Un evento che registra un black-out caratterizzato da un doppio blocco: un blocco emozionale che a sua volta lega e  blocca uno o più sensi: è il senso principale che stavamo utilizzando nel momento in cui abbiamo subito il trauma improvviso. Se stavamo mangiando qualcosa svilupperemo un'allergia per quel dato cibo, se stavamo toccando qualcosa svilupperemo un'allergia per quel dato tipo di tatto, se stavamo respirando qualcosa (un odore, un vento particolare, qualceh sostanza nell'aria etc.) svlilupperemo un'allergia per quell'odore particolare, se il dolore traumatico è stato accompagnato da un determinato tipo di suono, di timbro o di tono, diverremo allergici a quel tipo di suono (o di frequenza) e così via. Tutte le volte che la nostra vita ci metterà di fronte un evento (si tratta di un tentativo di riavvio di un motore inceppato!) per cui il nostro "senso bloccato", dovesse rivivere quella situazione, la stessa che ci riporta al trauma originario, se non lo risolviamo ricadremo in quella medesima situazione, in quel corto circuito, associando automaticamente il "blocco del senso"  all'emozione di dolore provata nel momento del trauma. Se per esempio ci colpisce improvvisa la notizia di un lutto durante la stagione dei pollini, saremo allergici ai pollini ed ogni volta che il nostro naso registrerà quel tipo di pollini, a livello inconscio verremo scaraventati a quel tipo di emozione, ferma, bloccata da allora in quello stato di black-out.

Ma l'evento incriminato  può essere di varia natura, perchè esistono anche i "mini-traumi": un bisticcio importante con un amico, una parolaccia od una offesa inaspettata, una caduta, una morosetta che ci lascia, un evento vissuto come tradimento da parte di un genitore, un fratello, uno zio o di una maestra, un'ingiustizia subita o un rifiuto importante che ci ha colpito e così via con miliardi di possibili esempi simili).
Sono tutte le prove, le opportunità che la vita ci dona per permetterci di evolverci, per pungolarci, per spingerci, farci procedere nel cammino verso la nostra realizzazione, per realizzare i nostri desideri e la nostra felicità.
Tutte le volte che prendiamo una strada sbagliata, "contro-natura", interviene un blocco, che ci inchioda lì finchè non saremo in grado di affrontare quel dato tipo di situazione di fronte alla quale ci siamo dimostrati impreparati, avendo reagito in un modo scorretto e poco conveniente. 

Come fare per superare questo blocco?
Sarebbe banale rispondere: mettiamo in pratica il Vangelo; questo sarebbe da molti ed in gran parte visto come fumo negli occhi (ma era così' anche al tempo di Gesù...).
Allora rispondiamo che ... Dipende!

Dipende dal nostro livello energetico. Quindi dalla  nostra capacità di far fronte al carico-scarico dell'energia vitale. Anche di questo ci occuperemo quando arriveremo al cuore. Tradotto in termini per ora più comprensibili, diciamo che spesso basta solo riconoscerlo questo fatidico blocco, facendo così "onore" all'"evento-causa", che ha ora finalmente esaurito la sua funzione "educatoria". Altre volte lo si supera automaticamente dimenticandosene per sempre, una volta cambiata - per altri eventi nel corso dell vita - quella data convinzione errata, che stava alla base della nostra "errata" reazione all'evento stesso. In altre parole superando quella data paura ( faremo una intera puntata su tutti i meccanismi concreti di carico-scarico dell'energia vitale!). Altre volte ancora con il taglio del cordone ombelicale, si riesce in un sol colpo a liberarsi automaticamente di tutte le zavorre legate non solo alle relazioni scorrette con i nostri genitori, legate alla nostra educazione, ma addirittura legate al nostro albero genealogico. Ci stacchiamo così da meccanismi automatci di reazione agli eventi, che la nostra progenie si porta avanti da generazioni.

Non possiamo entrare in questa sede nell'ambito dei meccanismi salvifici (qui solo accennati) insiti in questo tipo di  processo, che permette a noi di "salvare" le nostre generazioni passate e, volendo, addirittura quelle future (visto che in realtà - a  livello spiritiuale - esiste solo il presente...!)(stiamo già ora vivendo la vita eterna!)(ricordate il reiterato invito di Gesù "Il regno di Dio è vicino"?).
Non solo: qualora non ce la facessimo noi, questo potere salvifico sarà sempre possibile per un nostro discendente: anche qui sta il fondamento della speranza cristiana, non certo nel regno di Dio, che per un cristiano è certo e presente e quindi non lascia posto a nessuna sperenza e dubbio. Esiste solo la certezza! 

Eh, sì siamo proprio tutti destinati ad essere eroi..., infatti la  nostra era è una era eroica. Basta svegliarsi, per potersela gustare intensamente questa nostra vita ... SEMPRE CHE NON ABBIAMO IL SENSO DEL GUSTO BLOCCATO ! ( Scusate la battuta ma ... con tutte quelle schifezze, che accettiamo oggi di mangiare...)
Fantastico, no? 

A proposito di schifezze del mangiare, ricordiamo che molte allergie ed intolleranze alimentari (ma ci sarà un puntata anche su questo), sono dovute non tanto a quel tipo di cibo, quanto piuttosto sono fortemente facilitate dagli additivi chimici (e dalle loro combinazioni chimiche) usati nella produzione industriale di quel dato cibo, nel suo stadio agricolo o nel suo stadio di allevamento se si tratta di un cibo di origine animale!  Altra causa di intolleranza sono gi organismi geneticamente modificati (che saranno ufficialmente accetatti per l'umanità tra pochissimi giorni!!) , motivo in più per alimentarsi solo di cibi organici.
Quando il nostro corpo, a causa degli eventi sopra accennati, non dispone più di sufficiente energia per smaltire le varie scorie e tossine, categoria cui apparatengono anche gli ogm, vengono favoriti processi di intasamento per cui, i blocchi di cui sopra vengono sempre più "consolidati" e il livello energetico sempre più depresso in una specie di circuito vizioso, come sopra citato. Introdurre molta chimica nel nostro organismo tramite alimenti industriali e prodotti farmaceutici, significa innescare delle possibilità di combinazioni chimiche tra i vari componenti con consegnenze insondabili e difficilmente prevedibili.  

Se nel momento in cui la vita ci mette di fronte un evento, cui non sappiamo reagire correttamente - l'evento da cui si origina l'allergia con il meccanismo prima descritto - se in quel determinato e preciso momento dovessimo essere "sotto effetto"  della chimica ingerita e qualche nostro senso/emozione  viene bloccato/a in quel fotogramma di cui questa combinazione chimica fa parte, sarà quella combinazione chimica a "farla da padrone"  in certe situazioni della nostra vita.
Saremo così inconsciamente - e sottolineo che il livello nervoso attivo sarà del tipo involontario -  obbligati ad entrare  in quei binari,  voluti e programmati, da chi ha preconfezionato quella data combinazione chimica negli alimenti così associata poi magari ad un evento mediatico, ideato appositamente per sucitare determinati tipi di emozione da combinare con il nostro "senso" da bloccare,  o da tenere bloccato e legato a tripla mandata ...!!!

Sembra fantascienza, ma queste combinazioni chimico-sensuali sono continuamnete testate in laboratori tecnologicamente sofisticati e lanciati preconfezionati  via mediatica in un "pacchetto" o "kit magia" contenente  certe emozioni attraverso per esempio uno spot televisivo e soprattutto spettacoli mediatici appositamente ideati. Sempre più spesso per catturare il maggior numero di prede possibili, gi spettacoli mediatici sono multimediali (vengono lanciati contemporaneamnete al cinema, nella musica, a teatro, nei libri, nei videogiochi, nei parchi divertimenti, nel web, nei grandi magazzini ed ipermercati,  etc.).
Grandi networks si spingono ancora oltre ideando pacchetti vacanze di questo tipo (è proprio il caso di dire "all-inclusive"), pacchetti studio e prodotti per nuovi sistemi educativi nelle scuole. 

Un dolore o una paura improvvisa, quindi  un acuto coinvolgimento emotivo associato ad almeno un "senso" permanentemente  in stato di black-out: questa foto deve rimanere stampata indelebilmente nel nostro inconscio più profondo per il maggior tempo possibile, in modo da legare la psiche e lo spirito al passato.
ESATTAMENTE IL CONTRARIO DEL MODELLO PROPOSTO DAL VANGELO.
SI TRATTA DEL MECCANISMO PERVERSO DELL' "ANTIMIRACOLO":
ECCO DOVE RISIEDE LA DEFINIZIONE DELL'ALLERGIA DELL'ANIMA!
Credo bene che la nostra anima sia allergica a meccanismi così contrari rispetto alla nostra natura!

Le nostre allergie ci segnalano questi meccanismi spirituali avvenuti in noi, affinchè possiamo porvi rimedio!

Facciamo pure tutte le prove allergiche che vogliamo e prendiamo pure tutti i farmaci che vogliamo, ma temo che se non siamo disposti ad affrontare queste tematiche sarà solo ulteriore energia sprecata. 

Torniamo infine  alla "nostra" asma ed analizziamo il nostro vissuto alla luce di questo specchio visto lungo quest'ultima pagina (ricordiamo che le allergie dei nostri figli normalmente sono parte di questo specchio, con il quale ci segnalano soppressioni e blocchi che attendono da molti anni di essere finalmente liberati in noi, loro genitori: se guariamo noi, guariscono istantaneamente le allergie dei nostri figli!). Troveremo di tutto:  meccanismi di manipolazione e rifiuto della nostra autonomia per cercare di conservare l'affetto dei genitori, per esempio. Ancora una volta si evita di crescere e torniamo al meccanismo satanico del blocco, del solito circolo vizioso... mancanza del taglio ombelicale con i genitori, che si riflette nel rapporto di coppia e così via in una situazione sempre più soffocante ed impotente (ma non più ignorante adesso, dopo avere riflettuto con l'aiuto di queste righe!) di cui l'asma si alimenta.

Ci sono sistemi molto potenti e facili da usare per liberarsi da questi impedimenti, ne parleremo diffusamente, parlando del Vangelo applicato alla vita di tutti i giorni. Oh pardon, scusate la parola, ... ne parleremo vedendo come liberarsi da questi impedimenti nella vita di tutti i giorni: è una cosa semplice, basta avere pazienza. 

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Passiamo questo materiale trasmessoci da un nostro lettore, padre di una ragazza asmatica fin dall'infanzia. Non conosciamo questo metodo poco noto di trattamento e cura di questa malattia, ma pensiamo possa interessare anche altri oltre a noi. Si tratta del metodo BUTEYKO. Queste righe sono una trascrizione di una conferenza che ne parla, alla quale ha assistito Franco Verdoglia di Trieste. Si tratta di una trascrizione della conferenza proveniente da appunti personali e che non è stata rivista dal relatore. Ci sembra un metodo interessante per quelle persone, vedi per esempio i bambini, che hanno preso l'abitudine a respirare con la bocca, più soggette quindi all'iperventilazione. Pensiamo poi a tutte le connessioni con il sistema che fa capo all'epiglottide, ai denti magari storti, etc... e a tutti i loro significati, in parte visti anche recentemente in una delle conferenze a Codiverno.
 
Aurisina, 13 VI 2005

 

Asma, Ansia, Stress, Attacchi di Panico, … e metodo BUTEYKO

La dottoressa Flavia Lollis spiega questo metodo, messo a punto dal medico ucraino Kostantin Pavlovich BUTEYKO.

Il dottor Buteyko ha casualmente osservato una relazione tra l’ipertensione e l’iperventilazione ed ha associato l’iperventilazione anche all’asma, di cui soffriva. Ha compiuto su se stesso i primi esperimenti, poi estesi ad altri asmatici. Ha quindi portato l’attenzione sul respiro, importante nella scuola medica dell’India e dell’estremo oriente ma trascurato in occidente.

Il Ciclo dell’Ossigeno.
Il respiro è una forma di nutrimento. Al nostro corpo sono necessari circa 4-6 litri di ossigeno al minuto.

L’iperventilazione non è un problema finché è momentanea, ad esempio per uno spavento o negli apneisti, ma diventa un problema se è cronica, cioè se la quantità di ossigeno raggiunge il doppio o fino a sei volte la quantità necessaria.

L’aria che inspiriamo è composta al 20% da ossigeno, al 78% da azoto, 2% da gas rari e 0,03% da anidride carbonica (CO2). Quella che espiriamo è composta dalla stessa quantità di azoto, 16% ossigeno e da 3,5 a 4 % di anidride carbonica.

Gli alveoli bronchiali sono come dei sacchetti che si gonfiano e si dilatano durante l’inspirazione, entrano così in contatto con i capillari arteriosi e venosi determinando uno scambio d’aria con il sangue. L’ossigeno passa al sangue che a sua volta cede anidride carbonica. Il sangue però possiede sempre un 6% di anidride carbonica. Il sangue porta l’ossigeno alla cellula che lo trasforma in anidride carbonica (CO2) ed acqua (H2O). Le cellule in questo modo possono compiere il loro lavoro, ad esempio se fanno parte di un muscolo producono l’energia per muoverlo.

Problemi dell’Iperventilazione.
L’iperventilazione è un problema perché il risultato non è un maggior apporto di ossigeno nel sangue ma espello una maggior quantità di anidride carbonica. L’emoglobina, contenuta nei globuli rossi, trasporta l’ossigeno del sangue. La quantità di emoglobina determina la quantità di ossigeno trasportabile. L’anidride carbonica invece è disciolta nel sangue. Il risultato quindi è una diminuzione di anidride carbonica nel sangue, negli alveoli e nelle cellule. L’anidride carbonica non è dannosa ed anzi svolge funzioni importanti. Poiché è un vasodilatatore in caso di carenza i muscoli lisci si contraggono: i bronchioli (causando asma), le vene e le arterie (aumenta la pressione), l’intestino ed il colon (causa coliti spastiche).

Il motivo di queste reazioni è che il corpo rileva la carenza di anidride carbonica, quindi ne limita la fuga, chiude le vie respiratorie, producendo muco o catarro, causa ostruzione del naso, sinusiti, raffreddori.

I broncodilatatori (es Ventolin) apre i bronchi, quindi determina un aumento della carenza di anidride carbonica. In realtà gli asmatici hanno la fortuna che la loro patologia evidenzia il problema, la carenza di anidride carbonica, di cui soffrono altre persone pur prive di sintomi evidenti.

L’anidride carbonica inoltre è importante per il rilascio dell’ossigeno dal sangue alle cellule. L’emoglobina rilascia l’ossigeno dove c’è una maggior concentrazione di anidride carbonica (effetto Bohr). La carenza di anidride carbonica causa un legame più stretto tra emoglobina e ossigeno, quindi i tessuti sono poco ossigenati. Gli esami del sangue rilevano in questo caso poca differenza nei valori di emoglobina tra vene ed arterie.

Se i tessuti sono poco ossigenati ci si sente più stanchi, si va verso la stanchezza cronica, ne risentono in particolare le cellule del cervello, del cuore, del fegato e delle ghiandole surrenali. Ad esempio le ghiandole surrenali producono pochi ormoni, compreso il Cortisolo (il cortisone naturale presente nel nostro corpo). Ne consegue un indebolimento dell’apparato immunitario, che sballa, rendendoci vulnerabili agli attacchi di virus ed influenze, e non riconosce gli agenti esterni causando allergie.

L’anidride carbonica regola anche la produzione degli enzimi durante la digestione, ad esempio la proteina del latte non è scomposta, ci intossica, rendendoci intolleranti al latte. I sintomi variano dal mal di testa alle riniti, e possono manifestarsi anche dopo alcuni giorni dall’ingerimento del latte. La reazione è individuale.

Altri problemi possono essere l’ipertensione, della quale soffriva lo stesso Dott. Buteyko, in forma grave e dalla quale guarì completamente, gli attacchi di panico, disturbi alla vista, il diabete (in fase iniziale), i problemi causati da respirazione anaerobica (produzione di acido lattico) ed i crampi notturni (per i quali si consiglia mezzo cucchiaio di sale oceanico grezzo, integrale, in mezzo bicchiere d’acqua).

Le Cause.
La causa principale dell’iperventilazione è lo stress. Reagiamo ancora come l’uomo delle caverne, di fronte ad un pericolo il corpo si prepara alla lotta o alla fuga, aumenta il glucosio, l’ossigeno, l’adrenalina, la glicemia e la frequenza del respiro.

Possono esistere anche cause fisiche come un endema polmonare in altitudine, incidenti all’apparato respiratorio, il fumo attivo o passivo, un enfisema. Il metodo naturalmente non è in grado di restituire anche la funzionalità agli alveoli polmonari danneggiati.

Nessun farmaco è ritenuto responsabile dell’iperventilazione. Eczemi, psoriasi o eritemi sono manifestazioni allergiche causati da carenza di cortisone naturale, che a sua volta può essere causato dall’iperventilazione. L’asma che segue un trattamento al cortisone è semmai un radicamento del problema.  

Diffusione del Metodo.
Dopo le prime pubblicazioni (anni ’60), il ministero della sanità russa ha approvato questo metodo in via provvisoria (1964), poi, visti i risultati, in via definitiva (1982), a spese dello stato per alcune patologie respiratorie come l’asma, l’angina pectoris (colpisce il muscolo del cuore), la bronchite cronica.

Il sistema si è dimostrato utile anche per problemi circolatori, morbo di parkinson, e benefico anche per i malati di AIDS ed allevia gli effetti collaterali alle vittime di Chernobyl. In definitiva tutti ne traggono benefici.

Dalla Russia il sistema si è diffuso in Australia, dove si trova la più alta concentrazione di asmatici del mondo. Michael Cichorsky, manager del marketing della ditta farmaceutica GLAXO, è stato sfidato ad una conferenza da un istruttore del metodo Buteyko affinché si mettesse per tre settimane nelle sue mani, ha imparato il metodo, si è licenziato ed ha aperto una clinica privata che applica il metodo.

Il metodo si è poi diffuso in Canada, negli USA, in parte in Oriente, in Gran Bretagna ed Irlanda. Gli sperimentatori scientifici australiani, americani ed inglesi si sono dichiarati favorevoli: l’85% degli asmatici trattati smette l’assunzione di farmaci, il 10% li riduce e solo il 5% prosegue l’assunzione dei farmaci.

Buteyko inizialmente riceveva in cura solamente i casi disperati ed otteneva miglioramenti notevoli nel 70% dei casi. Da 5-6 anni il metodo è arrivato anche in Italia. Si tengono corsi a Prato, Bari, Milano, Roma, Padova ed una donna russa che ha lavorato con Buteyko insegna il metodo a Belluno.

Limitare l’Iperventilazione Cronica.
È possibile rieducarci ad una corretta respirazione mediante esercizi che ne cambiano progressivamente la frequenza. Kostantin Buteyko a 32 anni si è sentito dire che aveva ancora pochi mesi di vita, è morto due anni fa ad ottanta anni.

C’è un test chiamato Pausa-Controllo per determinare in modo abbastanza esatto il nostro stato di iperventilazione. Guardiamo l’orologio, vuotiamo i polmoni espirando, tratteniamo il respiro fino al momento in cui avvertiamo il primo stimolo di respirare (non è da trattenere il fiato il più possibile), memorizziamo il tempo e riprendiamo a respirare normalmente.

Una persona sana resiste 60 secondi, sono il 6,5% della popolazione mondiale e la dottoressa Flavia Lollis non ne ha mai incontrata una; al massimo qualcuno ha raggiunto i 52 secondi. I monaci tibetani raggiungono i 120-150 secondi. Si è sufficientemente sani arrivando a 45-55 secondi mentre si è a rischio asma arrivando sotto i 20 secondi. Test di laboratorio con misurazioni scientifiche confermano la validità di questo test aleatorio.

La durata cala bruscamente in caso di sonno, cibo intollerante, arrabbiature e stress.

Un primo esercizio di rieducazione è rimanere senza respirare per la metà del tempo massimo, ma chi ha problemi lo eviti. Esistono due tipi di esercizi: curativi, per ripristinare un livello accettabile di anidride carbonica, oppure esercizi per una terapia d’urgenza, tecniche diverse a polmoni vuoti. C’è un libro in italiano di Rosa Maria Chicco (già console italiana a Capodistria), “Attacco all’Asma” delle edizioni BLU International Studio (12 EURO), ma pochi riescono da soli ad imparare con successo gli esercizi (fatto confermato da uno dei presenti). Lo stesso Buteyko aveva scritto un libro ma poi lo ha ritirato. I corsi normalmente si tengono un sabato e sei altre mezze giornate.

 

 

 




10.28 Altro per aiutare la guarigione da enfisema polmonare.

Il pericoloso vizio di fumare e la bronchite cronica sono le principali cause di questa malattia che altera le pareti degli alveoli, provocando all'inizio una perdita di elasticità e alla fine distruggendole.
La riduzione della superficie degli alveoli riduce l'adeguata ossigenazione del sangue, provocando una progressiva difficoltà di respirazione. All'inizio tale difficoltà si presenta dopo qualche sforzo fisico, alla fine anche a riposo. 

La perdita di elasticità dei tessuti trattiene l'aria all'interno dei polmoni, promuovendo l'appiattimento del diaframma. II torace si presenta dilatato, come se fosse in permanente ispirazione, o un torace a forma di barile. 

L'accumulo di muco durante la notte raddoppia la tosse al risveglio. Giacché l'espettorazione è difficile, aumenta la sensazione di soffocamento, il che porta grande sofferenza al paziente. I1 malato crede che il male sia dovuto al fatto che l'aria non entri nei polmoni, ma in realtà ciò che succede è che l'aria trattenuta all'interno dell'organo fatica ad uscire. 

E' fondamentale il lavoro di fisioterapia di rilassamento fisico e mentale e la rieducazione del controllo dei movimenti respiratori. L'espirazione deve durare il doppio dell'ispirazione. 

Un massaggio vibratorio sulla schiena, eseguito con il bordo esterno delle mani, ogni giorno per circa dieci minuti. Inspirare velocemente dal naso ed espirare lungamente dalla bocca, con il corpo piegato in avanti con un angolo di circa 20°.

Si dovrebbe camminare dagli 8 ai 15 km al dì.

Questa malattia spesso segnala un'ultima importante opportunità alle persone anziane, che a causa delle loro convinzioni hanno per lungo tempo limitato la loro vita, il loro spazio, il loro fiato vitale. I loro genitori, il galateo, il politically correct ...

politically correct

li ha sempre obbligati a recitare una parte che non era la loro, fin dal momento in cui hanno subito un particolare trauma a questo riguardo. Un trauma che li ha costretti per una vita su un binario, che non era il loro... Invece avrebbero voluto realizzare il progetto per cui Dio li ha creati, ma non hanno avuto abbastanza coraggio e determinazione, non ce l'hanno fatta a staccarsi... da volontà dei genitori, o di altre persone, di cui dovevano soddisfare delle aspettative.

E' un'ultima chiamata in estremis: se non ce la dovessi fare, lascerò comunque  un messaggio importante ai posteri, alla propria discendenza: forza voi dovete farcela, non fate come me!

E' una condizione della povera gente, quei poveri a cui dare tutta la nostra amorevole compassione (Matteo 9:36 "Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore").

Quando i muscoli non lavorano correttamente infatti possiamo avere un problema di svalutazione. In caso di enfisema, il diaframma viene abbassato e quindi non funziona più correttamente. Ciò significa che gli altri muscoli sono chiamati ad uno sforzo maggiore, poiché non sono efficienti come il diaframma. Quando questo accade, i pazienti possono provare una sensazione di affanno o fiato corto.  Gli altri muscoli coinvolti nella respirazione si trovano tra le costole ed alcuni muscoli che si estendono dal collo alle costole superiori. Il diaframma, i muscoli tra le costole e uno dei muscoli nel collo, chiamato muscolo scaleno, vengono usati in quasi ogni respiro. Se ci serve un aiuto in più per espandere i polmoni, “reclutiamo” altri muscoli del collo e delle spalle.

Qui con le spalle subentra il discorso sul cuore, che rinviamo per l'ennesima volta a quella materia, che tratteremo. Chi alza le spalle di fronte ai problemi della vita, prima o poi può trovarsi di fronte a problemi di rigidità di questi organi... ma chi preferisce alzare le spalle, ha qualche problema specifico di cuore indurito... oltre che problemi di peso e giogo... (Matteo 11,30; "Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero").Ma come è possibile che un figlio di Dio possa svalutarsi? Come facciamo a non sapere e credere che siamo tutti figli della luce? Che abbiamo dei poteri enormi, quanto semplici, se solo decidiamo di utilizzarli?  (Matteo 10,8: "Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni").

Ah! Se potessimo guarire istantaneamente dalle nostre paure, che ci impediscono di provare queste emozioni liberanti...!

Ma chi ce lo impedisce in fondo di fare questo, qui ed ora? Non siamo solo noi gli unici responsabili di noi stessi? Non è forse vero che in tutto l'universo l'unica cosa che abbiamo il potere di cambiare siamo solo noi stessi? Anche ora che siamo vecchi e saggi, che non abbiamo più nulla da perdere: quali altre resistenze abbiamo ancora che ci trattengono?

Alla fine di questa vita ci troveremo per la prima ed unica volta soli , a rispondere di noi stessi e solo di noi stessi. Prima di quel momento un'ultima grande opportunità di pentimento, di conversione, di guarigione. Solo allora potremo tornare ad essere ancora utili e testimoniare con la nostra vita, la gloria di Dio. (Giovanni 11,4 All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato»).

RICORDIAMOCI SEMPRE CHE SE ANCHE NON SAPESSIMO COMPRENDERE E REALIZZARE PER QUALE PROGETTO DIO CI HA CREATI, CI RESTA SEMPRE UNA RAGIONE ANCORA IMPORTANTE DI VITA: AGIRE PER LA SUA GLORIA!

Queste argomentazioni ci consentono di entrare in un argomento delicato, oggi sempre più d'attualità, viste le proposte di legge che si stanno realizzando in Europa sull'eutanasia. L'uomo è l'unico mammifero che non riesce normalmente a vivere un'età pari a otto volte la propria "età della crescita". Vogliamo dire che l'uomo dovrebbe vivere normalmente 128 anni circa (8x18)! Quindi c'è qualcosa che ancora non funziona nella nostra vita e forse non abbiamo ancora appreso a vivere secondo natura... così come facciamo così fatica a mettere in pratica il Vangelo..., nonostante Gesù l'abbia sempre definito il "regno vicino" ed il "regno dei semplici"...

Avete pensato come mai sia così necessario attaccarci addosso l'etichetta di cristiani?... Certe volte mi viene da pensare che la Chiesa debba ricorrere all'aggettivo "cristiana", quando vuole definirsi "ai terzi", solo perchè altrimenti non verrebbe mai riconosciuta come tale. Da qui la necessità di definirsi "cristiana".

Ma un miliardo di etichette non fanno nemmeno una sola realtà! 

Chi non ci dice che una malattia terminale di un nostro genitore o parente, anche se colpito da qualche forma di demenza che ne limita la coscienza (o l'incoscienza?) non sia per lui necessaria, per compiere determinati passaggi, magari registrati a livelli, che noi definiamo inconsci, solo a causa della nostra ignoranza? E non è che noi preferiamo toglierci dal "davanti agli occhi" certe sofferenze, forse per noi stessi salvifiche, se troviamo il coraggio di affrontarle? Siamo consapevoli che si tratta in ogni caso di un monito per i posteri (ricordiamoci del significato e dell'importanza del nostro albero genealogico!), qualora non si decida di mettere mano a certi cambiamenti che la vita ci richiede insistentemente, magari "in estremis" con certe tipi di malattie, che ci ostiniamo a non voler ascoltare? 

... O di una Gloria che ci ostiniamo a non voler riconoscere nella nostra vita al nostro Dio? 

 


10.29 Cibi, muco e catarro.

 
Il morbillo è sempre stato trattato dalla nonna, non c'è mai stato bisogno dei medici. Adesso invece può uccidere anche il morbillo, a causa delle complicazioni in polmonite. Ciò può essere dovuto all'introduzione di moderni sciroppi farmaceutici antitosse. In caso per esempio di bronchite, la tosse è un sintomo necessario, che favorisce l'eliminazione del muco, delle impurità, microbi e altre sostanze nocive, favorendo la guarigione della malattia. Mancando la tosse quindi è più difficile espellere il muco, che tende così a stazionare nei polmoni e favorire processi quali la polmonite... I vari tipi di espettoranti naturali devono essere usati quando ci sarà tosse o in intervalli di tre ore. Essi riducono la viscosità del muco, promuovendo la sua espulsione e pulendo le vie respiratorie, senza sopprimere il necessario riflesso della tosse. Questa vecchia ricetta della nonna dunque ci sembra molto interessante, anche se come sempre ci raccomandiamo di farsi assistere da un medico per le dosi (in caso di mmancanza del buon senso...): mettiamo in una pentola uno strato di zucchero di canna ed uno strato di ananas, buccia e gambo compresi. La buccia dell'ananas sarà stata pulita con limone e separata dalla polpa.  In ogni strato mettiamo dei chiodi di garofano e della cannella in canna. E ripetiamo su vari strati. Cucinare fino a quando diventa uno sciroppo. Separare quindi la buccia, che va buttata, mentre l'ananas va mangiato. Nella buccia dell'ananas c'è la bromelina, che fluidifica il catarro. Potete anche semplicemente prendere nelle dosi consigliate dal vostro medico della bromelina naturale, che esiste in commercio. Abbiamo sentito di una terapista che abbina all'ananas un impiastro con la polvere di zenzero...essendo un buon revulsivante elimina muco vecchio: ha trattato con successo le sinusiti di molti portalettere di Padova, evitando operazioni...il muco infatti può creare problemi alle fosse.
 
A questo punto, visto che stiamo per trattare anche la pelle, tanto vale anticipare alcune proprietà di questo meraviglioso frutto (vitamine a parte di cui parleremo in una puntata dedicata). La bromelina è un'enzima che si è dimostrato capace di controllare gli edemi sia di tipo post traumatico - che di origine infiammatoria. Il gambo d'ananas presenta pure una azione antiaggregante piastrinica. L'ananas contiene inoltre principi attivi ad azione fibrinolitica i quali, andando ad agire a livello dei vasi sanguigni, riducono la vasodilatazione e l'eccessiva permeabilità dei capillari, situazioni che possono provocare infiammazioni o dolori localizzati. La bromelina è un'enzima usato anche per intenerire la carne, l’ananas è quindi eccellente nelle marinate di carne o pesce. La bromelina ha l’inconveniente di impedire alla gelatina di rapprendere; se dovete preparare un aspic o un budino fate bollire il succo dall'ananas per due o tre minuti prima di aggiungerlo alla preparazione. La bromelina produce anche una reazione nei latticini: se dovete aggiungere l’ananas ad un prodotto latteo fatelo all’ultimo momento. (motivo in più per consumare yogurt solo con frutta fresca aggiunta al momnento!)(e tassativamnente senza zuccheri, quando si tratti di mescolarli a frutta  acida!). L'ananas è molto utile nei casi di anemia, crescenza, convalescenza, demineralizzazione, dispepsia, intossicazioni, arteriosclerosi, artrite, gotta, litiasi, obesità. Il succo. Per uso esterno, è consigliato per tonificare le pelli normali. 
La cellulite si presenta come un processo infiammatorio che attiva la trasudazione dei liquidi negli spazi intracellulari; se non viene curato, questo processo porta all'atrofizzazione dei vasi capillari ed all'infiltrazione di grasso negli spazi intercellulari con formazione di nodi cellulitici che possono causare anche dolore. L'enzima proteico Bromelina di cui è particolarmente ricco il gambo dell'Ananas, svolge un'azione antiedemigena ed antinfiammatoria che si esplica mediante un decongestionamento delle sedi di infiltrazione cellulitica, facilitando inoltre il riassorbimento dell'essudato.
 
L’ananas è un frutto esotico yin, diuretico, antitossico, con azione antiflogistica(=sfiammante). L'azione diuretica è dovuta alla presenza di acidi organici che combattono attivamente la ritenzione dei liquidi. L’ananas è un frutto "acido" consigliabile come disintossicante per le vie respiratorie, inoltre è digestivo e favorisce l’assimilazione delle proteine. Grazie alla sua forte attività proteolitica la bromelina è capace di digerire in pochi minuti 1000 volte il suo peso di proteine. Si consiglia di mangiarlo al mattino come primo pasto oppure un’ora prima di un pasto proteico. Si raccomanda di non esagerare nella quantità - al massimo mezzo ananas per pasto. Per dimagrire invece: per 2 - 3 giorni - mangiare un chilogrammo di ananas sbucciato al giorno come segue: mezzogiorno: un terzo (circa 330 g) di ananas, alle ore 16.00: un altro terzo, alle ore 19.00: l’ultimo terzo di ananas. Come mangiarlo? Lavare bene la buccia, meglio con il limone, masticarlo come fare una spremuta in bocca espellendo la parte fibrosa, così ha più efficacia, sia come disintossicante che dimagrante.
 
Controindicazioni: i preparati d'ananas potrebbero essere scarsamente tollerati da persone con ulcera peptica attiva e sono da evitare da chi è in trattamento con anticoagulanti, a causa della loro moderata attività antiaggregante piastrinica. La bromelina per le sua proprietà anticoagulanti può, quando somministrata in pazienti trattati con pentossifillina, aumentare il rischio di eccessivo sanguinamento.
 
Tornando al catarro dobbiamo mettere in guardia anche dall'uso nelle malattie polmonari degli antibiotici farmaceutici di sintesi: normalmente sono astringenti (=che attenua le funzioni dei tessuti, p.es. che riduce le secrezioni nelle forme infiammatorie della pelle o delle mucose. Dicasi anche di farmaci che riducono l'evacuazione intestinale) e seccano il catarro, che tende a restare dentro il polmone. Quando il sistema immunitario si riprende e cerca di eliminare il catarro, provocando quindi nuove crisi respiratorie, se a questo punto si prendono nuovi antibiotici, entreremo nella migliore strada per provocare situazioni croniche!
Altro grande problema legato agli antibiotici  è una tossina molto pericolosa: l'acetaldeide, che è un sottoprodotto del lievito. L'acetaldeide è un'eredità anche della candida ed è molto difficile da eliminare dal corpo, resta nei tessuti e causa allergie, indolenzimenti vari e anche perdita di memoria. Il molibdeno è un ottimo minerale, che andrà  a trasformare l'acetaldeide, consentendo cioè al corpo di poterla eliminare facilmente. Il molibdeno si trova facilmente nella frutta fresca e vegetali biologici, difficilmente sui prodotti coltivati con le tecnologie moderne... Per le dosi consultare il medico: non più di 100 microgrammi al giorno per iniziare e poi incrementare non oltre i 300 microgrammi per non più di quattro mesi, anche se ci sono persone che ne prendono anche 1.000 microgrammi al giorno....
 
Riprendiamo ancora una volta il tema delle allergie per completare quanto già espresso nella puntata 27bis e facciamo un esempio che vale per tutti: la carragenina, presente per esempio in molti gelati (visto che siamo in stagione estiva!), nei desserts in genere, nella panna anche da cucina come addensante. La carragenina e' un additivo estratto da alghe rosse usando solventi alcalini. Questi solventi sono in grado di bruciare i tessuti e la pelle di una mano come ogni altro acido.

La carragenina e' un addensatore. E' l'equivalente vegetale della caseina, la stessa proteina che viene isolata dal latte e usata come sostanza per condensare cibi. La caseina viene usata anche per produrre vernici ed e' la colla usata per attaccare le etichette sulle bottiglie di birra. La carragenina e' l'ingrediente magico usato per far sciogliere il ghiaccio dagli aerei congelati dalle tempeste di neve.

La carragenina e' naturale come il monosodio glutamale (MSG) estratto dal riso. Anche l'aspartame puo' definirsi naturale visto che e' estratto dal petrolio.
 
Non tutte le sostanze che provengono da fonti naturali sono incolumi per la nostra salute!


La carragenina e' un gel. Riveste le interiora dello stomaco e/o dell'intestino come miele appiccicoso o olio da massaggi. Possono spesso sorgere problemi di digestione per questa sua caratteristica. La carragenina e' usato a volte nel latte di soia. Lo sconforto che puo' derivare dalla sua ingestione porta il consumatore a pensare di essere allergico alla soia quando invece la vera causa e' la carragenina.

La carragenina con elevato peso molecolare e' considerato innocuo per la salute al contario di quello a basso peso molecolare. Lo ammette anche Silk, il piu' grosso produttore di latte di soia negli Stati Uniti che usa carragenina nei suoi prodotti.

La Dr.ssa Joanne Tobacman e' un grossa esperta di carragenina ed insegna medicina interna all' universita' di Iowa. Alcuni studi effettuati dalla Dr.ssa Tobacman dimostrerebbero che gli enzimi della digestione e l'azione batteriologica trasformerebbero la carragenina con elevato peso molecolare in carragenina con basso peso molecolare (QUELLA PERICOLOSA!) e poligenani.

Queste sostanze sono state collegate all'insorgere di varie malattie e del cancro.
Questo inciso evidenzia, che le intolleranze sono spesso dovute all'eccesso degli additivi chimici di sintesi o alle combinazioni di questi con i nostri cibi, più che a determinati tipi di cibi. Dunque in molti casi basta passare a cibi naturali e le intolleranze come d'incanto spariscono!
 
Ma torniamo ora al muco ed ad alcuni effetti nell'intestino conseguenti il nostro tipo di dieta. Nei primi decenni del 1900, gli insegnamenti del Prof. Arnold Ehret iniziarono a farsi spazio fra i medici che praticavano la loro professione senza prescrivere farmaci. Il Dr. J.H. Tilden di Denver, in Colorato si era specializzato nel curare la polmonite che allora era il killer n°1. Nessun altro medico trattò cosi tanti casi di polmonite e non perse mai un paziente. Lui non usava medicine. Semplicemente ripuliva il colon con l'idroterapia e con cibi vivi e naturali. Il suo successo era considerato fenomenale perché gli altri medici che ricorrevano ai farmaci riscontravano continui fallimenti. come già più volte spwecificato, Il 90% delle malattie va attribuito direttamente o indirettamente a un intestino non perfettamente sano.
 
Ancora oggi questi insegnamenti, dunque quasi dopo un secolo, sono più che mai attuali e vale la pena quindi riassumere quanto espresso dal Dr. Ehret, rimandandovi al sito http://www.arnoldehret.it/ per ulteriori approfondimenti.
 
Pochi sanno che i cibi fatti con la farina bianca e i latticini in genere creano una specie di colla che, pian piano, aderisce alle pareti intestinali creando uno strato che impedisce ai nutrimenti di essere assorbiti ed avvelena quelli che riescono ad attraversarlo (prof. Arnold Ehret's).

Oggi vengono dati molti nomi alle varie disfunzioni presentate dal corpo umano. Si pensi che la medicina ufficiale cataloga più di 4000 malattie mentre Ippocrate, il primo medico scientifico, ne catalogò circa trecento.

Secondo la medicina naturistica le malattie possono ricondursi a due grandi categorie:

  1. quelle di origine nervosa (malattie psicosomatiche),
  2. quelle dovute all'intossicazione dell'organismo.

Secondo il prof. Arnold Ehret's, il corpo umano è paragonabile ad un complicatissimo apparato idraulico, con una grande quantità di condutture e di liquidi in circolazione. Si è calcolato che il nostro corpo è composto di acqua per l'ottanta per cento; ciò significa che una persona di 60 chilogrammi contiene ben 48 litri di acqua che forma i vari liquidi organici ed entra a far parte della costituzione dei tessuti e le ossa del suo corpo. Appare evidente che l'ostruzione di una delle condutture creerà degli scompensi a tutta la struttura, così come l'ostruzione di uno dei tanti tubicini nel motore di un'automobile può pregiudicarne il buon funzionamento.

L'infarto, l'embolia, la stitichezza, il raffreddore, l'arteriosclerosi, la gotta, le vene varicose, i foruncoli e la pressione alta o bassa, non sono che alcuni esempi di come una cattiva circolazione dei liquidi possa causare dei gravissimi disturbi. Le cause possono quasi sempre essere imputate all'ostruzione dei condotti, siano essi all'interno od all'esterno dei vari organi.

I calcoli alla cistifellea sono un classico esempio di condotto ostruito, mentre quelli al fegato o reni, dimostrano come i materiali estranei possono accumularsi anche all'interno di un organo specifico. Per comprendere i motivi che possono portare all'ostruzione di qualche tubo o tubicino del nostro organismo bisogna analizzare gli alimenti e come questi vengano digeriti ed assimilati.

Il processo della digestione consiste nel sottoporre il cibo a sostanze in grado di ridurlo in parti piccolissime. Il punto principale di questo processo è lo stomaco dove vengono secreti degli acidi ed in particolare l'acido cloridrico. Lo stomaco serve principalmente per digerire i prodotti animali ed in particolare la carne, il pesce e gli insaccati.

E' ovvio che lo stomaco, essendo fatto di carne, deve proteggersi dagli attacchi degli acidi e lo fa' coprendosi di una sostanza mucillaginosa (una specie di colla) chiamata "muco", che alla fine della digestione passa nell'intestino con il cibo digerito.

La farina bianca ed i prodotti derivati (pane, pasta, pizza, dolciumi, ecc.), durante la digestione diventano una specie di colla; ricordo che in tempo di guerra mi facevano giocare con una colla fatta di farina bianca cotta in poca acqua. Questa poltiglia può essere considerata come una sorgente di muco e costituisce uno dei tanti fattori di inquinamento del nostro organismo.

Nel tempo questo muco diventa capace di attaccarsi alle pareti intestinali, ed altre condutture organiche, e ricoprirle con uno strato sempre più spesso. Il glutine, una sostanza collosa che si trova soprattutto nel grano e perciò nel pane, può anch'esso danneggiare e bloccare i villi intestinali. (Ecco un'importante effetto/causa di allergia per i celiaci, e non solo! Osserviamo che alcuni intolleranti al glutine, guariscono miracolosamente dall'intolleranza, quando passano dall'alimentazione con prodotti industriali all'alimentazione con gli stessi prodotti, ma non più industriali e quindi più naturali. Questo è dovuto al fatto che i moderni sistemi di agricoltura intensiva basati su fertlizzanti, antiparassitari e pesticidi chimici di sintesi e geneticamente modificati, riducono i terreni, le colture e gli alimenti allo stato carenziale. Per adeguare i prodotti alle caratteristiche necessarie per tollerare le modalità della catena di produzione, l'industria è quindi costretta ad "aggiustare le materie prime" con vari additivi (Nei paesi industrializzati le persone mangiano tra i 6 e 7 chili di additivi ogni anno), come per esempio PER FARE RECUPERARE FORZA ALLE FARINE, appunto aggiungendo tra gli ingredienti quantità esagerate di glutine (che secondo noi è una vera e propria sofisticazione, seppur legale!).

Più sotto riportiamo una tabella che illustra in quale proporzione i vari alimenti sono in grado di generare del muco all'interno dell'organismo.

Il prof. Arnold Ehret's (e chi non può condividere la sua opinione?), ritiene che molte delle malattie siano dovute al muco accumulato in qualche organo o in qualche conduttura, in modo da alterarne il naturale funzionamento.

Ecco alcune malattie e come il prof. A. Ehret ne stabilisce la causa:

  • Raffreddore: sforzo per eliminare i prodotti di rifiuto (muco) dalla testa, dalla gola e dai condotti bronchiali.
  • Polmonite: il raffreddore è sceso in profondità. E' presente uno sforzo per eliminare il muco dagli organi più spugnosi: i polmoni.
  • Reumatismi e gotta: vi sono acidi urici e muco accumulati, la circolazione dell'energia vitale è pertanto carente.
  • Foruncoli: evidente eliminazione di sostanze indesiderate.
  • Sordità: accumulo di muco nei condotti uditivi.
  • Stitichezza: accumulo dei rifiuti nel tratto intestinale

Ognuno di noi, anche se crede di essere in buona salute, ha accumulato fin dalla prima infanzia una certa quantità di materiali di rifiuto in special misura sulle pareti intestinali. Si pensi al proposito che esami di autopsia hanno riscontrato che il 50/60% dei colon esaminati (ultimo tratto intestinale) conteneva fino a 6/7 chilogrammi di rifiuti di cui alcune parti risalenti a diversi anni prima.

Il fatto che una persona abbia lo svuotamento intestinale ogni giorno non significa che sia libera da un accumulo indesiderabile di detriti e prodotti di rifiuto sulle pareti dell'intestino. Questo dipende dal fatto che i villi intestinali sono così fitti e sottili che possono trattenere le sostanze collose (muco) con cui entrano in contatto; sostanze che vi restano letteralmente attaccate.

Risulta evidente che in questo caso le sostanze nutritive, prima di raggiungere il sangue, devono passare attraverso lo strato di rifiuti che agiscono come un "filtro" (purtroppo sporco), che tende a degradare anche un cibo di ottima qualità. Talvolta anche una fame continua, e mai soddisfatta, potrebbe essere ricondotta alla situazione descritta, perchè molti valori nutritivi vengono persi a causa del "filtro" descritto.

Inoltre, le diete che includono cibi lenti da digerire, come la carne e i cibi grassi, possono provocare putrefazione e l'insorgere di batteri nocivi che impediscono l'assorbimento delle sostanze nutritive attraverso la parete intestinale.

Il comune raffreddore è un classico esempio di un accumulo di muco nelle vie respiratorie. Il muco, infatti, crea il terreno ideale affinché i microbi possano trovare l'ambiente per moltiplicarsi. Notiamo come in molti casi il raffreddore ripetuto possa essere un segnale di allarme di un livello troppo elevato di inquinamento dell'intestino!!!

(oltre che dell'insufficienza di fegato e reni nella loro opera di disintossicazione: o sono troppo affaticati o "buttiamo dentro troppa immondizia"!!)

Ricordiamo che ogni specie vivente necessita di "terreno adatto" ed il muco è quanto di meglio possiamo offrire per ospitare in noi i microorganismi apportatori di influenze, raffreddori, forme catarrali e così via.

Il succo degli agrumi tende a sciogliere il muco. Questa è la ragione per cui alcuni non sopportano le fragole con il limone. I disturbi da essi riscontrati altro non sono che l'effetto risultante dal muco sciolto che viene riassorbito nell'ultimo tratto dell'intestino immettendo nel sangue una notevole quantità di tossine.

Spesso i processi di disintossicazione dell'organismo, come specificato anche a proposito del digiuno, provocano un periodo iniziale di disagi, che deve essere affrontato senza paura con determinazione, ma anche con cautela.

 

La tabella di Berg
La tabella che segue è stata preparata da un esperto di fisiologia chimica ed indica, con un valore numerico, la capacità di creare o sciogliere il muco. Più il valore nella colonna "creare il muco" è alto e più l'alimento produce muco. Più è alto il valore nella colonna "sciogliere il muco" più l'alimento è in grado di eliminarlo.
 

CAPACITÀ DI CREARE IL MUCO
CARNE
Manzo
38.61
Vitello
22.95
Pollo
24,32
Porco
12,47
Lingua
10,60
Prosciutto crudo
6.95
Lardo
4,33
PESCE
Molluschi
19,52
Salmone fresco
8.32
Pesce bianco
2,75
UOVA
Tuorlo
51,83
Intero
11.61
Albume
8,27
LATTICINI
Formaggi stagionati
17,49
Margarina
7,31
Burro
4,33
CEREALI
Fiocchi d'avena
20,71
Riso brillato
17,96
Dolciumi
12,31
Avena
11,31
Pane bianco
10,99
Orzo
10,58
Pane integrale
8,54
Pasta
5,11
Riso integrale
3,18
VEGETALI
Lenticchie
17,80
Cavolini di Bruxelles
13,15
Piselli secchi
9,70
Fagioli secchi
3,41
NOCI E SIMILARI
Spagnolette
16,39
Castagne
9,62
Noci
9,22
Mandorle
2,19
BEVANDE
Cioccolato
8,10
Birra
0,28



CAPACITÀ DI SCIOGLIERE IL MUCO
LATTICINI
Latte magro
4,89
Panna
2,66
Latte normale
1,69
VEGETALI
Spinaci crudi
28,01
Fagioli di soia
26.58
Endivia
14,51
Lattuga
14,12
Pomodori crudi
13,67
Cetriolo
13,50
Barbabietole
11,37
Rape bianche
10,80
Patate dolci
10,31
Fagiolini
8,71
Patate
5,95
Piselli freschi
5,15
Carciofi
4,31
Verza
4,02
Cavolfiore
3,04
Verza rossa
2,20
Cicoria
2,33
Funghi
1,81
Cipolla rossa
1,09
Asparagi
1,01
Zucca
0,28
FRUTTA
Fichi
27,81
Uva passa
15,10
Tangerini
11,77
Limoni
9,95
Arance
9,61
Uva
7,15
Mirtilli
7,14
Prugne
5,80
Datteri
5,50
Pesche
5,40
Lamponi
5,19
Albicocche
4,79
Banane
4,38
Amarene
4,33
Melograno
4,15
Ananas
3,59
Pere
3,26
Ciliege
2,57
Anguria
1,83
Fragole
1,76
Mele
1,38
NOCI E SIMILARI
Noce di cocco
4,09
VARIE
Olive
30,56
Zucchero di canna
14,57
BEVANDE
Te
25,49
Radice di cicoria
7,17
Caffè
5,60
Vino bianco
1,21
Vino rosso
0,59
Birra
0,28

Suggerimenti per ridurre il muco intestinale

  • Iniziare la giornata con un bicchiere di acqua tiepida a cui sia stato aggiunto il succo di mezzo limone non dolcificato. Questa bevanda, presa il mattino a digiuno, rappresenta un ottimo sistema per liberarsi dal muco intestinale e fare provvista di vitamina C. Sarebbe un'abitudine da conservare per tutta la vita. Meglio ancora la più volte sottolineata centrifuga di ortofrutta fresca con abbondanti foglie verdi!
  • Evitare i cibi che creano il muco (farina bianca e derivati, riso brillato, uova, formaggi, carne, pesce, salumi e insaccati).
  • Utilizzare cibi che sciolgono il muco: agrumi, fichi freschi o secchi, uva passa, verdura e frutta cruda in genere.
  • Usare frutta e verdura cruda possibilmente di stagione, meglio ancora la centrifuga, che diventa così una bevanda altamente concentrata di vitamina C. In caso di impossibilità di accesso alle verdure fresche, prendere almeno l'acido ascorbico (la vitamina C sintetica).

La nostra esperienza ci ha mostrato come il muco intestinale (oggi più modernamente definito "incrostazioni fecali") possa molto spesso essere la causa del mal di testa frontale di cui soffono saltuariamente molte persone.
Può capitare che chi assume il succo degli agrumi o le fragole con il limone verifichi l'insogenza del malesseri o dolore alla testa: i disturbi riscontrati altro non sono che l'effetto risultante dal muco sciolto che viene riassorbito nell'ultimo tratto dell'intestino immettendo nel sangue una notevole quantità di tossine. Non è una buona ragione per farsi spaventare, anzi è un segnale inequivocabile che bisogna procedere consumando per qualche tempo cibi che sciolgono il muco.

 

10.30 I Cibi marchiati K e le ricette segrete di aromi ...

Sicuramente chi usa prodotti biologici elimina alla fonte tutte le problematiche legate agli additivi alimentari in quanto questi non sono generalmente ammessi nelle produzioni biologiche. Dobbiamo invece constatare che additivi tossici sono contenuti in molti prodotti pubblicizzati di gran marca rientranti negli acquisti usuali di moltissime famiglie, tra questi vi sono: merendine, bibite, aperitivi alcolici, sigarette, ecc. Controllare l'etichetta e la riduzione di consumo di determinati prodotti è un buon modo per indurre i fabbricanti a modificarne la composizione, utilizzando prodotti meno pericolosi...

Ciò nondimeno potrebbe essere interessante dare un'occhiata a quello che fanno in materia alimentare i nostri fratelli ebrei, un popolo che ha grandi conoscenze e capacità (... curiosa novità in seno a  questo popolo è un notevole movimento di conversione al Cristianesimo: sono già in 500.000 che negli ultimi tempi hanno riconosciuto la regaltà di Gesù!). 
I nostri fratelli ebrei godono di molti privilegi. Tra questi è un fatto che sono l'unico popolo che nelle nostre città può seppellire i propri morti in cimiteri distinti da quelli degli altri esseri umani... Una volta ho potuto visitare il cimitero ebraico della nostra città: impossibile non notare che i cognomi delle principali famiglie sono quelli dei proprietari dei principali palazzi, banche, aziende e possedimenti delle grandi campagne, terre esterne alla città, fino al mare... Sarà allora sicuramente utile anche per noi dare un'occhiata a come si nutrono questi privilegiati! Che cosa sono questi cibi Kosher?

Kashèr significa "buono", "adatto" e può riferirsi tanto a persone che ad oggetti o cibi. Per questi ultimi vigono le regole alimentari ebraiche, comunemente riassunte nel termine ebraico kashrùt, esistenti già al tempo del re Davide. Vi sono molte possibilità di interpretare i significati delle varie regole alimentari, che sono molto complesse.
Tengono conto anche delle combinazioni alimentari addirittura al microlivello (vedremo le problematiche relative alle combimazioni alimentari nella prossima puntata). In ogni caso, tali regole appartengono alla categoria dei chukkìm, cioè di quei precetti il cui significato ultimo esula dalla capacità di comprensione umana. La loro osservanza è comunque necessaria non meno che per altri precetti più "logici" e pone l'uomo di fronte alla necessità di scegliere se osservare o trasgredire le mitzwòt: l'uomo ha la costante responsabilità di cercare il comportamento corretto, che rispecchi la volontà del Signore, anche in attività semplici e di routine come il mangiare.

E' importante notare come molti concetti ed usi alimentari siamo esattamente all'opposto rispetto alle nostre normali concezioni. Per esempio pur essendoci oggi nel mondo oltre 6.000 imprese industriali certificate K, si parte sempre dal presupposto che il cibo industriale sia un'eccezione e quindi debba essere sempre controllato, consentito specificamente ed autorizzato, tanto che esiste e si tiene aggiornata presso i principali uffici rabbinici una lista dei prodotti industriali permessi.

In ogni caso in cui il cibo venga cucinato o comunque preparato dopo il confezionamento industriale, è necessario il controllo rabbinico. Dunque pizzerie, ristoranti, snack bar, cibi pronti sul bancone del supermercato e simili non possono in alcun modo ritenersi consentiti in assenza di supervisione.

Alcuni indirizzi di siti da consultare sul cibo K:

http://www.romacer.org/default.asp?nc=4406&id=81
http://www.italykosher.com/
www.kosherdelight.it/html/regole_alimentari.htm

Sulla kashrùt si pùo consultare in italiano:

Riccardo S. Di Segni, Guida alle regole alimentari ebraiche, Lamed, oppure l'adattamento per ragazzi Gaia Piperno Besso - Deborah Cohenca, Mangio kashèr, Morashà.

Interessanti alcuni stralci di interviste rilasciate da Di Segni: «Prendiamo un prodotto industriale semplice come le patatine fritte che dovrebbero contenere patate, olio e sale. Perché siano autorizzate bisogna stare attenti che non vengano impiegati oli di origine animale, neppure un residuo, durante l’intera fase. Può sembrare facile, ma per esempio un gelato industriale contiene almeno 100 ingredienti che devono essere tutti verificati dal personale rabbin